mercoledì 1 febbraio 2017

D'AVOLIO, RINVIATO A GIUDIZIO!

M. D'Avolio, consigliere regionale PD rinviato a giudizio
Giunge finalmente al traguardo e si conclude la fase di indagini legate alle presunte malversazioni dell'ex sindaco di Rozzano e consigliere regionale Pd Massimo D'Avolio.
Ieri mattina, nell'ennesima convocazione dell'udienza preliminare da parte del GUP, dopo aver ascoltato gli avvocati della difesa, il GUP si era riservato di decidere e, stamane, apprendiamo che ha deciso il rinvio a giudizio.  Prima udienza fissata il prossimo 5 aprile alla IV sezione penale.
Insieme a D'Avolio, erano indagati anche la moglie, Laura Tesse, l'ex direttore tecnico di AMA ed ex consigliere Pd di Segrate, Vito Ancora, e altre quattro persone coinvolte a vario titolo nella vicenda.
Sebbene i capi di imputazione tratteranno solo una parte di quanto denunciato negli anni, riescono a scalfire l'omertà con la quale è stata trattata tutta la vicenda da parte dell'informazione, dei partiti nazionali (ma non da parte delle opposizioni rozzanesi) e della città, che non riesce a scaricare un signorotto locale che ne ha fatte più di Bertoldo.
M. D'Avolio e B. Agogliati
"E' chiaro che dobbiamo attendere l'esito del processo per emettere condanne o fare valutazioni giuridiche, ma certamente la valutazione politica deve trovare finalmente spazio" afferma Gianni Ferretti, capogruppo consiliare tra i più determinati a Rozzano. "Il malaffare e la malagestione stanno finalmente venendo a galla. Dopo la sentenza della Corte dei Conti che ha rappresentato in tutta la sua tristezza la situazione locale denunciandola ai Magistrati Contabili, adesso anche il Tribunale penale si occuperà di Rozzano".
Nel processo si è costituito parte civile anche il Comune di Rozzano, retto oggi dall'allora assessore alle partecipate Barbara Agogliati.
Le vicende di Massimo D'Avolio prendono le mosse da Sesto San Giovanni. Cresciuto nell'alveo della FGCI, arrivò a Rozzano con il sindaco Sala come obiettore, e poi indicato dal partito per far pratica alla corte della sindaco Malinverno, con il pesante ed evidentemente incentivante incarico di assessore all'urbanistica. Per dieci anni si è esercitato sino ad arrivare al termine del decennio (ben due mandati) con la predisposizione per PRU di viale Toscana, il quartiere poi denominato Alboreto dove ha trovato case (si, al plurale), negozi e proprietà d'ogni genere all'ombra di alcune famigerate fiduciarie.
Gianni Ferretti a colloquio con le ex maestranze API
Due mandati da sindaco con grande successo elettorale, lo si può definire un "Imprenditore con i soldi degli altri". Questo è sapparso il suo mestiere che svolgeva in contemporanea con il mandato di sindaco. Lo sviluppo del territorio e del teleriscaldamento, gli hanno consentito di far impresa rivendendo materiale alle partecipate (il caso Sauter Energia), progettazione e marketing alle cooperative di costruzione che agivano sul territorio, utilizzare le partecipate per scopi personali e sviluppando quel sistema di favoritismi che derivava dall'allegro utilizzo delle risorse pubbliche che hanno portato API al fallimento e AMA alla soglia, con tutto il retrogusto amaro delle crisi aziendali collegate come quelle di Miogas (che ha già emesso ingiunzioni ad AMA), Area Sud (che non riesce a pagare gli stipendi) e del disagio e delle vessazioni economiche avverso i cittadini dell'Aler causato dalla sciagurato e mal gestito contratto di fornitura  ad Aler del calore della centrale di piazza Alboreto.
RF

2 commenti:

  1. Sembrava intoccabile e però tocca anche a lui e sicuramente anche a chi lo ha assecondato dare conto dell'operato di una amministrazione che ha fatto tanti danni alla nostra città

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