martedì 7 febbraio 2017

Dietro le quinte del bando da 4,5 milioni per il centro. Dettagli e burocrazia

Lo scorso 31 gennaio, abbiamo partecipato all'evento organizzato dalla Città Metropolitana (CM) "Welfare metropolitano e rigenerazione urbana", dove sono stati presentati i cluster di progetti che hanno vinto il "bando periferie" della Presidenza del Consiglio.
Tra i relatori c'era il sindaco di Rozzano Barbara Agogliati, e, presenti in sala, il sindaco di Pieve Emanuele, Paolo Festa oltre al direttore tecnico del Comune di Rozzano.
Potrà sembrare noiose leggere tanti appunti, ma da queste note e dal dibattito in sala si traggono molti spunti utili ai pianificatori e amministratori attuali e del futuro.
Riportiamo i nostri appunti di seguito.

Introduzione

Il progetto periferie come occasione di rilancio delle città metropolitane. Sono state espresse perplessità sulla legge DelRio di riorganizzazione delle province.
Questo progetto nasce per per lo sviluppo strategico della città metropolitane, la cui identità era ancora poco chiara.
Punti cardine:
⁃ integrazione sistema mobilia
⁃ Accessibilità
⁃ Sostenibilità
⁃ Attratti vita
⁃ Coesione sociale
⁃ Innovazione
1l bando periferie nasce a giugno, e per il 13 dello stesso mese è stato richiesto ai comuni di presentare i progetti. L'11 luglio c'è stata la valutazione, il 26 agosto invio della candidatura della CM Milano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Si è trattato di un processo cooperativo nato dall'urgenza delle scadenze dettate dal bando. Si dice che si è dato avvio ad un metodo che vuole diventare prassi di governo.
Il Progetto periferie per Sud Ovest include Rozzano. 
Si è realizzata una rete cooperativa di welfare divisa per territori omogenei.
Il progetto è la sperimentazione di un tema di frontiera: il welfare metropolitano per superare l'approccio emergenziale . Occorre integrare i diversi settori di intervento a causa della stretta finanziaria,  così affronteremo la rigenerazione urbana.

Illustrazione progetto
Trattare accoglienza (domanda abitativa fasce deboli)
Inclusione sociale con spazi aggregativi
Incrementare mobilità sostenibile
Implementare reti aperti e sovracomunali
31 comuni coinvolti, fare rete è una delle richieste della CM con l'individuazione di zone omogenee.
51 milioni complessivi di progetto. 39 M richiesti al bando periferie.
CM supporterà i comuni e farà da regista con potenziamento governance aperta ai cittadini
Impostazione programmatica e verifica attuazione.
Ci sarà una Convenzione di CM con PCM, e seguiranno accodi di partenariato tra struttura di coordinamento CM e interventi.

Progetto Rozzano e Pieve
L'intento è avere percezione diffusa del cambiamento. Unire differenti soggetti per una nuova abitabilità delle periferie urbane.

Una architetto della direzione tecnica della CM di Bologna afferma (senza troppi giri di parole) che "Si tratta di un livello di progettualità e strategicita' non adeguata per il nostro futuro".
Dal ministero si incita a progettare autonomamente rispetto al finanziamento immanente. Ma, per una maggiore lungimiranza dice che ci sarà un bando per questa progettualità da parte di un ministero delle infrastrutture più attento.

