domenica 2 luglio 2017

ARCO chiude il bilancio. Da CIR e Lacchiarella: "occorre recuperare i 2,8 milioni da AMA". Un debito in costante crescita

Mentre AMA gioca con il Cda e rimanda la data di approvazione del proprio bilancio e del consolidato, i segnali che qualcosa non va ci giungono dalla partecipata ARCO, che ha già depositato il proprio bilancio dopo l'assemblea del 28 aprile scorso, alla presenza di un consulente dal cognome noto: Mauro Carrara.
Il debito cresce, e i soci non vogliono più aspettare. Un nuovo piano di rientro è stato imposto, pena l'ingiunzione.
Dopo l'acquisto pre-fallimentare del capannone delle cucine centralizzate da API, ARCO è oggi una società quasi interamente privata, dove AMA ha ancora il 10% della proprietà ed è controllata da CIR Food, 550milioni di fatturato e utili per circa 16 (2015).
La crisi sembra mordere ancora sul fatturato, in calo di 1,2 milioni. Il controllo dei costi è stata dunque una necessità che ha portato all'azzeramento degli investimenti e alla riduzione  di 300mila euro sui servizi. Ma non solo. Mentre qualcuno si bea di 30 nuovi posti di lavoro al Burger King (di cui solo 2 rozzanesi) il personale è stato ridotto di 24 persone (una perdita netta, per la città di 22 posti di lavoro, dopo i 50 di API), con costi ridotti complessivamente di quasi 900mila euro.
Anche i debiti verso i fornitori sono scesi drasticamente, facendo recuperare un po' di credibilità alla società.
Il resto ha portato ad una riduzione dell'utile di circa 150mila euro, da 250mila euro a 94mila.
ma la crisi, quella pesante, sembra esistere solo per AMA.
Dal 2015 al 2016, infatti, il debito di AMA verso ARCO è salito di ben 550mila euro (da 1,9 milioni a 2,45 milioni), ormai unico debitore incancrenito. Infatti sia Pieve Emanuele che Lacchiarella hanno azzerato le loro poste.
All'assemblea dei soci, il sindaco di Lacchiarella, Antonella Violi, esprime forte preoccupazione per il debito rilevante e crescente di AMA, e chiede che AMA rientri completamente nel 2017.
"Fino ad oggi una certa "sensibilità politica"da parte dei soci ha portato ad affrontare la situazione in modo bonario, ma è arrivato il momento di risolvere la situazione con AMA Rozzano con metodi stragiudiziali e giudiziali, volti al recupero delle somme dovute ad ARCO".
Anche Davide Mauta, per CIR Food, è categorico: "L'esposizione debitoria di AMA è elevata, e non si è ridotta rispetto al passato, e si impone di intraprendere anche misure di natura legale in caso di mancato rispetto degli accordi".
Il presidente Ioppolo, espressione di AMA, dice che vi son stati numerosi incontri con AMA e con il Comune di Rozzano, e che si sta adoperando per la sottoscrizione di un piano di rientro che, se non verrà rispettato, porterebbe inevitabilmente, alla vie legali.
In realtà, il consigliere delegato Davide Spadoni ha fatto presente che il 27 aprile aveva inviato ad AMA una proposta di piano di rientro da accettare entro 7 giorni per 2,5 milioni. "L'obiettivo è quello di salvaguardare l'equilibrio finanziario di ARCO. CIR Food ha fornito le garanzie per ulteriori affidamenti concessi, e vanta un credito di 470mila euro già scaduto verso ARCO". Insomma, la pazienza del privato si è esaurita.
AMA è ancora proprietaria del 10% delle quote, ma, in virtù di chissà quali atti parasociali (ergo nascosti alla popolazione) esprime il presidente del Cda, Domenico Ioppolo.
Siccome AMA è accerchiata da più parti, non fatichiamo ad intravvedere un'ulteriore ingiunzione da quasi 3 milioni di euro.... Ma intanto non si approva il bilancio.
L'intervento del dirigente Proverbio, per conto di AMA, non fa che rendere ancora più triste la vicenda. Promette un versamento di 300mila euro e torna sulla litania Agogliati del "siamo consapevoli della situazione in atto, dovuta ad una difficoltà di AMA nell'incassare - a sua volta - i crediti verso terzi....". Chissà se anche qui hanno menato il can-Aler per l'aia con i famosi 7 milioni (!), coi quali vorrebbero far pari e patta con tutto!!!
Ma come?! Era intervenuto il Bandera nelle precedenti assemblee dei soci a garantire il rispetto del piano di rientro... Stranezze.
Nonostante le difficoltà, ARCO ha una gestione che, in tale contesto, si può definire incoraggiante, anche se in una situazione commerciale ancora da definire. Ciò non di meno riscontriamo il raddoppio delle consulenze (a 126mila euro!) oggi la prima voce di costo nei servizi, che fa il paio con l'aumento del 50% delle spese per la consulenza amministrativa a 76mila euro. Va beh...
Intanto Agogliati gongola per Burger King...
RF

1 commento:

  1. come può andare avanti una Azienda come AMA senza pagare i debiti, senza essere in grado di riscuotere i crediti e facendo finta di niente? Ditemi che sto sognando per favore!

    RispondiElimina

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.