venerdì 9 dicembre 2016

API AL FALLIMENTO? INTANTO IL GIUDICE CHIEDE SE AMA TIENE

Con il Decreto del Giudice del Tribunale di Milano del 1 dicembre scorso, viene rinviata la convocazione dei creditori di API secondo la procedura di concordato in bianco richiesta dal Comune di Rozzano perché deve essere valutata la "Revoca dell'ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura " (art. 173 legge fallimentare).
Doveva tenersi il prossimo 12 dicembre, ma, stanti le evidenze, "questo concordato ...non s'ha da fare". Ma non l'ha detto  don Abbondio, bensì il Giudice, con ben altro piglio!
Le novità che il Giudice non ha potuto esimersi dal valutare sono quelle chiaramente apparse con la sentenza della Corte dei Conti dello scorso agosto e un'istanza di Gas Più Distribuzione che, dopo aver perso la possibilità di gestire il servizio di distribuzione del gas assegnato (a seguito di molteplici sentenze) a 2I Rete Gas, richiama ora il possibile danno e la truffa perpetrata a suo danno per una sottrazione della disponibilità della rete con atto ordinario e non straordinario come dovuto per una società in concordato.
Al di la della pervicacia di Gas Più Distribuzione (oggi retta e condotta da...), alla quale il Giudice non da molto peso in quanto esiste comunque un fondo  rischi da 8 milioni, esiste una serie di osservazioni che entrano ben bene nel merito delle questioni che ormai stanno portando AMA al dissesto.
Il Giudice, con l'indagine della Procura della Corte dei Conti ancora in corso, dice che sarebbe bene avere "un chiarimento definitivo della situazione economico-finanziaria e patrimoniale di AMA, società pubblica che sta attraversando un periodo di intensa difficoltà di cui si ignora la portata e l'entità e...che solidità abbia (in quanto essa deve acquistare i beni di API e pagare i debiti verso la stessa, fondamentali per il concordato)".
E già così sarebbe abbastanza.
Ma c'è di più.
Si ventila la possibile nullità del finanziamento per il teleriscaldamento (usato per ripianare debiti e non per lo sviluppo della rete), che, usato abusivamente, determinerebbe la restituzione ai finanziatori.
Poi si sottolinea l'incerta definizione dei debiti per i derivati in pancia ad API...
"Sussistono dubbi non inconsistenti sulla capacità della Società di assicurare ai creditori il 20% del debito"!
Di questi giorni il rilievo, ad esempio, dello stato dei mezzi di API al "protone delle pecore" della cascina Follazza, che son stati fatti oggetto di cannibalismo da parte dei soliti noti. Potenzialmente vendibili, allo stato di fatto, dopo l'asportazione dei pezzi buoni ridotti a ferraglia: tutti soldi della cittadinanza buttati nel cesso.
Ma il sindaco continua a tenere tutto per se, salvo chiedere alle opposizioni di votargli a favore della relazione inviata al Giudice per l'integrazione del concordato ma completamente respinta per insussistenza evidente rispetto alle nuove evidenze...
Sembra che, finalmente, dopo anni di denunce di RF, di alcuni (pochi) consiglieri, comitati (Occhi Aperti) esposti, denunce e querele, si palesi la verità giudiziale.
La convocazione al 15 marzo 2017.
RF

1 commento:

  1. una posizione da film dell'orrore. Ama dovrebbe pagare i debiti di API, ma il Giudice non si fida perché non conosce la vera situazione patrimoniale di AMA e la Sindaca tace. Come fa a dormire? Al suo posto dovrebbe chiamare tutti i cittadini in consiglio Comunale aperto e dire la verità.

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