martedì 13 dicembre 2016

AMA Rozzano: la storia economica (in attesa del Giudice)

Siccome c'è troppa gente e troppi cittadini (anche i cosiddetti primi) che danno aria alla bocca pensando che si tratti dell'orifizio opportuno per certe osservazioni (quando invece dovrebbe tacere o usarne un altro visto il rumore che producono), riteniamo di fare un servizio pubblico mettendo a conoscenza di tutti la tragica storia economico-finanziaria (e clientelare) della principale partecipata rozzanese.
Lo facciamo anche per dare un contributo di chiarezza al povero giudice che, con la patata bollente del fallimento API tra le mani, deve prendere una decisione a garanzia dei creditori, primi tra tutti i cittadini stessi (che vedono a repentaglio i propri denari) e gli ex lavoratori.
Per farlo abbiamo prodotto due grafici facili facili, a prova di....cocker!
I dati derivano dai bilanci dell'azienda (CamCom).
Partendo dal 2001, quando ancora Massimo D'Avolio (gran ciambellano della fase di decadimento totale dell'azienda cittadina) era un semplice assessore arruffone che stava preparando i piani immobiliari speculativi che l'avrebbero visto protagonista a Rozzano in collaborazione con CMB e altri palazzinari e speculatori, possiamo osservarne l'interessante evoluzione, senza errori di parallasse dovuti alla distanza sempre troppo ravvicinata o addirittura per l'esistenza di un telo di omertà intorno alla realtà delle cose.
Non useremo troppe parole, e ci limiteremo a farvi guardare il grafico e, per i più volenterosi, mostriamo la tabella dei risultati con un potente benchmark con il resto delle multi utility italiane, analizzate dal MISE e dall'ENEA.
Si resta esterrefatti: come affacciarsi da...un burrone!
Oltre di esso, il vuoto.
Per i meno avvezzi all'utilizzo degli indici di bilancio, che son serviti per rendere oggettiva la comparazione, riportiamo alcune definizioni nel post scrittum.
L'indecenza si rivela, con particolare vigore in prossimità delle tornate elettorali davoliane e pinardian-agogliatane: 2004, 2009 e 2013. In corrispondenza di quegli anni si verifica sempre un'espansione dei debiti e un incremento dei crediti: clientele pure.
Inoltre, per la voglia di fare impresa (male) si assorbivano i colpi delle chiusure e riassorbimenti di RETE (con eliminazione dei crediti e incorporazione di perdite milionarie), compravendite azzardate e spesso illecite di quote (Miogas), improbabili accordi commerciali con aziende definite - dall'attuale sindaco, all'epoca assessore - "carrozzoni clientelari e fatiscenti" (Aler, ndr).
Una gestione che, a partire dal 2005, non ha visto più nemmeno un indice di redditività in linea con le medie italiane. Anzi. Se almeno prima il ROE, ovvero il ritorno economico dell’investimento effettuato dai soci dell’azienda (i cittadini) era abbastanza buono, da li innanzi non solo si è sotto performato rispetto al settore, ma (e basta guardare le curve dell'indebitamento stra crescente e del credito in deterioramento sempre più forte) si è realizzato una costante sottrazione di risorse dal socio (i cittadini) dicendo che si rendevano dei servizi, ma in realtà, per cercare di compensare i costi fuori controllo e coprire in parte i debiti, li si facevano pagare sempre di più. Alla faccia del cavolo!
(Clicca per ingrandire)
Meglio, ormai, comprare i servizi (tutti) sul mercato, costano molto meno (vedere l'esempio eclatante del teleriscaldamento, ad un valore ormai fuori da ogni logica per gli inquilini Aler a 27 euro/mq!).
Ed è quello che dovrebbe fare il Comune: mandare al diavolo AMA e tornare a dedicarsi ai cittadini.
Ma, un po' come ad altri e più elevati piani: ormai il livello di dipendenza dal voto di scambio è talmente alto che nessuno ti voterebbe se non per avere un vantaggio diretto....
Per carità di patria non abbiamo esaminato gli altri indicatori strategici che MISE ed ENEA hanno valutato per le multi utility italiane (sostenibilità sociale ed ambientale e la comunicazione).
Ma qualcuno (oltre ad RF, naturalmente, come GdF, Corte dei Conti, qualche oppositore e il giudice del Tribunale fallimentare di API) se ne è accorto.....oooopss!
E questa è la democrazia del Pd rozzanese, ben rappresentato dal consigliere regionale (a processo per una inezia rispetto a questo danno alla città ed alla smisurata crescita dei suoi averi) e dall'insipiente sindaco attorniata da incapaci.
Torneremo con un e-book sulle principali tragedie di chi.... AMA Rozzano.
RF


P.S. Ecco una breve spiegazione degli indici che abbiamo usato per la comparazione:
ROE (Return On Equity) - indica se il capitale impiegato produce un risultato economico interessante rispetto al mercato ed alle attese dei soci investitori (è meglio mettere i denari nell'impresa o comprare i servizi sul mercato?). E' un indice di attrattività di investitori ... (ma AMA, ormai, non attrae nemmeno se espone "u' pilù")
ROI (Return On Investment) - Indica se l'azienda riesce a retribuire i capitali propri ed in prestito (!) con le proprie attività dette caratteristiche. Se non lo fa .....semplicemente non ripaghi i debiti!!
ROS (Return On Sales) - E' la capacità di remunerazione dalle vendite, che dipende dalle "politiche di vendita" (di solito non clientelari!) adottate.

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