martedì 25 luglio 2017

Centro Cittadino. Consultazioni? Già fatte. Parte la progettazione.

Chi s'aspettava qualche ulteriore verifica delle "esigenze e volontà cittadine" da parte dell'amministrazione è servito. Con la determina del 4 luglio scorso il dirigente dell'ufficio tecnico ha assegnato ad un gruppo di progettazione guidato dalla SBG Architetti l'incarico per la progettazione definitiva delle opere pubbliche del Centro Cittadino.
Si tratta della realizzazione di un palazzo polifunzionale in piazza Foglia che, come nella migliore tradizione di questa amministrazione, creerà tanto verde (quello che piace ai bambini e alle famiglie consultate per caso l'ultimo giorno di scuola) costruendo un bell'edificio!
Dopo aver partecipato, e vinto, insieme ad altre realtà della Città Metropolitana, il bando per le periferie indetto dal governo, al fine di rispettare i tempi (invero piuttosto stretti) dettati dai decreti attuativi, il Comune si sta muovendo speditamente al fine di impegnare e spendere i denari che saranno poi restituiti a fronte dei SAL (Stati di Avanzamento Lavori).
La rendicontazione e la verifica delle spese daranno poi adito all'emissione dei contributi.
SBG Architetti ha già lavorato a Rozzano, e l'ha fatto nell'ambito del coordinamento urbanistico del Pru di viale Toscana, della progettazione di piazza Alboreto, dei casermoni del "Parco" delle Rogge, ed ora, per la realizzazione del verde cittadino a uso dei bambini di piazza Foglia, che lascerà senza alcun ulteriore sviluppo le "catapecchie" di via Mimose e viale Liguria per la mancata volontà (ed incapacità) di interloquire con l'ALER dell'amministrazione  comunale, che preferisce sostenere l'equilibrio finanziario di AMA che occuparsi della città, ormai in abbandono.
AMA, già, sempre lei, perché anche in questo caso possiamo segnalare qualche problema.
Tanto per cominciare, al tavolo della progettazione preliminare per il bando, tutti i comuni hanno chiamato le realtà sociali e culturali del territorio, per avere contributi "dal basso" e spendibili in qualità di esperienze dirette e di partecipazione. Rozzano no. Per la progettazione preliminare ha incaricato AMA, denominata "partner attuativo".
I Comuni di Pieve Emanuele e Rozzano hanno proposto di costituire una Cabina di regia stabile al fine di sviluppare un polo socioculturale intercomunale in quello che hanno definito "uno dei contesti socio-economici più degradati della Città metropolitana".
Il progetto, su Rozzano prevedeva, in fase preliminare la realizzazione di una nuova piazza, adeguamento parcheggi e aree gioco in Comune di Rozzano (sostanzialmente la cancellazione di quelli esistenti per spostarli dentro al Parco 1), il nuovo cinema teatro Fellini (cioè la cancellazione del vecchio, con il suo abbattimento e restituzione ad un più acconcio progetto urbanistico di case, case, case ....), e la Scuola civica di musica.
5,9 milioni la spesa prevista per il progetto, 1,4 milioni quella coperta (?) dall'Ente, e vedremo come, e il resto, 4,5 milioni, come contributo richiesto.
Come riporta la Città metropolitana, "la partecipazione dei soggetti privati nella fase di realizzazione degli interventi avverrà mediante procedura di evidenza pubblica. I soggetti privati coinvolti nella fase progettuale in qualità di partner sono quelli di seguito specificato per i sei raggruppamenti territoriali"....
Se negli altri raggruppamenti territoriali sono stati chiamati una molteplicità di soggetti, a Rozzano è stata chiamata solo AMA. Chissà se sarà chiamata a gara, o se, con la solita scusa (sempre meno valida) la faranno diventare automaticamente soggetto privato di intervento.
AMA, nella fase preliminare, ha già piantato i suoi paletti: due teatri, scuola musica, la farmacia, bar, sede istituzionale....
La scusa c'è: AMA, con un'operazione segnalata anomala anche dalla Corte dei Conti, è proprietaria dell'immobile da abbattere del cinema Fellini, che ha messo a patrimonio dopo l'acquisto (!) da API per un valore molto superiore  (2,1milioni  sborsati di acquisto ma iscritti a bilancio 1,5). Oggi potrebbe costituire la "dote" per immettere nel progetto gli 1,4 milioni  del finanziamento dell'Ente....
Ricordiamo che il Fellini, di proprietà comunale, fu dato in dote ad API alla sua costituzione, che poi l'ha venduto (!) ad AMA e che ora AMA potrebbe vendere per il nuovo progetto. Una partita di giro di soldi pubblici, che, un po' come Ligresti, partono con valore 100, e vendendoselo lo fanno diventare 200. Solo che ora deve andare sul mercato. Ma,, nessun problema: pronto per l'uso, l'ufficio tecnico, su input della giunta, per ottenerne il massimo,  trasformerà l'area da servizi pubblici a residenziale, facendone crescere il valore e creandone (falso) valore. Aberrazione degna di una segnalazione all'anti-trust da parte dei palazzina onesti.
Questo, però, comporterebbe la diminuzione della patrimonializzazione di un'azienda, AMA, già decotta e senza accantonamenti a fronte dei disastri finanziari in corso che aprirebbe le porte al successivo fallimento (in realtà, un'azienda privata in queste condizioni sarebbe già fallita).
Insomma, per la modesta cifra di 133mila euro avremo il progetto, che, se vogliono beccare la prima tranche (il 10%) del SAL. Il Decreto attuativo è gestito da un nome che è una garanzia: Maria Elena Boschi.
Attendiamo smentite.
RF

