martedì 23 maggio 2017

TAR: vince Cabassi. Annullato gran parte del PGT

Un altro successo per il Pd locale!
Con la sentenza dello scorso 26 aprile 2017, il Tar della Lombardia condanna il Comune di Rozzano a disporre l’annullamento del PGT e degli atti impugnati dalla INFRAFIN di Cabassi nelle parti relative a ciò che D'Avolio, Gaeta e la Pinardi (mamma del sindaco Agogliati) avevano vantato come il più gran de successo del Piano di Governo del Territorio,.
Pensando d'aver piegato Cabassi ai miti consigli di una pianificazione che avrebbe portato nelle casse del Comune fiumi di denaro in interventi per la ristrutturazione cittadina in cambio del cemento dell'area "AT1 Città Nuova", hanno invece dovuto capitolare per violazioni della....Costituzione!
L'avvocato sempre zelante (ma poco vincente) Cerami, non ha potuto impedire la condanna per un piano pagato centinaia di migliaia di euro all'archistar Oliva e all'ex vice presidente provinciale Targetti, in violazione dell'art. 23 della Carta - relativo al divieto di imposizione di prestazioni personali o patrimoniali che non siano previste dalla legge (cfr. Cass. civ. sez. un. 13 giugno 2008, n. 15914; Consiglio di Stato, sez. I, 21 marzo 2013, n. 5300).
Si chiedevano ai proprietari dell'area importanti contributi che la Corte ha censurato, specificando che "le uniche eccezioni a questa regola possono aversi nell’ambito della pianificazione attuativa, allorquando privato e comune stipulino una convenzione urbanistica che accede al piano".
Con grande enfasi, i suddetti professionisti, affiancati dal dirigente tecnico rozzanese, recitavano nella relazione al PGT che "È [...] entro questo principio generale di riqualificazione della città esistente, che il DdP di Rozzano individua le componenti della Città della Trasformazione, delineando per ciascuna di esse i possibili scenari di assetto territoriale".  Solo che la riqualificazione era tutta intesa, per ciò che riguardava gran parte della città, alle possibilità che ritenevano offerte dal grande potenziale investitore Cabassi. E invece...picche!
La Corte boccia gran parte delle iniziative adottate nel 2012 dal Consiglio Comunale: il contributo di solidarietà ambientale aggiuntivo, all’obbligo di realizzare il restauro del Castello Visconteo, del sistema di collegamento ciclopedonale con il capolinea della metropolitana, della realizzazione di una rete di trasporto pubblico di connessione con la metropolitana e l’interramento dell'elettrodotto di via Monte Amiata.
Ma non solo. Viene pure bocciato l’obbligo di realizzare edifici in classe energetica A e l'allacciamento alla rete di teleriscaldamento (ormai una chimera per il fallimento API!).
Dicevano i signori: "L’ambito di “Città nuova” è, il vero residuo di Piano che non ha trovato attuazione durante il periodo di gestione del PRG. Viste le dimensioni e il carattere delle aree, questa trasformazione dovrà essere attuata attraverso un piano o programma attuativo o un Accordo di Programma che coinvolga attori territoriali come Provincia e Parco Sud, e i comuni contermini". Anche queste attese sono state censurate dal Tar per aver pensato di proporre strumenti dove "la pubblica amministrazione non può approvare figure di piano di organizzazione del territorio che non corrispondano, quanto a presupposti, competenze, oggetto, funzione ed effetti ad uno schema già predeterminato, in via generale ed astratta, da una norma primaria dell’ordinamento". Insomma, non si può subordinare la possibilità di approvazione del piano attuativo alla stipulazione di un accordo di programma con la Provincia di Milano e con il parco agricolo sud Milano, per consentire a questi enti, ed ai comuni contermini, di partecipare al procedimento di approvazione dello stesso piano attuativo.
La Corte ha sostenuto che l’approvazione dei piani attuativi e dei programmi integrati di intervento, sono di competenza esclusiva dei comuni, ma è solo nel caso in cui il programma integrato di intervento comporti variante al PGT ed abbia rilevanza regionale che è previsto il coinvolgimento di un ente diverso dal comune e, in particolare, della Regione; la quale peraltro, in questa specifica ipotesi, ha addirittura competenza di approvazione dell’accordo di programma.
Cabassi, contestando un"aggravamento procedurale privo di fondamento normativo" ha ottenuto la condanna anche per questa questione.
Insomma, i denari dovuti ai grandi architetti - spesi con dovizia dall'amministrazione precedente - sarebbero stati "boni" solo in quel caso: tutto il resto era ordinaria amministrazione, finita in soffitta (come per l'intervento di viale Campania, che voleva esser realizzato con scambio a perdere per il Comune con la Cascina Follazza che riuscimmo a sventare) e porcate come il "parco" delle Rogge.
Il Castello cadrà sempre più in rovina...
RF

1 commento:

  1. L'avvocato Cerami dovrebbero licenziarlo chiedendo il rimborso delle parcelle pagate. Ricordo che aveva fatto mandare avanti un PII che abbiamo bloccato noi di occhi Aperti senza che i proprietari ne fossero informati e poi volevano fare loro pagare le spese legali

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