mercoledì 21 giugno 2017

A Rozzano, il 5% del reddito cittadino nelle mani di 135 persone.

611 milioni di euro il reddito dei cittadini rozzanesi, e, come in molte situazioni italiane e sempre più diffuse nel mondo occidentale, pochi detengono buona parte della ricchezza prodotta (non parliamo in quest'occasione di patrimoni).
La distribuzione reddituale è tale per cui il 97% di quell'ammontare è prodotto da persone con un introito inferiore a 34mila euro all'anno, ma queste detengono solo l'85% della ricchezza prodotta.
Al contrario, 135 persone - con un reddito medio di 226mila euro - sono i detentori del 5% della ricchezza prodotta.
In un periodo di dichiarazioni dei redditi, ormai prossime, un amministratore dovrebbe, in questo senso, farsi delle domande.
Ad esempio: ben 10mila e 700 persone sopravvivono con un reddito di poco più di 10mila euro, ben il 38% della popolazione, e la "pancia" delle dichiarazioni (circa il 60%) è tra i 10mila e i 34 mila euro annui.
Poco meno di 1000 persone hanno redditi medi da 66 mila euro in su.
La concentrazione dei redditi bassi, sarà sicuramente, per i criteri delle assegnazioni, nelle case Aler, dove, tra teleriscaldamento e rifiuti, AMA e l'amministrazione traggono il massimo vantaggio per le proprie attività tutt'altro che civiche.
L'Irpef, invece, ripartita in modo lineare, ricade su tutti, ma, essendo solo lo 0,8% (raddoppiata nel 2011), alla fine non bilancia il prelievo complessivo, tutto sulle spalle dei meno abbienti.
Il resto delle entrate, che rendono il Comune poco ospitale (insieme a molte altre cose) è ad onere delle aziende, che, a Rozzano, trovano IMU, TARI e TASI ai vertici della categoria in Lombardia (lo ricordammo poco tempo fa).
Nonostante ciò, ....su con la vita: il consiglio comunale, per agevolare i poveri, ha messo a punto il "baratto amministrativo", che permette ai morosi di saldare i propri debiti nei confronti dell’amministrazione locale attraverso servizi di pubblica utilità. Prima di tartassano, poi ti chiedono servizi indietro!
Scelte completamente diverse di pianificazione territoriale e finanziaria porterebbero a ben altro tipo di città.
RF

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