Cambia la rotatoria: dai mattoncini alla vernice

La rotatoria tra via Lombardia e via Roma, che "versa in precarie condizioni di sicurezza", verrà ristrutturata. Per farlo, ma cercando di mantenerne l'integrità "estetica", verranno rimossi i cosiddetti mattoncini autobloccanti, e verrà invece steso un "tappeto" stradale di colore rosso.
Inizia lo smantellamento di un pezzo della grandeur devoniana messa in campo per la ristrutturazione dell'Aler con il contratto di quartiere e le milionate di Api.
A suo tempo definimmo quell'intervento sulla copertura stradale e sui marciapiedi più degno d'una città della riviera romagnola (con un traffico pesante nullo o quasi) che non per una città come Rozzano.   Spesso soggetto a rifacimento, e di dubbia efficacia per le numerose operazioni di intervento sui sotto servizi, viene ora - dallo stesso ufficio tecnico - ripensato e ridisegnato, costruendo una scarpa e una ciabatta, immaginiamo, prodromi di un intervento più strutturale.
Si cambia: dal mare ai monti....

SUARDI NON MOLLA: ANCORA RIFIUTI SPECIALI TRA LE BEGHE DELL’AMMINISTRAZIONE

Non si chiude la vicenda relativa alla “discarica Suardi”, che torna alla ribalta in questi giorni con la richiesta di appello di Suardi dopo la condanna.
Il processo penale è nato come coda di quello amministrativo iniziato dalla Suardi, che tentò di non ottemperare all’ordinanza del Sindaco del 2012 per il ripristino del sito in prossimità della tangenziale dopo la fase di cantiere (QUI), dopo che il cantiere fu bloccato nel 2011.
L’area dello svincolo della tangenziale nei pressi del Fiordaliso  inaugurato nel 2010, è tornata in questi giorni alla ribalta per la moria degli alberi – 400 –piantati ma mai manutenuti, sollevata dall’associazione Parco Sud. Si tratta di un’area che, probabilmente, non piace ad alcun committente!
Nella sentenza emessa il 29 maggio 2015, il Tribunale di Milano condannava Guglielmo Suardi per i reati a lui ascritti dalla Procura, e lo condannava, tra l’altro, alla refusione delle spese al Comune di Rozzano.
Suardi è poi ricorso in appello, e i suoi atti e quelli del processo – ormai in Cassazione – degli altri co-imputati Stucchi Roberto e Francesco Bollani sono stati riuniti in un unico processo.
Il Comune verrà difeso dall’avvocato Chiarloni Guido, del foro di Milano incaricato lo scorso 7 luglio.
Come detto, già il TAR della Lombardia, con la sentenza della Sez. IV, n. 1131, del 2 maggio 2014 aveva ribadito la “legittimità dell’Ordinanza per la rimozione, smaltimento e ripristino dello stato dei luoghi, previa presentazione di un Piano di rimozione dei materiali da scavo”.
Suardi aveva chiesto  di poter smaltire sul posto i rifuiti speciali prodotti nel cantiere, chiedendo che fosse il Comune a verificarlo. I giudici amministrativi, invece, ritennero che non solo l’onere probatorio della verifica della sussistenza di tutte le condizioni per l’applicazione del regime di favore e differenziato dei sottoprodotti rispetto a quello dei rifiuti è a carico di colui che lo invoca, ma che non fosse nemmeno lecito impugnare l’ordinanza del Comune che chiedeva il ripristino del luogo, che compete, dissero i giudici, senza alcun dubbio al Sindaco nell’ipotesi di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti.
