mercoledì 15 marzo 2017

Concordato API: 20 giorni e poi si chiude. La città in mano alle banche!

La corte del tribunale fallimentare
Dopo una prima parte della mattina passata vagando per le aule del Tribunale di Milano, la seduta per l'incontro dei creditori di API si è aperta.
Troppo numerosi per poter esser contenuti nelle tradizionali aule del primo piano dove ha sede la sezione fallimentare, il consesso si è tenuto nell'aula 4 della sezione Penale al piano Terra, luogo che diventerà familiare per alcuni dei convenuti.
L'apertura del presidente della Sezione Fallimentare, il giudice Palucowsky, è stata netta a riassumere velocemente il complesso procedimento concordatario in atto, reso vie più complicato dalla sostanziale inadempienza di API, AMA e della società di consulenza PWC, Price Waterhouse Cooper, incaricata.
Il giudice ha subito messo in campo le questioni cruciali, relative alla mancata costituzione di Ama energia ed alla mancanza di solidità finanziaria di AMA, uno degli attori principali con il Comune della procedura stessa, in quanto grandi debitori e proponenti l'acquisto di gran parte dei beni immobiliari di API.
"La questione non si è chiarita e non può procedere perché MPS non ha risposte ne ha manifestato adesione al piano" incalza la giudice. Proprio pochi giorni fa, Monte dei Paschi ha ribadito l'assenza di elementi per potersi esprimere. Rappresentando oltre il 50% del credito, la mancanza del voto favorevole al piano concordatario di MPS tiene in stallo tutta l'operazione.
L'intervento del giudice si è chiuso con la domanda, che non troverà poi risposta, ad API: "il debitore nel frattempo cosa ha fatto?"
Inutili consulenti
Non si è trattato di una pura questione procedurale, ma di una questione sostanziale.
Nella sua esposizione, infatti, l'avvocato della PWC, affiancato dal silente liquidatore, ha sostanzialmente fatto una gran figura di palta: non solo non ha mai fornito la documentazione necessaria ai commissari giudiziali per poter rispondere ai quesiti del giudice, ma ha pure comunicato che i giorni precedenti (!) era stata mandata una relazione che nessuno aveva ricevuto!
Il giudice, molto semplicemente gli ha comunicato "Io non l'ho letta", lamentandosi poi, a latere del dibattimento, di aver ascoltato 20 minuti di un intervento sull'aria fritta. Il nulla...
Il consulente (ricordiamo, incaricata assai profumatamente da API) ha di nuovo comunicato che, a causa della perdurante crisi finanziaria di AMA, essa è in ristrutturazione, ma non ha fatto avere al giudice alcun documento. Ha parlato di un piano finanziario discusso con le banche, che, evidentemente l'hanno talmente apprezzato da comunicare al giudice che non c'erano elementi per decidere sul procedimento!
Come AMA ha ricordato che ha interpellato con procedura pubblica ben 6 potenziali partner industriali, e che non hanno costituito Ama energia perché ....è costoso e non si vuole spendere soldi pubblici !
Senza vergogna...i debiti e i disservizi accumulati erano soldi privati?
"Le banche hanno scritto che non sono disponibili!" ha incalzato il giudice. "Ed inoltre non abbiamo alcuna notizia della ristrutturazione di Ama!"
Imbarazzo
In questo senso, stante la necessità di mantenere in essere un servizio come il teleriscaldamento , che sembra una delle principali preoccupazioni anche del giudice (ma che non significa che lo si debba fare nel modo "annunciato" da AMA/API) siamo rimasti sbigottiti di questa inerzia ed incapacità nel presentare soluzioni in tutti questi mesi. Tutta fuffa, che non tutela assolutamente la cittadinanza.
Sulla base di un'ennesima affermazione dell'avvocato PWC relativa al fatto che nei prossimi giorni avrebbero presentato qualcosa, la giudice ha chiosato: "L'adunanza l'avevamo oggi, e non abbiamo notizie. Cosa diciamo ai creditori?! Non può mandare il giorno prima un grido di dolore... Sulla situazione Aler, Ama, GasPiu etc non vi sono stati chiarimenti. Lei dice che ha mandato qualcosa a qualcuno che mai l'ha ricevuta? Ma non si accerta?" .
