lunedì 22 maggio 2017

API E' FALLITA! E ORA: QUALI CONSEGUENZE?

Dopo la seduta del Tribunale Fallimentare dell'11 maggio 2017, il giudice Paluchowsky ha definitivamente interrotto la pantomima dell'amministrazione rozzanese, dichiarando il fallimento di API, azienda partecipata al 100% dal Comune di Rozzano.
Due anni di vera e propria passione (e vergogna) per la città, dove, all'incapacità dell'amministrazione, si sono aggiunti gli sberleffi del giudice ai super-legali API poco (o per nulla) pagati, che, sia nella prima udienza, che nell'ultima, si son fatti "impallinare" con sarcasmo per l'approssimazione con cui si presentavano alle sedute per la sciatteria (e omertà) dell'amministrazione.
Il sindaco Agogliati (ex assessore a quelle partecipate) ed il precedente D'Avolio, dovrebbero ora chiedere scusa alla città, e togliersi definitivamente di torno.
L'una e l'altro, in modi e tempi diversi, hanno inzuppato il biscottino nel latte pubblico, ottenendone il controllo e non solo insieme a tutti i compagni di merende che nel tempo RF ed altri hanno denunciato.
Con il 79,9% della platea creditizia che si espressa contro il concordato (di fatto le due banche), il giudice ha decretato il fallimento. Il fallimento di questa politica fatta...col culo degli altri.
Ma non stiamo a piangere sul latte versato.
Ciò che conta è che ne prendano atto e facciano voto di castità (amministrativa), in attesa di sapere quanto ci dovranno restituire come cittadini, tramite la Corte dei Conti.
Cosa succederà ora?
In prima battuta esprimiamo una sana soddisfazione per gli ex lavoratori  di API. Non tutti, ma solo quelli che, in barba alle falsità ed alle promesse (sempre rinnegate) dell'amministrazione, troveranno ora totale soddisfazione come creditori privilegiati nel fallimento. E' grazie alla loro denuncia e resistenza che API è stata affossata. Hanno subito per anni le vessazioni di quella banda di co...ntrollori e decisori che gli han fatto fare lavori vergognosi, e li hanno costretti a tacere su eventi da denuncia penale, e non tutti son figli della clientela diffusa. Quelli avevano già trovato da appoggiare il deretano in altre poltroncine. Ricordiamo i concorsi ad personam fatti da AMA per spostare gli amici, etc. etc.
Su questi episodi RF continuerà a scavare per portare alla luce eventi che tutti devono conoscere.
In seconda battuta, siamo contenti del fatto che è stato interrotto lo sperpero di denaro pubblico per legali e consulenti incappati, a volte a loro insaputa, in una situazione che definire disgraziata è un eufemismo. La figuraccia del consulente che ammette al giudice candidamente di non aver ricevuto il pagamento delle parcelle è stata epica!
Ed ancora. Sarà finalmente sistemata, per i cittadini dell'Aler, la faccenda delle tariffe del teleriscaldamento. Ci vorrà tempo, ma Aler, con altri ben più capaci e dotati partner, riprenderà in mano la gestione della rete (sebbene ancora in condizioni pessime) e, dalle informazioni in nostro possesso, si potrà passare tranquillamente dai 23euro circa al metro quadrato attuali a meno di 15 euro o giù di li.
La rete API, quella che porta l'acqua al Fiordaliso (I Girasoli), al Q.re Alboreto e alle nuove edificazioni "gentilmente" invitate ad allacciarsi, troverà sicuramente un compratore. E' nell'interesse di tutte le utenze allacciate (da quelle pubbliche a quelle private) che il sistema funzioni. Il fatturato è garantito, ed una gestione "normale" consentirà, come a tutte le società private (anche in Italia) di guadagnare onestamente la loro pagnotta. Magari si riuscirà anche a non farla passare per AMA: agli incontri regionali, dove il dirigente con procure si è recato, arroccato nella difesa dei suoi interessi (e non di quelli della cittadinanza) si è recentemente e con "fierezza" opposto ad una qualsiasi ricontrattazione della convenzione Aler, facendo ricorso alla secretazione degli incontri (le autogestioni non son state convocate, come dichiarato in precedenza) per non imbarazzare il sindaco (che invece, come sempre, mette la testa sotto la sabbia come gli struzzi).
I debiti accumulati, purtroppo, porteranno all'incanto molti edifici pubblici, dove si svolgono anche attività importanti: il polifunzionale di Quinto Stampi, la piscina di via Perseghetto, le farmacie (intese come le mura), etc. Il Comune ed AMA non hanno i soldi per riacquistarli, ed anzi, AMA non li ha nemmeno per pagare i debiti pregressi verso API.
Con questo, la probabile vendita delle farmacie (ipotizzata dal documento di indirizzo del consiglio comunale) potrebbe essere una chiusura. Se gli immobili dove si trovano saranno comprati da un nuovo proprietario che dovesse andare a chiedere prezzi di mercato, cosa che potrebbe anche fare il commissario fallimentare, la gestione della partecipata non gli consentirebbe di proseguire le attività. D'altronde hanno già in pancia oltre 1,5 milioni di  crediti da AMA (che non paga, visto che usa tutte le società per scaricare gli oneri di cassa,), 1 milione di (improbabile) avviamento, e 1,5 milioni di "sovrapprezzo delle azioni" inutilizzabile perché farlocco.
Chissà che non intervenga un "provvidenziale" compratore autoctono.
Il fallimento di API porta dritto dritto alla crisi di AMA.
Gli sarà chiesto conto dal fallimento.
RF


