mercoledì 14 giugno 2017

Deleghe La Guardia riassegnate. Ercoli, commercio, Moro, coesione e promozione sociale

La dipartita dell'ex assessore Dario La guardia, dimessosi per non meglio specificate ragioni, e tornato nell'accogliente ventre di Ama, è lì a dimostrare, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il permanente conflitto di interesse che è in capo all'amministrazione, che porta il sindaco ad occuparsi più degli interessi della partecipata e dei suoi dipendenti (a cui vuole a tutti i costi garantire lo stipendio) che di quelli dei cittadini.
Un becero sistema clientelare di potere che non vediamo l'ora che finisca.
Il sindaco ha dunque riassegnato le deleghe fiduciarie del fu-La Guardia.
Tra le più comiche, vi sono quelle al Commercio e alla Coesione e promozione sociale nei quartieri...
Alla prima è stato indicato Marco Ercoli, noto amministratore di condominio di Quinto. In quest'ottica, forte del la conoscenza del disastro perpetrato dalla grande distribuzione al piccolo commercio nella frazione dove opera, ritiene (e ritiene il sindaco) di possedere tutte le carte in regola per dare un forte impulso in questa direzione dall'alto delle sue specifiche competenze e del suo curriculum.  Vedremo.
Comunque da fustigatore delle presunte (allora) nefandezze di API, si accomodò in giunta, e ora prende la delega che è sempre stata rivolta a gestire il rapporto col Fiordaliso, che a Quinto avrebbe anche dovuto realizzare la ristrutturazione capolavoro di piazza Fontana che è sotto gli occhi di tutti (!)...chissà se interviene anche in questa direzione.
La Coesione e promozione sociale, invece, andava certamente affidata a una persona particolarmente qualificata e da sempre attenta a questi aspetti. Quindi, il sindaco, ha pensato bene all'assessore Pietro Moro. Un altro quintino - che è stato ripescato in giunta non avendo raggiunto i voti per entrare come consigliere per la strenua difesa della precedente amministrazione con il compare Caraccini - di cui ricordiamo i lavori per le sottostazioni del Q.re Aler che, evidentemente, costituiscono elemento di coesione e promozione sociale, mettendo in comunicazione i cittadini tra loro con l'acqua calda del teleriscaldamento....
I lavori non li ha presi dal Comune, che diamine, ma da azienda selezionata da AMA. Ecco perché, ritrovando coesione e networking nel suo incedere da consigliere comunale, si è ritenuto d'affidargli dette deleghe.
Insomma, stante l'inutile delega data alla s.ra Imprenti (Legalità - ??? - e trasparenza - ???) - attendiamo ancora la prima convocazione dei "guardoni" della legalità...), e quelle ai giovani (da mungere) con il ricco tavolo del Terzo settore alla s.ra Busnari, chiave della gestione del potere locale che passa anche da AMA, ma che non potrà che esser controllata dal sindaco direttamente, le due indicazioni di cui sopra sono, decisamente, le più gustose.
A bocca asciutta Stefano Apuzzo
 RF


P.S. Per informazione di carattere giurisprudenziale:

L’epiteto "Becero" utilizzato per contestare un sistema di potere, ha senza nessun dubbio valenza offensiva che, però, afferma la Cassazione (sentenza 45014/12) va contestualizzato, e ricondotto a una legittima critica, seppur discutibile a livello di stile. Situazioni e contesti in cui spesso ad ispirare pensieri ed azioni è non tanto la «cura dell’interesse generale» quanto piuttosto il «perseguimento di interessi particolari, di natura clientelare e di scarsa trasparenza, se non proprio di patente illegittimità». Quadro assolutamente poco edificante, è lapalissiano, e in cui, proprio per questo, la critica, pure esasperata ed espressa con parole dal cristallino «contenuto offensivo», è da ritenere legittima.


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