sabato 27 febbraio 2016

SOLDI PUBBLICI. Gare d'appalto? No, grazie. Tutti gli 8,5 milioni spesi dal comune affidati senza gara

Alla data odierna dell'aggiornamento dei dati che il Comune deve rendere disponibili secondo il comma 32 dell'art. 1 della Legge 90/2012, ben 8 milioni e mezzo di euro sono già stati assegnati per servizi e acquisti dal Comune di Rozzano senza fare uno straccio di gara.
Una prassi consolidata, che, per l'intero anno 2015, poco si è discostata dalla totalità dell'importo speso.
Per il 2016, si va dai 7 milioni ad Ama per il cosiddetto "Riconoscimento costi operativi di gestione e costi comuni relativi ai servizi amministrativi" ai 42 mila euro dei servizi di reperibilità e pronto intervento, dai servizi cimiteriali a quelli per il costante e continuo massacro arboreo sul territorio passando per i giochi dei parchetti...
Insomma, un florilegio di iniziative per il "decoro" cittadino (si è cominciato a sistemare i cimiteri) che, avendo aspettato troppo, ora si vedono costretti a realizzare velocemente bypassando ogni procedura?
Lo "affidamento in economia" e lo "affidamento diretto" sono le formule scelte, perchè si sono impegnati a non superare (quasi) mai gli importi che imporrebbero, a prescindere, la gara. Per tutto, quindi, alla faccia della trasparenza e della terzietà, una assegnazione ai soliti noti, o ai già fornitori o...
Spicca, come detto, l'affidamento diretto ad Ama di servizi che, se comprati sul mercato, costerebbero almeno la metà. Un vero sperpero di risorse pubbliche.

Come ricordato dalla Corte dei Conti nella ultima relazione 2015, lo Stato tutela del libero mercato e la parità di trattamento tra imprese pubbliche e private, e il modello dell’in house providing di Ama è rigorosamente circoscritto ai casi di: società a capitale interamente pubblico, esercizio di attività prevalente per l’ente pubblico e controllo analogo da parte del socio pubblico.
Ma, per quanto concerne il “controllo analogo”, è noto che si tratta di un controllo effettivo e strutturale da parte dell’ente pubblico, e le verifiche devono essere al tempo stesso sugli organi e, quindi, strutturali, e sugli atti, ovvero sulle azioni e sui comportamenti. Si tratta, infatti, dell’esercizio di poteri pubblicistici più intensi di quelli spettanti al socio in base al regime civilistico, al punto che tutte le decisioni più importanti devono essere sottoposte al vaglio preventivo dell’ente affidante. E l'Ente affidante non è il Sindaco, ma il Consiglio Comunale!!!
Invece, oltre a far del Comune un ente "senza gara", per gli aspetti più delicati, che afferiscono alla sfera delle clientele, dei favoritismi e chissà cos'altro (vista la recente storia rozzanese), si passa tutto in Ama che, sul sito, ha fermato la rendicontazione degli acquisti all'ottobre 2014.
Per non parlare della madre di tutti i contratti di servizio di Ama: quello per la raccolta e smaltimento rifiuti (in essere dal 2002) che compra da Area Sud. Altri 8 milioni di truffaldina prebenda per la partecipata comunale che compra il servizio quasi alla metà!
Nell’ottica della razionalizzazione e del contenimento degli oneri contrattuali a carico delle pubbliche amministrazioni, il legislatore ha consentito a queste ultime di “provvedere alla revisione con riduzione del prezzo dei contratti di servizio stipulati con le società” non quotate “e con gli enti direttamente o indirettamente controllati” (art. 3-bis, d.l. n. 101/2013). La riduzione degli oneri contrattuali è associata alla rinegoziazione dei contratti aziendali", che doveva esser fatta entro 90 giorni da allora.
Sul piano sanzionatorio, sono significative le norme che dispongono la nullità dei contratti di servizio (Corsico ne ha approfittato con Area Sud), che si configurino elusivi delle regole del Patto di stabilità interno, e sono suscettibili di attivare l’applicazione, nei confronti degli amministratori e del responsabile del servizio economico-finanziario, delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalle Sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti.
Insomma, non solo una casa di vetro con i vetri appannati, ma (come nel caso del gabbiotto di piazza Fontana a Quinto Stampi) anche pesantemente ricoperti dai graffiti di una Giunta e di una maggioranza quantomeno oscurantiste.
RF

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