domenica 27 novembre 2016

ALER: LE NUOVE SOLFATARE DEL TELERISCALDAMENTO

Chiamati da cittadini allarmati, anche i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire nei giorni scorsi per tranquillizzare la popolazione in merito ai "fumi" sospetti che si innalzavano dal sottosuolo in via delle Begonie, nel pieno del quartiere Aler.
Le "zaffate infernali" (per altro anche maleodoranti) sono però da associare alle perdite della rete del teleriscaldamento; si tratta quindi di semplice vapore che, passando nei meandri del sottosuolo, raccoglie i miasmi delle fogne.
La nostra analisi mostra che si tratta di vapore a circa 60°C, e, "dai segnali di fumo", può essere ricondotto ad una perdita in un tratto delle tubazioni di almeno 50 metri, che attraversa da via delle Begonie a via dei Rododendri.
La rete del teleriscaldamento Aler ha una disposizione di cui nessuno ricorda più nulla, e questi incidenti, di fatto, rendono visibili alcuni dei passaggi. Si tratta di una rete che ha ormai 50 anni, e che Aler, nella famigerata convenzione con il Comune di Rozzano/AMA, aveva chiesto di ristrutturare con i soldi dei cittadini per un importo stimato di 11,4 milioni di euro.
AMA, spendendo un quinto, invece di partire dalla rete (che si sapeva avere molti problemi di perdite e vetustà) è partita dalle sottostazioni, dove han trovato possibilità di lavoro aziende collegate in subappalto ad un assessore. Si è trattata di una scelta ingegneristica scellerata. E' come se, per portare l'acqua in un secchio attraverso un tubo che perde e con un rubinetto terminale difettoso, si fosse partiti sostituendo il rubinetto, ma non tappando le perdite del tubo. L'effetto è che arriva (forse) la stessa acqua, ma non si è risolto in alcun modo il problema.
Nel pratico, infatti, moltissimi cittadini nei palazzi con le sottostazioni ammodernate, soffrono il freddo più degli altri!
Ecco perché.
L'aver "messo in sicurezza" le sottostazioni, o meglio, alcune, con il loro ammodernamento (quadri elettrici e inverter sulle pompe) ha ridotto la certezza degli inquilini di quei palazzi di ricevere una quantità di energia termica sufficiente. La modulazione della portata, grazie all'inverter, probabilmente asservita ad una temperatura legata ad una media delle temperature rilevate negli immobili serviti da quella sottostazione, ha probabilmente determinato una riduzione dei consumi elettrici e termici. Ma, quando il bisogno di energia cresce, le pompe a velocità variabile (sicuramente di potenza ridotta rispetto alle pompe On/Off originali perché la vulgata è che con
l'inverter si può farle girare a velocità maggiori - ma occorre una grande attenzione nel dimensionamento) non saranno in grado di "spingere" l'acqua con la potenza precedente perché vengono normalmente dimensionate per motori di potenza inferiore.
L'immagine termica delle "solfatare"
Inoltre, non solo la rete di distribuzione sul territorio "fa acqua", ma anche tutti gli impianti dentro ai condomini.
Ecco perché, prima di fare le sottostazioni, occorreva dedicarsi alla rete.
Ora, segnalando il problema ad Aler, questa chiederà ad AMA l'intervento. Però non ha soldi e non ne ha voglia perché attende la risoluzione del contenzioso e le decisioni sulla vicenda del concordato API.
Insomma....i cittadini dell'Aler e di Rozzano prima di tutto!
RF

1 commento:

  1. Grazie per la sua disponibilità sempre a favore dei cittadini

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