D’altronde, non era nemmeno possibile applicare la disciplina del recupero di rifiuti in sito a mezzo di impianto mobile di cui agli artt. 214 e 216 del codice dell’ambiente, nonchè la correlata disciplina nazionale (d.M. 5 febbraio 1998) e regionale (DGR Lombardia 10098/2009), che è rigorosamente subordinata alla circostanza che i rifiuti siano recuperati nel luogo di produzione e all’esito di severe valutazioni correlate alla qualità e provenienza del rifiuto.
Insomma, la vicenda, dopo le vicende amministrative, ha preso la piega penale, per l’abbandono dei rifiuti speciali, e, in primo grado, Suardi e compagni sono stati condannati.
Ora si prosegue in appello.
Vedremo.
RF


lunedì 24 luglio 2017

8 mila euro per abbattere piante, 1000 euro per mantenere un parco!

Si riescono a trovare facilmente i denari per l'abbattimento di 100 piante "pericolanti" a Rozzano, ma, se si tratta di far vivere, ad esempio, i gestori di un patrimonio come il Parco dello Smeraldino, vi si investe solo 1000 euro all'anno.
Questa è la dimensione dell'impegno ambientale di questa amministrazione, che, troppo spesso, intende i parchi come cubature di cemento da erigervi.
Con l'impegno di spesa 1848 dell'ufficio tecnico, si procede a incaricare la ditta che, su indicazione di qualcuno (in comune non esiste una figura con specializzazione adeguata, nonostante l'ingente patrimonio verde), provvederà a tirar giù le piante pericolanti.
In passato, con una procedura piuttosto soggettiva, si approfittò per eliminare alberi che facevano ombra nei posti sbagliati.
La determinazione del rischio di "pubblica incolumità" è lasciata al caso e alle segnalazioni spontanee.
Gli ultimi temporali hanno certamente mostrato la necessità di intervenire, ma, senza competenze, si farà come per gli interventi pubblici di qualunque natura: un bel taglio orizzontale!"
Tra le professionalità necessarie in un ufficio tecnico di un Comune come Rozzano, dove (ancora) l'intensità e la densità del parco arboreo è abbastanza elevata, dovrebbe esserci un arboricoltore o un esperto ambientale.
invece, ahimè, c'è soltanto una biologa, assunta ormai in tempi non sospetti, che riferisce di ogni problema, anche quelli che, spesso, non le competono.
RF

AMA cerca qualcuno che gli tenga i (disastrati) conti

Non solo non riescono ad approvarsi il bilancio, ma ora cercano anche un consulente gestionale per tenergli i conti  messi sempre  peggio.
Con la determina dirigenziale del solito "professò" dello scorso 4 luglio, AMA si è messa alla ricerca di un laureato magistrale in economia e commercio, ingegneria gestionale o con MBA per tenergli i conti e capire come far quadrare i cerchi!
Dalla determina: "Considerato che i risultati di bilancio evidenziano forti criticità [...] sotto il profilo economico", appare urgente agire "sotto il profilo organizzativo e finanziario". Ergo, sono alla frutta ma non lo vogliono ammettere.
La paura dell'obbligo di consolidamento da effettuare prima della fine dell'anno con il Comune di Rozzano pone in capo alla dirigenza qualche onere del quale, sinora, si erano completamente scordati, usando Aler per scaricare ogni colpa e inadempienza.
Fornitori alla canna del gas, servizi sempre più scarsi, competenze mancanti (nonostante centinaia di assunti).... la meglio gioventù al potere.
RF


