domenica 5 febbraio 2017

La banda degli onesti ne "il trenino": lei scarica lui che scarica lei

Finalmente, grazie alle informazioni che traiamo dai comunicati stampa dell'amministrazione e dalla ridicola memoria difensiva del Decaduto, riusciamo a comprendere meglio la vicenda e i capi di imputazione di cui avevamo contezza già qualche tempo fa: ricettazione e peculato, anche in concorso.
Ma, al di la della vicenda, che andremo a cercare di ricostruire, è grazioso il gioco allo scaricabarile che è nato in seno alla grande famiglia del Pd rozzanese e alla famiglia del rinviato a giudizio (con tutta la banda).
Lei (il sindaco Barbara Agogliati) scarica lui (Massimo D'Avolio) con le dichiarazioni affidate al comunicato stampa emesso dopo che RF aveva dato la notizia: "Le accuse sono di una certa serietà. [...] Il Comune parte civile nel processo. Chiederemo il definitivo allontanamento delle persone che hanno avuto incarichi di consulenza con le partecipate".
Lui (marito) scarica lei (moglie) nella memoria che, lesto, ha pubblicato su FB per far trapelare una "insana" (meschina) rettitudine, che fa ricadere tutte le colpe su di lei, perché delinque a sua insaputa: "L'unica cosa certa è che il sottoscritto deve rispondere del reato di ricettazione assertivamente posto in esser dalla Tesse attraverso la società Antaros, in quanto marito dell'amministratore unico della sopracitata società".
Un triste epilogo - umano prima che processuale.
Anche il passaggio relativo al fatto che trasferisce con bonifico 10mila euro alla moglie come prestito per una richiesta della moglie stessa, liquidato con l'unica (a suo dire) responsabilità d'esser il coniuge della Tesse!
Ma vediamo di capire i fatti in città, non solo quelli del processo.
Vi raccontiamo una favola paradossale.

