giovedì 1 ottobre 2015

AZIENDE. Fallimento API: salutiamo gli immobili pubblici

Il Tribunale fallimentare di Milano ha chiamato alla sbarra la società pubblica API, al 100% del Comune di Rozzano, grazie all'intervento di un manipolo di dipendenti ormai alla fame per le mensilità di stipendi non pagati che hanno portato il debito nei loro confronti ad oltre 120mila euro, senza tener conto di quanto dovuto a tutti gli altri che non hanno fatto ricorso al Tribunale.
Grazie a questi, finalmente verrà risolta la loro vicenda, perchè il limite dei 30mila euro al quale si poteva far ricorso per la dichiarazione di non fallimento è stato ampiamente superato.
Il prossimo 28 ottobre API sarà costretta a sanare il pregresso dando la prevalenza, come è giusto che sia, ai lavoratori, e mettendo (finalmente) in secondo piano le istanze delle arpie che ci hanno trafficato in tutti questi anni, e che hanno provveduto per ingiunzioni a succhiarne ogni centesimo che entrava in cassa.
Le garanzie patrimoniali sono importanti, e su quelle faceva leva il sindaco e tutti i vicinori per risollevare le sorti della disastrata finanza cittadina. A parte il palazzo comunale, e poco più, nella pancia del lupo API stanno tutti gli immobili pubblici, che garantivano il debito ultramilionario contratto per il teleriscaldamento con le banche. Nel volgere di pochi mesi, immobili oggi destinati ad attività sociali, scolastiche e altro potrebbero passare nelle mani delle banche, le quali, ovviamente, per metterle a reddito chiederanno affitti a compensare anche ciò che gli derivava dagli interessi.

La SRL, come API, è una società di capitale a responsabilità limitata dove i soci (il Comune di Rozzano) rischiano solamente il capitale sociale. Ogni tipo di situazioni debitoria porta a rischio il capitale societario.
La srl è una delle società più sicure, se cosi si può dire, con la quale fare business. Ecco. Qui sta il vulnus italiano più che locale. Un rischio più limitato comporta la necessità di una patrimonializzazione importante per accedere al credito, e, se mal gestito (!) il patrimonio ...puff! se ne va con i debiti. Ultima istanza, l'emissione di fidejussioni da parte del Comune per decine di milioni a garanzia del debito (ma noi faremmo pagare tutti gli scriteriati amministratori in solido!).
Il "piano industriale" del Comune di Rozzano istruito dalla KPMG prevedeva una collocazione del patrimonio immobiliare in AMA per continuare a garantire vita comoda ai figuri gestori incapaci della Cosa Pubblica. Ma, non tenendo conto dei DIRITTI dei lavoratori, si fa una brutta fine, soprattutto se, chi professava di farlo (smentito quotidianamente dai fatti con affermazioni del tipo "usate i vostri risparmi" rivolto a operai che non percepivano stipendio da mesi) pensa di essere "di sinistra"!
Ebbene. Ora è finita.
Dallo scherzo e dalla mancanza di trasparenza con la omissione di comunicazione anche attraverso gli strumenti istituzionali delle commissioni consiliari, e dall'assenza di membri delle opposizioni a controllo degli sgangherati Cda delle partecipate, si passa alle aule di Tribunale. E non saranno le prime.
Un plauso ai lavoratori, che hanno adito alla Giustizia per avere il riconoscimento dei propri DIRITTI (non favori!), e a chi, con loro si è anche sbracciato per mesi al fine di indicargli la strada (che forse poteva anche essere intrapresa più celermente). Tra questi il Movimento 5 Stelle e Forza Italia, ed anche tutti quei cittadini ed attivisti civici che da anni segnalano la mala gestione. A parte lo "stile", anche da sinistra qualche vagito in tal senso si è levato. Certo, con meno convinzione, forse per una storia parallela nata nel passato e che attende di ritrovare anche nelle maggioranze di Governo qualche interlocutore.
Oggi però è arrivato un segnale forte. Al PD rozzanese, soprattutto, che, cogliendo questa "opportunità", dovrebbe capire che è ora di aprire gli armadi e di manifestare tutti gli scheletri, al fine di liberarsi, a partire dal suo interno, dal suo conflittuale direttivo e di tutte le "stranezze" che hanno caratterizzato la storia almeno recente.
Ricordiamoci che ci sono una certa dose di avvisi di garanzia, che attendono il rinvio a giudizio per alcuni degli artefici di questa Waterloo, sempre così comune tra i Comuni italiani.
Se fossi un consigliere regionale di Rozzano avrei altri sudori freddi sulla schiena, ma... attendiamo il nuovo strumento di comunicazione istituzionale Tutto Rozzano per conoscere la verità! :-)
RF

6 commenti:

  1. speriamo che la magistratura intervenga in maniera incisiva per smascherare questa banda di malfattori(i nostri amministratori) Renziani dell'ultimo minuto

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    1. Tu dici che è il fatto che siano renziani dell'ultimo minuto che li frega ?

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    2. Tu dici che è il fatto che siano renziani dell'ultimo minuto che li frega ?

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  2. La situazione è gravissima. Tutto il patrimonio comunale dei cittadini verrà messo all'asta e svenduto come cose vecchie. Era una decisione attesa da tempo e forse sarebbe dovuta arrivare prima. Ora il debito cadrà sulle teste dei rozzanesi anche di coloro che da anni combattono contro questa mala gestione

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  3. Ciao Marco, volevo ringraziarti per aver spiegato dettagliatamente la situazione, se permetti vorrei aggiungere altri dettagli della situazione. Se il tribunale dovesse dichiarare il fallimento, non soltanto API sarebbe coinvolta ma tutte le partecipate e anche il Comune di Rozzano, AMA in primis, AREA SUD, queste due partecipate e il Comune devono ad API parecchi milioni di euro, questo significa che se Api affonda anche AMA affonda e se affonda ci sarebbe un altro licenziamento collettivo di oltre 100 dipendenti. Tutto questo succederà perché il curatore fallimentare designato dal tribunale andrà richiedere i crediti a tutti, a quel punto non ci sarà più il gambato di turno per salvare la situazione. Rimane comunque un dramma sociale, 30 famiglie senza reddito da oltre 7 mesi e 20 famiglie ormai senza un lavoro e senza le spettanze derivate dal licenziamento, non capisco veramente come queste persone non si sono ancora incazzate…..mah… mi rimarrà questo dubbio in testa per tutta la vita. Sperando che tutti i cittadini vengano informati di questa situazione così capiranno che tutti i vari proclami dell’amministrazione per cercare di risolvere i problemi della disoccupazione sono solo ipocrisia (vedi accordo di assunzione presso Esselunga)

    Alè!

    salvis juribus

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  4. Finira tutto in niente ormai hanno comprato tutti non illudetevi

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