mercoledì 1 luglio 2015

GAS. Altri 14mila euro in avvocati per il gas

Rozzano non si rassegna e si oppone con ricorsi a tutte le sentenze contrarie alla "strategia" che viene dal passato, continuando a spendere migliaia di euro per tentare la sorte!
Altri 14mila euro in avvocati per ricorrere al Consiglio di Stato per cercare di portare la rete del gas nell'alveo di Ama, vietato dalla legge, visto che, tramite Miogas (che detiene altrettanto illegalmente), lo vende al consumatore finale.
Come riportato dalla relazione semestrale finanziaria del bilancio 2014 di 2i Rete Gas, e approfondito da RF in passato, la sentenza del Consiglio di Stato ha disposto l'annullamento dell'assegnazione a seguito di gara della concessione per la rete del gas rozzanese al raggruppamento temporaneo di imprese con DGN e Sicurgas (emanazioni più o meno dirette di Ama, prima, e Miogas poi) e la concessione al secondo in gara, 2i Rete Gas.

"Con Decisione del 15.07.2014, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso promosso da 2i Rete Gas S.p.A. per l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva alla Riunione Temporanea d’Impresa costituita da Sicurgas S.r.l., mandataria con partecipazione al 60% del costituendo raggruppamento con Egea S.p.A. e Distribuzione Gas Naturale S.r.l. della gara bandita dal Comune di Rozzano (MI) (circa 18.000 utenti finali), in quanto non in possesso dei requisiti per poter partecipare alla gara. La decisione comporta la dichiarazione di inefficacia del contratto stipulato con l’aggiudicatario, sancendo il diritto di 2i Rete Gas S.p.A. all’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale, previa verifica del possesso dei requisiti".
Adesso, dopo la delibera di giunta n. 53 di maggio, con determinazione del dirigente del 26 giugno, il Comune di Rozzano spenderà altri 14 mila euro per il ricorso al Consiglio di Stato.
Non ci si capacita del fatto che non è possibile pensare di non ottemperare alle leggi.
Sul gas ci siamo espressi più volte: l'Autorità è stata netta in materia, e non possono essere detenuti dalla stessa figura l'approvvigionamento, il dispacciamento e la vendita. Ma Rozzano non ci sentiva, e, sembra, non ci sente.
Tramite gli artifizi societari, tra Pinerolo a Rozzano si è costituito un polo che controlla più o meno direttamente tutta la filiera, passando per 2B, Egea, DGN, Sicurgas, Eurogas e Miogas. Tutte società che Carrara e i pinerolesi controllavano.
Dopo la DGN, GasPiù distribuzione, si è ora passati a 2i Rete Gas, una società al 75% di Fondo Italiano per le Infrastrutture SGR. Un fondo di investimento infrastrutturale detenuto per la gran parte dalla Cassa Depositi e Prestiti e con presidente Bernardo Bini Smaghi, fiorentino, fratello del più noto Lorenzo. Si tratta di una persona con cui andremmo d'accordo (!), avendo dichiarato e denunciato le “forti criticità da parte della PA nel gestire adeguatamente – specialmente nella fase iniziale della progettazione – aspetti e problematiche di natura tecnica, finanziaria, contrattuale e di ripartizione dei rischi”, dovute a una “carenza delle capacità professionali richieste per la programmazione, l’affidamento e la gestione; ad un inadeguato livello di preparazione sugli studi di fattibilità di progettazione e di strutturazione del contratto di PPP offerto al mercato; e soprattutto all’uso sproporzionato dei ricorsi amministrativi”.
Forse conosce la storia del teleriscaldamento di Rozzano!
RF

2 commenti:

  1. Sono uno di quei poveri utenti costretti a regalare ad Ama, e al Comune di Rozzano, tanti soldi per il Teleriscaldamento.Ma perchè non ci mettiamo tutti d'accordo e facciamo ricorso in tribunale chiedendo indietro i soldi e i danni ?

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