giovedì 1 settembre 2016

SEGNALATI IN PROCURA! LA CORTE DEI CONTI DISTRUGGE L'AMMINISTRAZIONE PD DI ROZZANO

Il terremoto nella città è iniziato. Dopo anni e anni di denunce, a partire da RF, e dopo una sentenza della Corte dei Conti con obbligo di pubblicazione sul sito del Comune, lo scorso 11 agosto si è messo nero su bianco il disastro mai palesato pubblicamente del Comune.
La sindaca ne era al corrente, perché interpellata, sin dallo scorso aprile (dove non ha evidentemente spiegato omissioni nei dati e interpellanze e approfondimenti fatti dalla Corte). E la politica inizia a muoversi.
Lo scempio delle partecipate e della loro gestione, affogate da decine di milioni di debiti che hanno il loro epicentro nel teleriscaldamento ma che si dipanano in ogni ramo delle loro attività (rifiuti, servizi, ...) è venuto a galla in un documento pubblico.
Ci son voluti 4 anni (la prima sentenza della Corte è del 2012), ma alla fine si inizia.
A partire dal M5S, seguito da SEL e in attesa dell'ex candidato e (s)ballottato Ferretti (che in separata sede ha già fatto sapere che non se ne starà certo seduto ad attendere che la città se ne resti all'oscuro), stanno proliferando i primi commenti di fatti e situazioni che, per capirli, è bene rileggere tutti i post del Blog Rozzano Futuro sin dal 2009, e i giornali Piazza Foglia, Il Rozzanese, e le relative pagine FB, oltre alle informative del Comitato Occhi Aperti e le denunce dei consiglieri dalla scorsa consiliatura.
Oltre ai danni pensati e orditi dal Decaduto, grande responsabilità è attribuita dalla Corte al sindaco ed al consiglio comunale attuale, che, per presunto danno erariale vengono tutti segnalati alla Procura della Repubblica per presunti reati amministrativi.
Qualcuno (nuovo) inizierà a tremare.
Oltre ai nomi noti dalle indagini (chiuse) su D'Avolio, la moglie e l'ingegner Ancora, si fanno i nomi (famigerati e denunciati da RF) di Gianotti, ex dirigente API, dell'ex presidente Lentati, del Collegio dei Revisori e di tutta l'amministrazione che ha gestito le pratiche distorte e distorsive di soddisfazione degli appetiti delle partecipate (e ciò che ne è conseguito).
Per chi sa di amministrazione, si ritrova, scorrendo le 41 pagine della sentenza della Corte indicazioni che fanno pensare a falso in bilancio, distrazione di risorse pubbliche, peculato, omissione d'atti di ufficio, spergiuro, ...si riesce a trovare un po' di tutto. A ben leggerle portano diritto a necessari approfondimenti, perché, far sparire decine di milioni di euro....non è semplice....
Ne parleremo a lungo, ricordando tutto anche con l'aiuto dei post storici di RF!!
RF

3 commenti:

  1. si può dire "meglio tardi che mai". Il derivato che costerà ai rozzanesi quasi 12 MILIONI era stato "dimenticato" dai revisori dei conti nei bilanci del 2010, 2011, 2012 e 2013 e compare solo nel bilancio 2014 che non è stato approvato dal socio unico perché a quel punto emergeva tutta la responsabilità dell'amministrazione. I revisori dei conti perennemente sul loro cadreghino per anni senza segnalare le irregolarità, cosa ci stavano a fare? Perché sono stati pagati? Di cose da mettere in chiaro ce ne sono moltissime e devono essere rese pubbliche il più possibile

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    1. Non dire gatto se non c'è l'hai nel sacco (Trapattoni:). Fidati. Questi se ne fottono. Si sono fatti una marea di soldi senza versare una goccia di sudore. Mi dispiace per quei pochi dipendenti Ama rozzano S.P.A (assunti 10 anni fa) che si sono visti ridurre lo stipendio e la professionalità per ricevere in cambio una valanga di merda e lo spettro di un probabile fallimento (come A.P.I.)

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  2. Quante denunce da parte di RF, il cui responsabile ha anche pagato per aver tentato di far germogliare un modo di fare informazione che desse dignità a chi la pratica, senza dover essere considerato il lacchè di turno. Non conosco i personaggi ed i fatti che hanno coinvolto l'Ing. Masini nel tortuoso meccanismo del reato di diffamazione, ma resto allibito nel riscontrare anche leggendo la determinazione della Corte dei Conti, che il sistema Rozzano si sia alimentato anche grazie a ruffiani, approfittatori di tutte le ore. Come sia stato possibile "arrotondare" consensi in una condizione di evidente malessere generale, non è poi tanto un mistero, se nelle more del documento della Corte dei Conti viene riassunta una strategia che alcuni personaggi hanno condotto, ma che altri, la massa, hanno giustificato non solo per pochi centesimi. C'è chi ha mutato il proprio stato sociale, la propria posizione economica, che oggi non è disposto a mettere in gioco. Ancor prima della determinazione della Corte, sovvengono fatti che avevano coinvolto personaggi pur non dotati in termine di capacità culturale e manageriale, che con il sistema descritto sono stati elevati a posizioni aventi un certo rilievo economico, più che per esternare capacità latenti. Lo strumento del ricatto, come in taluni films, è il mezzo addotto per tentare di affermarsi, per raccogliere non solo i cocci. Siamo alla degenerazione del sistema; forse non emergeranno soggetti coraggiosi in grado di spingere la storia verso il futuro; potrebbero essersi affievoliti gli aneliti del cambiamento, poiché il sistema, di cui si discute finalmente anche su atti ufficiali della nostra repubblica e non solo su RF o sulla stampa che fa capo all'opposizione nella città, ha indebolito alcune generazioni; ha smembrato, di fatto, nuclei storicamente pronti per l'affermazione del cambiamento.
    Penso all'importanza che riveste l'informazione in questo particolare momento per la città. Il documento della Corte dei Conti deve essere illustrato mettendo in evidenza anche ciò che non sta scritto; anche quali erano e sono gli obiettivi personali e non, di chi ha avuto le massime responsabilità amministrative. Se non ci fossero obiettivi personali, emergerebbe uno stato di preoccupante ignoranza, che sarebbe un'arma ancor più pericolosa.

    Diego

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