4 commenti:

  1. Mi piacerebbe sapere le opinioni degli assessori:
    Moro, Apuzzo e assessore La Guardia nonché dipende AMA in aspettativa.

    RispondiElimina
  2. ...la cosa triste è che ci sono degli immobili comunali, realizzati con i soldi delle tasse dei cittadini che molte volte faticano ad arrivare a fine mese che dovranno essere "riacquistati" con la stessa moneta. E allora mi domando perché un imprenditore se fa delle cazzate con la sua azienda ne risponde di tasca propria invece quando il bene è pubblico tutto finisce tutto a tarallucci e vino??? Chi non è capace di fare politica per il bene del cittadino è meglio che se ne stia a casa propria...

    RispondiElimina
  3. Ocio che i pasdaran non hanno ancora finito, livello successivo ON

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, riusciranno a riportare il C..... a casa per ricandidarsi alla prossime elezioni comunali.
      Non avete notato i "movimenti" felpati, fatti di pacche sulle spalle ed occhiate ammiccanti che l'ex primo cittadino profferisce ai cittadini frequentatori del mercato comunale, che si tiene nelle giornate di sabato mattina?
      Avrete anche notato lo sciame di ammiratori (interessati)che non hanno il coraggio di porsi domande semplici ancorché obbligatorie per chi ha avuto un passato in un partito che ha sempre anteposto le questioni morali a tutto il resto.
      Mi riferisco al partito che ha avuto nel ruolo di segretari, tra gli altri, uomini come Antonio Gramsci ed Enrico Berlinguer.
      Ma che vergogna: i politici rei dello sfascio non hanno conosciuto Gramsci, ma Enrico Berlinguer si. Quindi nessun risentimento, nessun retro pensiero rispetto alle persone che hanno rovinato per sempre questa città? Esse hanno minato il futuro delle vecchie e nuove generazioni; hanno fatto sprofondare nello squallore più infimo la qualità della politica; hanno generato il proliferare di sentimenti egoistici.
      Di fatto la città non ha più una sua identità, una strategia per il futuro.
      Il cemento è stato l'oggetto del loro desiderio; lo stesso cemento ha frantumato idealità che si erano costruiti nel corso di decenni di storia.
      Non credo praticabile la ricerca di soluzione della grave crisi politica, con il solo contributo di forze appartenenti ai partiti presenti nel consesso comunale.
      Ritengo, invece, che il commissariamento affidato ad soggetto scevro da risentimenti politici, consentirebbe di mantenere ed anche allontanare dal sistema sociale (!) cittadino i personaggi coinvolti nella catastrofe epocale.
      Non sarà facile, poiché i tentacoli sono ben penetrati nell'apparato non solo comunale.
      Gli imprenditori cavalieri del cemento, torneranno alla carica per riesumare gli accoliti di cui si sono serviti in questi ultimi anni.
      Ed essi, gli accoliti, non mollerebbero "la libbra di carne" che è stata il mezzo di sostentamento ed anche di arricchimento.
      Per altro, molti di essi potrebbero non essere abituati al vezzo del lavoro; ciò renderebbe ancor più difficile mollare la preda.
      Luigi.

      Elimina

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.