mercoledì 5 luglio 2017

Processo D'Avolio. Rinvio, non c'è accordo tra parti civili ed imputati

Come necessario, anche oggi abbiamo seguito in tribunale l'udienza del processo a carico di Massimo D'Avolio, della moglie, Laura Tesse e degli altri imputati, tra cui Vito Ancora, per i reati di ricettazione peculato e riciclaggio, poiché si tratta - a partire dal comportamento personale dell'ex primo cittadino - di poter chiarire tutte le vicende che stanno portando al collasso il Comune di Rozzano, e che hanno visto il nostro protagonista sin dai tempi in cui fu assessore .
Dopo la prima udienza in cui il giudice concesse alle parti civili di trovare un accordo con gli imputati, oggi il giudice ha concordato un ennesimo rinvio ad ottobre.
Come ogni processo che si rispetti, i rinvii sembrano all'ordine del giorno. Ma sospettiamo che gli imputati, in "accordo"con le parti civili - Ama e Comune di Rozzano - abbiano chiesto al Giudice un rinvio perché ....hanno deciso di non aver trovato un accordo.
Son infatti passati ben quasi quattro mesi dalla prima udienza presso la quarta sezione penale del tribunale di Milano, possibile che il Comune e Ama non abbiano "trovato un accordo" con gli imputati per i danni civili da rifondere?
Siccome il procedimento è - dalle informazioni in nostro possesso - piuttosto robusto, decidere di chiedere un risarcimento per ciò che il giudice solo successivamente andrà a sentenziare, potrebbe significare avallare un principio di colpevolezza, e questo, probabilmente, trattiene le parti. Ci sarà di mezzo una "trattativa politica" in corso per non far saltare la maggioranza in consiglio comunale?
Radio mercato sembra propendere per questa versione. Il 12 luglio è stato convocato il consiglio, e vedremo se vi saranno aggiornamenti in tal senso.
D'Avolio intanto scalpita all'interno della scuderia Art.1 MDP, e si è presentato in gran spolvero alla manifestazione di sabato scorso al fianco di Bersani, Speranza e Rossi, continuando ad accreditarsi come "samaritano di sinistra e del lavoro". Temiamo che la strategia dilatoria possa essere, infatti, funzionale alle possibili ambizioni al pirellone o romane della prossima primavera. Allertiamo subito i personaggi di cui sopra, cosi che sia chiaro che non varranno i "non ne eravamo al corrente". Anzi. Siccome siamo certi che conoscono la vicenda del pugliese emigrato a Sesto e catapultato a Rozzano, riteniamo ci sia della malafede nei proclami sulla legalità e sul lavoro.
Almeno su base locale...
RF

lunedì 3 luglio 2017

Grazie a tutti gli aficionados: 700mila contatti!


Siamo orgogliosi. 700mila contatti per un Blog locale in 7 anni di attività non è niente male.
Circa 100mila contati anno di media, ma abbiamo "sforato" i 200mila nel 2015.
Ben 1475 post, che hanno raccontato Rozzano fuori dalla propaganda e dal cosiddetto "mainstream". La Rozzano vera e dura, quella della giudiziaria, della speculazione, delle difficoltà quotidiane dovute ad una feroce tassazione, alle clientele, alle ingiustizie. Insomma, ciò che pochi, pochissimi, raccontano, perché a Puffolandia tutto sembra sempre andar bene.
Non smettiamo, anche perchè ci si "diverte"; l'aiuto è diretto, da queste spavalde e impunite amministrazioni ce la mettono tutta per produrre le ....notizie!
Orgoglio anche perché, essendo l'unica fonte di INFORMAZIONE (si, riteniamo di fare un modesto giornalismo, che necessita di ricerche, verifiche, pazienza, tempo e denaro - ahimè!) della città, siamo letti anche ai massimi livelli. Le ultime ci danno nella rassegna stampa di primi cittadini, sottosegretari e massimi dirigenti dello Stato. Molto bene.
Accompagnati dal rientrante "Il Rozzanese", speriamo di fare e di essere un servizio alla città, una città dove, per nascondere le notizie, si querela e si denuncia (impropriamente ed inutilmente) a partire dal primo cittadino, che, invece di accettare qualsivoglia confronto e rispondere nel merito, infrattano, silenziano, e scappano di fronte ai problemi.
E' della scorsa settimana la ricezione dell'ennesima diffida della partecipata ancora sopravvivente che, senza argomenti e con un confronto al quale sfugge pubblicamente, vorrebbe imporre la loro lettura della carte e dei fatti (peccato che poi, chi fallisce, sono loro)...
Buona prosecuzione e buona lettura.
RF

