mercoledì 10 febbraio 2016

AZIENDE PUBBLICHE. Chiude Infoenergia per...mancanza di quote!

Operatori Infoenergia a Busnago
Ecco un esempio di scempiaggine pubblica di tipo diverso da quelli a cui siamo abituati.
Si tratta della messa in liquidazione della "Rete di sportelli per l'energia e l'ambiente scarl", una società consortile interamente pubblica che, sin dal 2006, ha ben operato supportando i comuni, soprattutto di dimensioni medio piccole, operante nel settore dei servizi energetici integrati, capace di definire e realizzare concretamente azioni per migliorare la gestione della domanda di energia mediante la promozione dell'efficienza energetica, favorendo un migliore utilizzo delle risorse locali e rinnovabili nonché a migliorare la protezione dell'ambiente.
Bilanci sempre positivi, dove, alle entrate (quasi) sicure garantite dalle quote dei Comuni del consorzio (tra cui Rozzano, con una quota dell'1,34%) e dalla ex Provincia di Milano e Monza Brianza, si sommavano quelle per i controlli energetici negli edifici pubblici.
La decisione politica di non continuare a sostenere la società da parte del nuovo Sindaco Metropolitano (Pisapia) ha, a partire dalla gestione 2015, affossato la capacità economica della scarl, venendo meno il contributo delle entrate dai controlli degli impianti termici della ex Provincia di Milano, che, di fatto, hanno affossato la società.
Tanto a Rozzano non è mai servita: c'era il binomio AMA/API!

Nell'ultimo bilancio normale approvato a giugno 2015 relativo al 2014, con un valore della produzione di 1 milione e 106mila euro con 10 dipendenti, si citava: "E' proseguita la principale attività di supporto al controllo dell'efficienza e della sicurezza degli impianti termici prestata alla Provincia di Milano ed alla Provincia di Monza e Brianza. Per la Provincia di Milano la società ha redatto le diagnosi energetiche sul patrimonio immobiliare dell'ente, costituito da circa 160 edifici.
Comuni aderenti 2015
La Campagna di diagnosi energetica gratuita nei condomini con impianto centralizzato, già attiva per il territorio dei Comuni della Provincia di Milano, è stata estesa anche ai Comuni Soci della Provincia di Monza e Brianza allo scopo di promuovere, sensibilizzare e incentivare l'efficienza energetica e il risparmio energetico nel settore residenziale. L'attività di educazione ambientale, rivolta alle scuole primarie ed alle scuole secondarie di primo grado, ha continuato a registrare ottimi risultati".
Insomma, una società sana, che però già vedeva nuvole all'orizzonte: "se da un lato il Decreto del Sindaco metropolitano di Milano del 31/03/2015 R.G. n. 104 rinvia al Consiglio metropolitano ogni valutazione in merito alla cessione della partecipazione oppure in alternativa deliberarne la liquidazione sulla base di un piano di fattibilità, dall'altro lato la quasi totalità degli altri Soci (Provincia di Monza e Brianza inclusa) ne ha deliberato il mantenimento della partecipazione della Società."
Pisapia
La Città Metropolitana farà riferimento per la sua scelta alla (solita) situazione finanziaria, all’esubero di personale dell’Ente metropolitano (devono chiudere le province, o no...) e all’evolversi della normativa sulle Società partecipate. Secondo Pisapia, dunque, "la concomitanza di queste situazioni impediscono alla Città metropolitana di continuare, in particolare per l’anno in corso, ad affidare l’incarico ad Infoenergia in merito al supporto alla campagna di controllo sugli impianti termici di competenza provinciale". E gli altri comuni?
La maggior parte di loro, nell'assemblea dello scorso settembre 2015, ha espresso insoddisfazione per la scelta. Il sindaco di una città virtuosa (energicamente) come Carugate ha anche detto che "per quanto riguarda i servizi tecnici offerti dalla società, siamo soddisfatti dell’assistenza ricevuta in questi anni sui bandi che ha portato concreti risultati a livello economico", e Limbiate, pensando di partecipare al "solito carrozzone pubblico", ha invece trovato "la società ha un know how importante che rappresenta, al di là dei lavoratori, un patrimonio da difendere". In realtà tutti i piccoli comuni hanno sostenuto l'importanza dei servizi e delle opportunità che han trovato negli sportelli Infoenergia per ottenere importanti risultati di efficienza e risparmio.
Apuzzo
Il Comune di Rozzano, invece, negli anni, più che dare un ufficio alla Rete all'interno della centrale di piazza Alboreto, nulla ha fatto ne l'ha sostenuta, visto che si erano impiegate tutte le risorse economiche per impegnare consulenti strapagati esterni (che sempre lì avevano l'ufficio) per realizzare la rete del teleriscaldamento: la bomba rozzanese per le tasche dei cittadini.
E' per questo che il Comune di Rozzano ha partecipato saltuariamente alle assemblee che, negli anni, si son tenute, prevalentemente, per l'approvazione del bilancio. Prima con Ciro Piscelli, poi, ma solo nel 2015, con Stefano Apuzzo, del quale è verbalizzato un intervento dopo la presa d'atto della Città Metropolitana di procedere alla liquidazione: "[...] La società è nata come iniziativa pubblica, non ha senso ora cercare di trasformarla in un'azienda e parlare di piano industriale(da che pulpito, ndr). L'uscita della Città metropolitana e le carenze di bilancio porteranno all'uscita del suo Comune dalla società".
La messa in liquidazione, invece, porterà oneri per il Comune di Rozzano che saranno proporzionali alla partecipazione ed al passivo di bilancio che il liquidatore andrà a verificare.
Ne parleranno in apposita commissione risorse i nostri consiglieri il prossimo lunedì.
Altri oneri in arrivo.
RF

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