Riqualificazione piazza comune e recupero nuovo cinema Fellini? Dal video CM

Prof. Pasqui Gabriele
(fratello dell'ex ass.re Miriam Pasqui, ndr)
Descrizione di UrbanIt
Connessione programmi straordinari e città italiane
Ogni anno un rapporto di ricerca sulla difficoltà di definire un piano nazionale per le città così partiamo dal basso, quel che fanno le città.
Le politiche di sviluppo urbano non ha un piano nazionale. Il governo nazionale non ha un piano. Il bando ha ricevuto risposte molto variabile.C'è un problema di governance su questo. Le politiche urbane non hanno una regia, ma anche la UE ha lo stesso problema. Si tratta tutto per vie eccezionali.
Il rapporto UrbanIt analizza otto città e li guarda attraverso sei temi trasversal.
Le città rispondono a problemi del passato. È vero anche per Milano.
Le agende dovrebbero anticipare i problemi.
Occorre centralità dei temi ambientali e del cambiamento demografico e sociale.
Occorre dialogo intenso tra i sindaci. Risorse certe. Apparato legislativo adeguato. Un rapporto con le conoscenze esperte. Uscire dalla logica dello stato di eccezione.
Occorre un'agenda urbana nazionale: deve prendere sul serio i cambiamenti. Disaccoppiamento sviluppo e crescita insediativa.
Il tema periferie e' centrale ma, la rappresentazione è inadeguata. Periferie e comuni senza politiche pubbliche che stan peggio di altri. Occorre mappatura della perifericita'.
Perché le periferie sono un problema?
Ripensare l'integrazione. Qui progetti interessanti ma non sono di politica integrata.
Abbiamo sparpagliato troppo le risorse. C'è una relazione concettuale ma la spazialità è troppo diffusa. Occorre costruire azione ordinaria. Più interessante il percorso (ad agosto? Assurdo!), che il risultato.

Come garantire i progetti nel tempo?
Ma occorre usare le intelligenze della città dove nascono, devono fare società.

Tavola rotonda

UrbanIt è un'associazione di università per avvicinare gli accademici alle città
Introduzione innovazione che va trasferita dal locale allo stato. Dal testo "the metropolitan revolution"
Vogliamo ragionare se le CM sono luoghi di innovazione e se saranno supportati.
Indici di sofferenza urbana e di rischio abitativo : in dieci anni a Milano si vedono grandi problemi sul primo, e sul secondo ci sono gravi rischi a Milano e nelle periferie distanti per i suoi sviluppi territoriali,

Censi Arianna
Giornata interessante e difficile. Gli elementi posti devono definire metodologia e lavoro della CM in un contesto avverso. Occorre rapporto virtuoso con comuni, Lombardia e governo. Deve esserci un metodo perché altrimenti non c'è forma.
Se il bando può produrre un risultato, è' porre in evidenza le contraddizioni e forzare il metodo.
Per le CM occorre strategia condivisa con i territori. Il piano territoriale triennale non sarà così imposto ma condiviso.
Siamo utili al governo regionale e nazionale per testare la situazione. A Milano vi sono tutti gli attori.
Penso che i 30 progetti , che rappresentano quasi tutte le zone omogenee, permettano di costruire una cabina di regia tra tecnici e amministratori di quei luoghi che hanno ottenuto il finanziamento per costruire relazione, e verificare l'azione. Ha ragione Pasqui.
Non è facile. Una CM ha bisogno di organizzazione ma la burocrazia non può rallentarci. Occorre riscrivere il disegno istituzionale. Imporre una riflessione su come siamo organizzati.
In Italia non c'è accountability. Nessuno è responsabile. CM come occasione sistemica per dare risposte alle domande poste come le periferie.
Nei territori c'è il SW (intelligenze) ma non c'è l'HW (soldi)...
Necessità del pensiero: la politica deve studiare e pensare.
Uscire dal modo in cui abbiamo pensato l'intervento pubblico. Essere in linea con le necessità attuali.