Milano | Trasporti: il futuro per le metropolitane milanesi (ma Rozzano non partecipa)

(Da un post del Blog UrbanFile)
Come riportato dal Corriere della Sera di pochi giorni fa, secondo il nuovo sindaco di Milano, il futuro della metropolitana milanese è quello di spingersi ben oltre i confini comunali e come logico, raggiungere parte dell’anello che circonda il capoluogo lombardo. Ad esempio Monza, da dove ogni giorno flussi imponenti di auto si riversano in città. Coì come dal versante Est così come quello ovest, perciò Metropolitana Milanese da anni è allo studio di nuovi prolungamenti (alcuni oramai ben datati e conosciuti).
La verde
Punta alla Brianza anche la M2, che si vorrebbe portare attraverso Brugherio, fino a Vimercate. Il progetto è antico ed è già stato bocciato dalla Corte dei Conti nel 2010. In un recente tavolo regionale è stato però rispolverato, ma l’idea è quella di trasformare l’opera in un metrò leggero.
Le altre idee
La linea blu deve ancora essere costruita ma già si pensa a dove prolungarla. Da una parte, Rozzano, dall’altra Corsico, dove i Comuni della zona (Buccinasco, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio) insistono per avere il collegamento e stanno lavorando in queste settimane insieme con il Pirellone per trovare i 200mila euro necessari per avviare lo studio di fattibilità. Se quella fatta fin qui è una lista di progetti e di ipotesi (o suggestioni?), ci sono destinazioni discusse in passato ma che sono ormai scivolate in fondo alle priorità. È il caso della M2 a Rozzano e della M3 a Paullo che, pur rientrando nel grande piano della mobilità futura di Milano (il Pums), non sono in agenda. «I prolungamenti sono uno dei nostri punti strategici — spiega l’assessore milanese alla Mobilità, Marco Granelli — per migliorare i collegamenti con l’area metropolitana e dare così risposta ad aree densamente urbanizzate, e allo stesso tempo per migliorare traffico e qualità dell’aria di Milano, intercettando a monte quei 500mila veicoli che ogni giorno entrano ed escono dalla nostra città».
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Rozzano non è ad alcun tavolo di lavoro. Evidentemente, ormai cotti, hanno ben altri problemi. Non sarà il momento, come ripetiamo da mesi, che tolgano il disturbo?) 

La Redazione

domenica 2 luglio 2017

ARCO chiude il bilancio. Da CIR e Lacchiarella: "occorre recuperare i 2,8 milioni da AMA". Un debito in costante crescita