Una figuraccia (per esser gentili) di fronte alla quale anche il dirigente con procure di AMA è arrossito per la vergogna.
In un brevissimo intervento, un rappresentante di MPS ha semplicemente comunicato che ribadivano le loro perplessità così come nella comunicazione allegata al fascicolo del commissario giudiziale.
"Non possiamo assumere soluzioni di pericolo per i creditori ...", ha poi chiosato il giudice, di fronte ad un tentativo di proposta a la carté che il consulente stava tentando di imbastire.
Come abbiamo scritto pochi giorni fa, il piano della nuova AMA Energia (da costituire) passerebbe attraverso una riduzione del canone verso la proprietà - oggi API - e un mantenimento delle tariffe fuori dal mondo in essere per il contratto Aler, così come un annullamento degli investimenti di ristrutturazione. Certo che se il piano fosse accettato a queste condizioni (poveri cittadini!), magari un investitore privato lo trovano. Salvo poi doversi barricare nella sede per una predicibile rivolta popolare dopo gli annunci fatti ai Comitati e alla città...
I
La platea dei creditori
commenti del Commissario non sono stati teneri: "Come può pagare i suoi debiti Ama ad Api con 46 milioni di debiti e un'ingiunzione da 6 milioni....". Il riferimento è al bilancio 2015 e all'ingiunzione di Miogas per crediti che non riesce ad escutere. E questo ballerebbe attorno a 5 milioni che AMA dovrebbe prendere da Aler. Ma basterebbero solo per questa piccola partita.
Il giudice ha incalzato il consulente con un : "Almeno guardi i bilanci!".
Esilarante la conclusione. L'avvocato, per giustificare le sue inadempienze alla corte ha detto che son dovute al mancato pagamento delle parcelle!
Ed il giudice non c'ha visto più: "Dunque sostiene che non hanno pagato lo scaduto perché non la pagano? Ma lei è matto....rappresenta la parte!"
Unica nota positiva in questo marasma, Gas più si dichiara disponibile ad una ipotesi transattiva.
Il voto dei creditori al piano concordatario è solo di 10 favorevoli , per un importo di 145mila euro. Troppo poco per procedere.
"
Il banchiere perplesso
Questo concordato ha le difficoltà legate alla necessità di continuare a erogare sevizi , ma dall'altro ie i commissari lasciano ai creditori la decisione se andar avanti col concordato o meno. Se le supposte nuove indicazioni non si paleseranno e non saranno adeguate, i creditori non ci crederanno, passeremo al fallimento (art. 173) " ha concluso il giudice, dando il termine perentorio di 20gg entro i quali vuole manifestazione espressa di voto, con la clausola che il silenzio sarà un dissenso.
Una giornata pazzesca, che ha mostrato in tutta la sua forza la pochezza delle scelte di questa amministrazione, e l'incapacità di decidere su temi fondamentali per la città.
Non solo per la vicenda tele riscaldamento, ma anche per la rete gas (un eterno contenzioso), e gli immobili pubblici, destinati a chissà quale fine per l'incapacità finanziaria delle partecipate e del Comune.
Lo dicemmo tempo fa. Un bel commissario in Comune, vendita della rete del teleriscaldamento senza mischiarsi sul tema con AMA e un bel periodo di purga e rinnovo della "classe dirigente", un coacervo di clientelismo ed interessi che ha fatto il male della città.
E tra poco l'udienza penale dell'ex sindaco, della moglie e dell'ingegnerissimo, presente anche oggi tra coloro che ancora pensano d'aver qualcosa da pretendere in una situazione di questo tipo!
RF

2 commenti:

  1. chi ci rimetterà, oltre ai creditori, saranno certamente i cittadini di Rozzano, anche quelli che hanno da sempre avversato l'amministrazione passata e quella presente che prende le distanze sperando di far credere che non siano mai stati a merenda insieme i primi e i secondi

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  2. Il fallimento alle porte e dietro a quelle ci sarà Bancarotta fraudolenta.....tanti auguri a tutti i partecipanti ed amministratori di Api....tutti, anche quelli che hanno dato le dimissioni.

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