A Puffolandia erano tempi felici e ridenti, pieni di prosperità e liquidità. Un Grande Progetto per la città aveva trovato l'approvazione delle banche, e milioni di euro frullavano tra i conti delle società pubbliche, le Partecipate, di cui sarebbe stata incaricata l'Assessò.
Il sindaco, pieno di attenzioni per i suoi cittadini, cercava di capire come realizzarlo nell'interesse di tutti. Ma la moglie sembra non la pensasse così!
La moglie infatti si occupava della promozione del sindaco con la Cooperativa, insieme a tanti amici, tra cui il Professò. Il giornaletto di Puffolandia veniva realizzato dalla Società 0 della moglie, che vide tra i suoi dipendenti e amministratori tanti amici, e che ebbe l'opportunità di iniziare a partecipare alla vita pubblica della città per il marito vendendo grafica alle Partecipate.  
Ma Trilussa diceva che se io e te abbiamo un pollo, ma lo mangio tutto io, ne abbiamo mangiato in media metà a testa.
Ecco, la moglie riteneva che la media di Trilussa fosse non solo un'invenzione o un artifizio degli statistici, ma qualcosa che poteva soddisfare la necessità della famiglia e del sindaco, ma non glielo disse, per non turbarlo. D'altronde, pensava, solo la media viene brandita e mostrata al mondo.
Ecco che, allora, senza mai informare il marito (del resto solo il misero rappresentante legale e decisore unico delle sorti delle Partecipate insieme all'Assessò), chiamò l'Ingegnere e il Presidente, e tutti insieme si adoperarono per Trilussa: se prendo io, in media prendono tutti.
Costituirono così una Società (Società 1) per mediare la vendita di attrezzature per il Grande Progetto.
E che diamine. Se il marito non se ne preoccupava, doveva farlo lei: come si fa a far passare tutto quel ben di dio in città senza far crescere il reddito medio (se siamo in due, lui guadagna 10 e io 100, la media è 55!).
Il sindaco, in quel periodo era troppo preso per inaugurare, aprire, accompagnare, e non si occupava dei soldi della famiglia, e non voleva saperne nulla.
Infatti, per tenersi all'oscuro di tutto, aveva incaricato un Magut di fiducia, che si mise totalmente a disposizione per amicizia, evidentemente, muovendo tutti i suoi mezzi e maestranze (venduti a caro prezzo ad una delle Partecipate) per dargli una mano nella sua città e nelle proprietà sue e degli amici. D'altronde il sindaco era molto amato, e gli operai delle Partecipate andavano volentieri a sistemare le casette in montagna e le proprietà. 
In cambio di un modesto stipendio, un affitto poco oneroso delle sue proprietà e alcune disponibilità inevitabili, il Magut dava un contributo importante alla rinascita cittadina. 
Se poi qualche mezzo della Partecipata veniva trovato in altre località per lavori che fatturava con l'azienda di cui ancora deteneva le quote, il sindaco chiudeva un occhio: la città e i cittadini prima di tutto. 
La moglie, nel frattempo, era preoccupata, e le toccò seguire sin da allora anche tutte le altre attività.
Sempre con la collaborazione del Presidente, prima, e del Professò dal 2010, che confermavano gli incarichi dell'intraprendente Ingegnere, ritenne che se una Società (Società 0, quella amata dai cittadini con tanto di negozio di alta moda) fa pubblicità può anche far progetti. E così, con l'aiuto di consulenti e amici dell'Ingegnere che progettavano per le Partecipate, si è adoperata per vendergli disegni tecnici già fatti: e anche così un po' di risparmi si son potuti realizzare.
Trilussa si fregava le mani contento.
Ci son state poi numerose opportunità che la moglie non poteva farsi scappare.
L'apertura di un grande cinema meritava un Pub e mescita di vino (Società 2), che permetteva di investire e far girare un po' dei risparmi. Il sindaco lo inaugurò, ma mai seppe che faceva capo alla moglie.
Ma anche le numerose attività edilizie facilitate dal sindaco permettevano di aiutare quel povero diavolo di Trilussa e la famiglia. Dunque un po' di ristrutturazioni con la Società 3 (amministrata dal Liquidator) e l'accumulo immobiliare e gestione con la Società 4 l'hanno condotto a realizzare ciò che tutti gli italiani amano: un gruzzoletto in mattoni. Messo anche nella Società 5.
Intanto la città cresceva. I cittadini erano felici e plaudenti e.... la moglie teneva il sindaco all'oscuro di tutto, che teneva l'Assessò all'oscuro di tutto, che teneva la famiglia, il fratello la società del fratello (consulenti delle Partecipate) all'oscuro di tutto.
Ma non solo.
Il povero sindaco non sapeva nemmeno che l'amministratore di molte delle Società della moglie era il consulente da lui incaricato in una delle Partecipate, poi liquidatore Liquidator di una di esse. Ma Liquidator veniva dall'azienda del Magut, quindi aveva la sua piena fiducia. 
Ma non solo.
Nel 2015 il Liquidator si è adoperato per chiudere, per conto della moglie, anche la Società 0, quella "di moda".
Insomma, Puffolandia, oltre a trovarsi con il Grande Progetto ridotto ad un sostanziale fallimento (che ha fatto incazzare i suoi cittadini) si è ritrovata un sindaco che è stato un vero imbecille: si è fatto fregare dalla moglie, dal Presidente, dall'Ingegnere, dal Professò, dal Liquidator e dai consulenti, e ha tratto in sicuro inganno l'Assessò, il cui fratello e la sua società erano consulenti amministrativi delle Partecipate.
Una vera Banda degli onesti.

Società 0: Antaros srl
Società 1: Sauter Energia e Servizi Milano srl
Società 2: Cocktail Bar srl
Società 3: Edilgest srl
Società 4: RR progetti srl
Società 5: Emme Elle snc

I rinviati a giudizio sono l'ex sindaco (nel ruolo del sindaco), la moglie (nel ruolo della moglie del sindaco e di socia delle Società), l'ingegner Vito Ancora (nel ruolo dell'ingegnere), i consulenti (nel ruolo dei consulenti).
Attori non protagonisti (o protagonisti in altre vicende): il Liquidator (Marco Gambato), il Magut (Luigi Gianotti), il Presidente (Carlo Carrara), il Professò (Gianfranco Sgambato) e l'Assessò (Barbara Agogliati).


2 commenti:

  1. queste mogli che non dicono nulla al marito e lo mettono nei guai a sua insaputa. Anche l'assessore poverina cosa ne poteva sapere che il sindaco di Puffolandia aveva una moglie così intraprendente, magari non l'aveva mai vista in Comune perché era troppo riservata.

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  2. Che squallore, un uomo che addossa le colpe alla moglie senza assumersi le sue responsabilità e' un uomo senza attributi...

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