venerdì 2 settembre 2016

CORTE DEI CONTI: I POSSIBILI REATI SEGNALATI IN PROCURA

In attesa di tutte le reazioni della politica locale e (magari) di quella regionale, riportiamo nel dettaglio le segnalazioni dei possibili reati indicati dalla sentenza della Corte dei Conti alla Procura, per i quali i diversi soggetti, tra i quali anche l'attuale amministrazione, saranno chiamati a rispondere o a giustificare.
La parte del leone, e quella esposta nel più grande dettaglio, porta al "danno erariale", per il contratto di finanziamento, le commissioni bancarie e i derivati che son stati buttati in pancia ad API. Le firme su quei documenti sono degli amministratori con l'avallo del Socio Unico, a cui, il rappresentante legale del tempo (Massimo D'Avolio), dettava le condizioni (si vedano al proposito i verbali dell'assemblea dei soci di API).
Altra segnalazione è per l'utilizzo di svariati milioni di euro (da tre a cinque) di una linea di credito presso il Monte dei Paschi che non trovano giustificazioni nel piano industriale. Chissà che fine hanno fatto: ai tempi si son visti crescere il numero dei SUV in circolazione ed il numero di immobili di alcuni. Oltre a ciò, si segnala come API (ed oggi AMA) continuino ad assegnare appalti di servizi senza gara o con gare chiaramente poco trasparenti. Tra tutte ricordiamo (e ricorda la Corte) l'appalto per la raccolta e smaltimento rifiuti, che, a Rozzano, è fornito da Area Sud, ma che AMA rivende ai cittadini a quasi il doppio!
Altro "danno erariale" viene ipotizzato in relazione ai mancati pagamenti degli oneri tributari, contributivi e di previdenza.
Segnalato alla Procura l'anomala situazione della CRC, l'azienda del Gianotti, entrata ad un prezzo abnorme nelle disponibilità di API con l'acquisto di ramo di impresa (!) e per la quale lo stesso divenne dirigente mantenendone la proprietà, e sub affittando i suoi capannoni a prezzi tutt'altro che di mercato.
La Corte segnala, poi, alla Procura la mancata corresponsione degli oneri IMU e ICI all'Ente pubblico. API usa gli immobili concessigli dal Comune per scopi commerciali e per questi non ha mai pagato il tributo.
Viene segnalata la mancata restituzione dei "prestiti" del Comune da parte di API: milioni di euro volatilizzati nel passivo di bilancio.
Il mancato rinnovo degli organi di controllo viene segnalato alla Procura come un dovere specifico mancato da parte del Socio unico nella persona del sindaco pro-tempore: questo avrebbe portato ad un "danno erariale" per la corresponsione di prebende non più dovute.
La mancata gara per l'assunzione del mutuo contratto con Monte dei Paschi avrebbe, anch'esso determinato "danno erariale", e, la mancata segnalazione del Comune relativa alle indicazioni di rispetto degli interessi pubblici del minimo interesse e migliori condizioni, determina un ulteriore gabello per la cittadinanza.
Insomma, un fardello da decine di milioni di euro scaricati sulla città da parte del Decaduto e delle sue giunte, dove ricordiamo, in particolare, quell'assessore alle partecipate che si chiamava Barbara Agogliati, attuale sindaco e che ebbero, prima, tra i protagonisti anche la madre, vice sindaco della giunta precedente, Danila Pinardi, attiva all'urbanistica della grande crescita territoriale delle cooperative CMB (dove risiede D'Avolio e dove aveva residenza Carrara e progenie con contorno di vassalli, valvassori e valvassini) e De Gradi.
Non dimentichiamo e ricordiamo anche gli amministratori di API, che sono stati:  Lentati Emiliana, Bellini Giampiero, Michele Procida.
Tra i consulenti comparivano Gambato Marco (già liquidatore di API e consulente di CRC e  molto vicino a D'Avolio),  Eugenio Valla e Agogliati Cristiano (dello stesso studio LTA Advisory), Ancora Vito (deus ex machina del teleriscaldamento e delle feste dell'unità lombarde con i "suoi" fornitori). Dirigente: Gianotti Luigi.
La CRC srl aveva come presidente Lentati Emiliana (poi passata ad API),  e soci la famiglia Gianotti  (Luigi, moglie e figlie).
La sintesi è che API (e per molti aspetti AMA) sono state usate come bancomat da parte di una casta di persone alle spalle e sulle spalle della città.
E il signor D'Avolio ancora si accaparra la prebenda dalla Regione senza dimettersi, così come questo sindaco continua a governare senza vergognarsi
RF

1 commento:

  1. Una relazione amara perché la Corte dei Conti si accorge solo dopo SEI ANNI che l'affare "teleriscaldamento" e partecipata API servivano per l'arricchimento di pochi a danno di tanti. Il patrimonio della società che dal 2011 al 2014 si riduce da 18,7 milioni a 10,2 milioni. volatilizzati in tre anni 8,5 milioni. Dove sono andati a finire?

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