domenica 18 giugno 2017

Area Sud vuole più soldi, ma AMA non cede. Lotta amministrativa al TAR (che non decide)

Il Tar della Lombardia (con la sentenza del 7 giugno scorso) ha deciso di non decidere in merito al ricorso di Area Sud contro AMA ed il Comune di Rozzano che mirava ad un adeguamento della tariffa in ragione dell'aumentato numero di cittadini dall'inizio della convenzione (2002).
Il contratto (oggi inammissibile, come sentenziato dal Consiglio di Stato) tra le parti prevede un adeguamento superata la soglia del 5% di variazione della popolazione. Nel 2002 si riportava una popolazione residente contrattuale di 37mila abitanti, invece, oggi, sono 42.498. Per questo motivo, Area Sud chiede mezzo 498mila euro in più.
Nella convenzione, infatti, si recita “...sarà riconosciuto l’adeguamento di aumento/diminuzione del prezzo del canone qualora ricorra una delle seguenti condizioni: - aumento o diminuzione di oltre il 5% degli abitanti residenti rispetto a quello della data di consegna del servizio (37.000)...”.
AMA ha obiettato, come sempre, non nel merito, ma adducendo la non competenza del giudice e affermando che "la clausola di cui si tratta non costituirebbe un’ipotesi di revisione prezzi, ma riguarderebbe le variazioni quantitative dell’appalto, così risolvendosi in un prospettato inadempimento contrattuale, e che la clausola non opererebbe automaticamente, ma solo oltre il limite del 5% e dietro comprovata richiesta".
Cioè: sono aumentati i cittadini? Cavoli tuoi, chiedi una revisione del contratto e poi si vedrà, eventualmente cambiando i criteri di fornitura del servizio.
Siccome ci attendiamo che Area Sud procederà in tal senso - direttamente o con un giudice - ci attende una riduzione della "qualità" del servizio stesso. Non solo topi, dunque, ma anche ruffo nelle strade?
Nel ricorso, infatti, Area Sud specifica che «…la convenzione (avente durata di anni 25) inerente il servizio di igiene urbana, era stipulata nel 2002 con una popolazione di Rozzano pari a 37.000 abitanti; all’attualità (al 30.6.2016, data del calcolo di adeguamento in parola), la popolazione è di 42.498, con un aumento del 14,589% rispetto all’avvio del servizio, con connesso aumento – evidentemente - dei costi di gestione a carico della ricorrente società, essendo inevitabile l’aggravio delle prestazioni scaturenti da un maggiore quantitativo di rifiuti prodotti dalla maggiore popolazione…».
AMA è proprietaria del 41% delle quote di Area Sud, e la controlla con la maggioranza del pacchetto azionario. Esprime anche un consigliere di un certo prestigio, il caudillo Caraccini il postino, ma, invece di comportarsi da azionista (quindi responsabile del risultato della sua collegata), come nel caso del sindaco nei riguardi dei suoi cittadini, si occupa solo dei suoi conti diretti, e non del pacchetto di controllo delle sue quote che, se fosse avveduta, dovrebbero portargli acqua al mulino del risultato economico. Invece ne abusa ogni volta che ne ha bisogno.
Siccome si tratta di un rapporto tra società di diritto privato, il giudice amministrativo si chiama fuori, e rimanda la decisione al giudice civile al quale Area Sud dovrà rivolgersi per vedere soddisfatta la sua richiesta.
Siamo al parossismo: queste vicende danno il senso dell'assurdo, un teatro dell'assurdo, dove, a causa di una completa incapacità gestionale e organizzativa di un moloch - la holding AMA Rozzano con tutti i suoi problemi e clientele - si sta mandando in malora un sistema civico intero.
RF

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