mercoledì 5 ottobre 2016

CORTE DEI CONTI. Trentamila euro di denari pubblici per difendere interessi privati contro la Corte dei Conti

Verrà incaricato dal dirigente per gli affari generali del Comune (Det. 2512 del 30/09/16 e delibera di Giunta 161) per la modica cifra di 30 mila euro di denari della collettività un avvocato per "elaborare e predisporre gli atti amministrativi per riscontrare controdedurre ed ottemperare agli inviti/osservazioni" della Corte dei Conti, che, con la sentenza 223/2016 ha sostanziato il fallimento delle amministrazioni degli ultimi dodici anni.
Con l'adduzione della scusa dell'art. 147bis del TUEL, la legge degli enti locali, relativo al Controllo di regolarità amministrativa e contabile che porta a DUE controlli distinti l'attività, il dirigente mette a spesa i 30mila euro per difendere l'indifendibile. Ma siamo già oltre le fasi dei controllo previste dalle norme ordinarie che giustificherebbero l'impegno di tale speso nel bilancio pubblico.
Metter questi denari per dimostrare che (dal art. 147 e 147bis) "il rilascio del parere di regolarità tecnica attestante la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa da ogni responsabile del servizio" e "il rilascio da parte del responsabile del servizio finanziario, del parere di regolarità contabile e del visto attestante la copertura finanziaria" in prima fase, e le "Determinazioni comportamenti impegno di spesa", gli "Atti di accertamento dell’entrata", gli "Atti di liquidazione della spesa" e i "Contratti ed altri atti amministrativi"in seconda battuta non sono bastati a limitare i danni delle amministrazioni del Decaduto e di madame Continuità, vuol dire buttare soldi pubblici per difendere interessi privati.
Questi denari dovrebbero metterli i sindaci, i segretari comunali e i dirigenti che hanno permesso tutto quanto descritto dalla Corte e denunciato alla Procura contabile, e se, venissero accertate le responsabilità come ci attendiamo, questi 30mila dovranno essere sommati al valore del danno erariale che verrà presentato ai responsabili.
Il Comune di Rozzano continua a spendere decine e decine di migliaia di euro in avvocati per opporsi agli atti di chi ha iniziato a verificare ciò che è stato prodotto in questi anni: sino a quando procederanno imperterriti senza dar conto e senza spiegare alla città questo (almeno) sperpero?
Dignità vorrebbe che si mettessero da parte e chiamassero un Commissario.
Tra poco ci sarà un consiglio comunale, dove, invece di discutere la sentenza 223 come priorità (cittadina) l'hanno relegata all'ottavo punto all'ordine del giorno. Vorremmo sapere quale saranno state le linee guida fornite all'avvocato 30mila per controdedurre le notizie di reato indicate...
RF


1 commento:

  1. I dirigenti che hanno firmato atti di regolarità tecnica e amministrativa che però regolari non erano dovrebbero pagare di tasca loro la spesa dell'avvocato che non deve essere pagata per nessun motivo dai cittadini.

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