martedì 15 novembre 2016

MENSA, ARCO. Previsioni di spesa complicate? Nuova tranche di pagamenti per AMA/ARCO. Ma appaiono stranezze

E' di pochi giorni fa il nuovo impegno di spesa comunale per il servizio mensa degli studenti di Rozzano. Ulteriori 100mila euro all'interno di un capitolo di spesa previsto per il 2016 ammontare a 950mila euro.
Furono già impegnati e liquidati 750 mila euro per i servizi sino a settembre, ora si attingono altri 100mila euro sino a fine anno....salvo conguaglio. Da qui parte la nostra storiella.
La tariffa praticata dal Comune ai cittadini è di 5,99 euro a pasto, che copre parzialmente il costo complessivo del servizio.
Infatti ARCO, dove ora AMA Rozzano ha il 10% delle quote, riceve fatture per 2,75 milioni di euro, sostanzialmente stabili tra il 2014 ed il 2015.
Senza variazioni ci si attende che la previsione di impegno a bilancio del Comune sia consolidata. Invece, stante il differenziale tra gli incassi di AMA dai cittadini e quello che AMA deve pagare ad ARCO, si ripartisce in modo sproporzionato la cifra perché, evidentemente, ci si aspetta una variazione impredittibile del credito.
Facciamo notare che oggi le quote nella Società, una volta a prevalente capitale pubblico, sono di CIR al 70% (che ha acquisito le quote vendute da AMA recentemente insieme all'acquisto da API del capannone delle cucine centralizzate ), di AMA al 10%  e dei comuni di Lacchairella e Pieve Emanuele al 10%. AMA oppone sempre fieramente il proprio corpaccione a qualunque iniziativa pubblica per evitare di esporre direttamente il Comune, dove, si sa, troppa trasparenza fa male.
Il Comune di Pieve ha contrastato la decisione di far di ARCO una società non più a prevalente capitale pubblico: quel "comunista" di Paolo Festa non accettava le scelte dei rozzanesi, che, tramando anche in consiglio comunale senza affrontare pubblicamente quella discussione, risolsero con una votazione alla chetichella la modifica dello Statuto dell'azienda per vendere le quote a CIR. Con le modifiche dello scorso 19 febbraio 2016, dove AMA ha ceduto il 21% delle quote a CIR dopo che CIR stessa aveva comprato da API il capannone delle cucine, ARCO è ora una società, di fatto, privata, con il 30% delle quote pubbliche (Lacchiarella e Pieve) o para-pubbliche (AMA). Ma ci sono delle stranezze.
Quelle scelte hanno portato il 4 marzo 2016 al vertice del Cda Domenico Ioppolo, presidente in quota AMA, manager di Class Pubblicità, la concessionaria di Class Editori di Paolo Panerai, tycoon dei media nazionali ed editore di Milano Finanza. Sino ad allora, aveva temporaneamente condotto l'azienda il dirigente di AMA Fausto Proverbio, subentrato ad ottobre a Pietro Forello, dimessosi anticipatamente. In quell'occasione Gianfranco Sgambato, procuratore speciale di AMA imponeva lo Ioppolo a presidente, senza che il socio privato CIR opponesse alcunché. Tanto per esser chiari, anche il quell'occasione solo da Pieve arrivavano commenti che chiariscono i contorni della vicenda: il sindaco Festa lamentava un "difetto di informativa in merito alla cessione delle quote di AMA ROZZANO nei confronti di CIR", e sottolineava l'attenzione da porre nei "compensi all'interno degli organi amministrativi delle società partecipate". Si riconosceva, quindi, anche nelle dichiarazioni di Pieve il problema della trattativa sostanzialmente nascosta tra AMA e CIR e, come vedremo tra poco, si prefigurava già il tema dei compensi nelle aziende dove hanno quote gli enti pubblici.
Da quel momento Ioppolo guida ARCO. Autore della costruzione della lista civica Rozzano per D'Avolio alle amministrative 2009, si è sempre tenuto nell'ombra, mai esponendosi direttamente. Anche all'ultima tornata elettorale ha sostenuto di nascosto l'attuale sindaco, comparendo solo nei book fotografici online ed esponendosi da renziano alla leopolda del 2015 ("ho fatto una ricerca: i ragazzi di oggi sono belli, vogliono una società dove la correttezza vince sulle raccomandazioni e che sia riconosciuto il merito": ah però, è per questo che va alla Leopolda).
Con l'approvazione del bilancio 2015 lo scorso maggio, ci si aspettava che CIR prendesse in mano la società, stante il preponderante valore delle quote. Invece....
La discussione per il rinnovo delle cariche del Cda, riporta che AMA, per bocca del Procuratore speciale, tal Gianfranco Sgambato, ha di nuovo proposto Ioppolo, come consigliere e... presidente. E CIR l'ha accettato!
Sviluppo commerciale, comunicazione e marketing tra le nuove linee guida. 250mila euro di utile accantonati a riserva e via...
Beh, non ci vuole molto ad immaginare che tra le operazioni di cessione delle quote e vendita del capannone si saranno scritti dei patti para-sociali (nascosti al consiglio comunale) che comportano questo tipo di privilegi in virtù, secondo noi, del fatto che 114 dipendenti  per lo più di Rozzano, non li si possono lasciare andar così facilmente. Dopo una tornata elettorale per la prima volta al ballottaggio che ha visto portare alle urne anche i disabili, con controllo militare del voto e denunce varie, non si molla così l'osso!
Ma le "stranezze" continuano.
Nello stessa Cda si rimette a momenti più sicuri la decisione del compenso degli amministratori che, sino a quel giorno era stato assunto essere 19mila euro complessivi, ma, per un tale importo, non si poteva avere uno Ioppolo qualunque. Chissà quale sarà oggi il suo appannaggio. D'altronde, come ricorda ai poco attenti uomini del consesso che magari speravano di risparmiare ancora qualcosa nel bilancio, "la natura ormai privata della società non è soggetta alla disciplina della spending review prevista per le società controllate dal pubblico". Ergo: mi pagherete ciò che ritengo opportuno!
Il resto del Cda, oltre agli uomini CIR (Spadoni, Bolzi, Galimberti e Majavacca) comprende Franco Bova, per il Comune di Lacchiarella.
Da considerare, però, che le deleghe operative sono state date prevalentemente al consigliere delegato da CIR Spadoni, e Ioppolo ha la rappresentanza legale e poco altro.
Comunque si sa, non si vive di solo pane (ogni tanto avariato)!
RF




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