domenica 1 novembre 2015

AZIENDE. Dirigenti AMA nominati nel Cda di ARCO. Il Procuratore non vuole sbavature!

Sempre peggio. Si continua nel gioco a rimpiattino, al contrario di ciò che è stato dichiarato anche nell'ultima riunione di capogruppo consiliari.
Con il bando pubblico (?!) per i nuovi componenti nel Cda di Arco del 7 ottobre, AMA ha scelto due rappresentanti i cui nomi la dicono tutta sulla volontà di questa amministrazione di cercare "collaborazione".
Fausto Proverbio e Marinella Todisco, due dirigenti Ama strettamente controllati dal Procuratore Speciale detto "o professo'", siederanno al tavolo della società privata Arco srl, la cui maggioranza è ora nelle mani di CIR.
Insomma, invece di ricercare nella società civile o nella politica, magari di opposizione per un maggior controllo pubblico e democratico, la sindaca, su imbeccata del napoletano (patriam, senza allusione), sceglie autarchicamente due persone sotto tutela.

Dopo le dimissioni del presidente Pietro Forello e dell'altro rappresentante rozzanese nel Cda (), il riassetto societario avrebbe dovuto portare ad una riduzione dei componenti rozzanesi a seguito della vendita delle quote (e del capannone, per il quale manca ancora il rogito e quindi i soldi ad Api) a CIR. Invece, a dispetto della proporzionalità, abbiamo ancora due rappresentanti Ama.
Per comprendere la scelta, si deve passare dal bilancio in sviluppo. I debiti di Ama sono consistenti, incagliati da anni o in aumento costante. Ama deve ad Arco circa 1,3 milioni di euro, che si sommano ai 4 del debito verso Miogas e agli oltre 5 che deve ad Api e che crescono nel tempo.
La rosea situazione finanziaria (!) fa capire tante cose: la prima, è che Api non ha molte chance di trovare soldi in Ama (caro Giudice, attenzione! Te lo dicono i poteri forti e intimidatori rozzanesi...), la seconda è che il tentativo di continuare a nascondere le cose usando la connivenza e l'omertà di personale soggetto a controllo e devozione non aiuta la città, anzi, ne affossa ogni prospettiva.
Rozzano affonda, ma gli Schettino del Pd locale se la cantano e se la suonano ancora...
RF

2 commenti:

  1. La refezione scolastica fa divorziare Pieve e Rozzano. E Arco, azienda partecipata con 110 dipendenti, è a rischio perché i soci non pagano le loro quote. La partecipata dei Comuni di Rozzano (31% attraverso la controllata Ama), Pieve Emanuele (10%) e Lacchiarella (10%), che vede in mano alla Cir il restante 49% delle azioni, ha subìto un forte scossone. Ama infatti sta cedendo il 21% delle azioni possedute a un soggetto privato, che potrebbe essere sempre la Cir ma non è un fatto scontato e bisognerà attendere il bando di gara e vedere chi parteciperà. Una decisione giustificata dalla volontà del Comune di Rozzano di mantenere le stesse quote degli altri due Comuni presenti in società: il 10%.

    In tutto questo il Comune di Pieve Emanuele ha annunciato di abbandonare la partecipata, chiedendo la "liquidazione" delle azioni, e si sta muovendo per realizzare un bando di gara per assegnare il servizio mensa localmente assieme al Comune di Locate. Una decisione che sta provocando seri problemi ad Arco, come spiega Pietro Forello, presidente del consiglio di amministrazione: "Questa azienda è all’avanguardia, lo scorso anno abbiamo investito 200mila euro per adeguamenti della sicurezza e messa a norma del sistema antincendio. Abbiamo chiuso il bilancio in attivo di 331mila euro e garantiamo il servizio sempre a tutti, anche ai Comuni che non pagano regolarmente. Infatti vantiamo crediti per circa due milioni di euro: 1,5 dal Comune di Rozzano (Ama) e circa 500mila dal Comune di Pieve Emanuele. Ora la scelta del Comune di Pieve di andare via ci pare anomala. Per noi non ci sono le condizioni legali per cui lascino Arco. Ci hanno anche chiesto una proroga perché non riusciranno a fare partire il servizio mensa per settembre con il nuovo gestore".

    articolo del giorno...masini lei come al solito scrive solo in parte le cose come stanno e poi si erige a paladino della giustizia e correttezza....ci faccia il piacere.....
    Lei sta rasentando il ridicolo con i suoi pseudo commenti nemmeno articoli......ci faccia il piacere ..risalga a bordo dalla biscaccina è vada alla deriva nel mare di bagianate che scrive

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dove è il ridicolo, di grazia!
      Nel 2012 G Sgambato sottoscrisse con CIR dei patti parasociali all'insaputa di tutti che già prefiguravano tutto ciò.
      Li metteremo in linea, così anche i testa dura come lei avranno qualcosa su cui discettare in modo un po' più intelligente.
      Cordialità

      Elimina

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.