Agogliati Barbara
Ho la delega alle periferie di CM. Ma sono sindaco di Rozzano una città da definire un quartiere città di periferia.
Emergono differenze tra le varie città metropolitane. Occorre una rilettura critica degli interventi negli ultimi anni. Una crescita non molto razionale e rispondente alle esigenze di cittadini.
Quali linee guida per lo sviluppo?
C'è competizione tra città (Milano e Roma) per attrattività, e tra vicini, come Pieve e Rozzano, per l'università. Occorre distribuzione omogenea delle occasioni.
Crisi della finanza locale incide molto sui comuni periferici piuttosto che periferie di Milano. Rozzano parte con trasferimento irpef inferiore rispetto al capoluogo Milano. Rozzano a 20 mila milano 29mila. Questo da sproporzione tra gettito e necessità di spesa. Questo aumenta l'effetto ghetto.
Come garantire equilibrio nella composizione sociale dei territori? Questo è adesso il problema della gestione delle case popolari. Nelle periferie dove Erp è prevalente, se le assegnazioni vanno alle fasce più deboli e chi aumenta il reddito viene allontanato, l'offerta culturale e sociale ne soffre. L'investimento richiesto è notevole ma improduttivo. I nuovi nuclei immessi sono a reddito zero. Questo si ribalta sull'ente locale.
Tema periferie e housing sociale molto connesso. 
Il territorio resta ancorato all'emergenza abitativa. Provoco con una domanda semplice, ...ma io vivrei con quel clima sociale e quel paesaggio davanti alle finestre? (Michele Serra).
Un desiderio di normalità; la scarsa qualità dei progetti perché c'è desiderio di normalità. Mancando le risorse chiediamo la riqualificazione di una. Piazza o di una scuola. Sono richieste di base di un cittadino della periferia.
Sottolineo il fatto che le periferie vengono raccontate come un problema. Nelle periferie vive gran parte dei cittadini metropolitani. Un'idea di sviluppo dovrebbe passare da lì.
Il cardinale Scola a Rozzano ha detto che la nostra periferia non è la periferia ch ci raccontano. Scollamento tra rappresentazione della realtà e vita vera.
Nelle periferie milanesi c'è stata attenzion alla gestione del patrimonio pubblico e attenzione alla vita decorosa di concittadini.

Qui si interrompe il nostro rapporto della mattinata. Molti spunti di riflessione e un po' di "piagnina" sui problemi, la cui origine è, ancora, da ricercare tra gli amministratori (improvvisati) della Cosa Pubblica.
RF

2 commenti:

  1. proposte vere e concrete quali e quante?

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  2. Scollamento tra rappresentazione e realtà: questo è il dato drammaticamente vissuto nei quartieri periferici, destinati a subire la crisi del mondo del lavoro e l'espansione del cemento, che nel centro delle grandi città trova spazi sempre più ristretti.
    Il tessuto industriale ed artigianale che si sgretolo sotto il macigno della crisi economica e, colpevolmente, dalla miopia delle amministrazioni locali che hanno stretto il patto con il cemento. L'imprenditoria non lungimirante, che abbandona la scena senza porsi il perché di scelte che, drammaticamente, hanno ripercussioni nel sociale, disgregandone il tessuto, scomponendo nuclei familiar perché la famiglia è la prima vittima della crisi. Certo che gli Enti Locali sono il punto estremo, ma i più coinvolti dalla degenerazione della politica nazionale; dalla sua scomposizione ideologica; dalla sua manifesta ignoranza delle cose, dei bisogni della gente. Aberranti limitazioni della spesa, non fanno che ripercuotersi nella gestione della qualità della vita, a cui attendono milioni di cittadini: migliaia, nel caso di Rozzano. Non vorrei essere "nelle vesti" del Sindaco della nostra città, poiché sarebbe necessario rivoltare la storia degli ultimi anni, per disintossicarsi dai veleni assunti causa la scellerata conduzione della cosa pubblica. Ma, ahimè, i connubi inconsci o ricercati, limitano la libertà delle semplice espressioni verbali, delle decisioni e delle scelte. Ecco come sarebbe stato opportuno rappresentare la città, senza timori di essere irrisi, avendo la consapevolezza di avere letto i suoi bisogni, le aspettative rispetto al futuro, e non avere addosso i tentacoli di un passato recente, che causa rabbia e tristezza.
    Luigi

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