Mentre AMA gioca con il Cda e rimanda la data di approvazione del proprio bilancio e del consolidato, i segnali che qualcosa non va ci giungono dalla partecipata ARCO, che ha già depositato il proprio bilancio dopo l'assemblea del 28 aprile scorso, alla presenza di un consulente dal cognome noto: Mauro Carrara.
Il debito cresce, e i soci non vogliono più aspettare. Un nuovo piano di rientro è stato imposto, pena l'ingiunzione.
Dopo l'acquisto pre-fallimentare del capannone delle cucine centralizzate da API, ARCO è oggi una società quasi interamente privata, dove AMA ha ancora il 10% della proprietà ed è controllata da CIR Food, 550milioni di fatturato e utili per circa 16 (2015).
La crisi sembra mordere ancora sul fatturato, in calo di 1,2 milioni. Il controllo dei costi è stata dunque una necessità che ha portato all'azzeramento degli investimenti e alla riduzione  di 300mila euro sui servizi. Ma non solo. Mentre qualcuno si bea di 30 nuovi posti di lavoro al Burger King (di cui solo 2 rozzanesi) il personale è stato ridotto di 24 persone (una perdita netta, per la città di 22 posti di lavoro, dopo i 50 di API), con costi ridotti complessivamente di quasi 900mila euro.
Anche i debiti verso i fornitori sono scesi drasticamente, facendo recuperare un po' di credibilità alla società.
Il resto ha portato ad una riduzione dell'utile di circa 150mila euro, da 250mila euro a 94mila.
ma la crisi, quella pesante, sembra esistere solo per AMA.
Dal 2015 al 2016, infatti, il debito di AMA verso ARCO è salito di ben 550mila euro (da 1,9 milioni a 2,45 milioni), ormai unico debitore incancrenito. Infatti sia Pieve Emanuele che Lacchiarella hanno azzerato le loro poste.
All'assemblea dei soci, il sindaco di Lacchiarella, Antonella Violi, esprime forte preoccupazione per il debito rilevante e crescente di AMA, e chiede che AMA rientri completamente nel 2017.
"Fino ad oggi una certa "sensibilità politica"da parte dei soci ha portato ad affrontare la situazione in modo bonario, ma è arrivato il momento di risolvere la situazione con AMA Rozzano con metodi stragiudiziali e giudiziali, volti al recupero delle somme dovute ad ARCO".
Anche Davide Mauta, per CIR Food, è categorico: "L'esposizione debitoria di AMA è elevata, e non si è ridotta rispetto al passato, e si impone di intraprendere anche misure di natura legale in caso di mancato rispetto degli accordi".
Il presidente Ioppolo, espressione di AMA, dice che vi son stati numerosi incontri con AMA e con il Comune di Rozzano, e che si sta adoperando per la sottoscrizione di un piano di rientro che, se non verrà rispettato, porterebbe inevitabilmente, alla vie legali.
In realtà, il consigliere delegato Davide Spadoni ha fatto presente che il 27 aprile aveva inviato ad AMA una proposta di piano di rientro da accettare entro 7 giorni per 2,5 milioni. "L'obiettivo è quello di salvaguardare l'equilibrio finanziario di ARCO. CIR Food ha fornito le garanzie per ulteriori affidamenti concessi, e vanta un credito di 470mila euro già scaduto verso ARCO". Insomma, la pazienza del privato si è esaurita.
AMA è ancora proprietaria del 10% delle quote, ma, in virtù di chissà quali atti parasociali (ergo nascosti alla popolazione) esprime il presidente del Cda, Domenico Ioppolo.
Siccome AMA è accerchiata da più parti, non fatichiamo ad intravvedere un'ulteriore ingiunzione da quasi 3 milioni di euro.... Ma intanto non si approva il bilancio.
L'intervento del dirigente Proverbio, per conto di AMA, non fa che rendere ancora più triste la vicenda. Promette un versamento di 300mila euro e torna sulla litania Agogliati del "siamo consapevoli della situazione in atto, dovuta ad una difficoltà di AMA nell'incassare - a sua volta - i crediti verso terzi....". Chissà se anche qui hanno menato il can-Aler per l'aia con i famosi 7 milioni (!), coi quali vorrebbero far pari e patta con tutto!!!
Ma come?! Era intervenuto il Bandera nelle precedenti assemblee dei soci a garantire il rispetto del piano di rientro... Stranezze.
Nonostante le difficoltà, ARCO ha una gestione che, in tale contesto, si può definire incoraggiante, anche se in una situazione commerciale ancora da definire. Ciò non di meno riscontriamo il raddoppio delle consulenze (a 126mila euro!) oggi la prima voce di costo nei servizi, che fa il paio con l'aumento del 50% delle spese per la consulenza amministrativa a 76mila euro. Va beh...
Intanto Agogliati gongola per Burger King...
RF