domenica 10 maggio 2015

INQUINAMENTO. A Quinto si riciclano i moduli Arpa del 2005!

Sono ormai settimane che i cittadini di Quinto lamentano odori molesti e, spesso, acri e pungenti provenienti dalla zona industriale di via Volturno o dal depuratore San Rocco.
L'origine sebbene apparentemente nota, è detta incerta, e lo stato d'animo dei residenti è reso ancor più depresso dall'atteggiamento dell'amministrazione che, come sempre, invece di aprire le porte, i libri e gli armadi punta ad imboscare, coprire e rimandare.
"Dopo l'ennesima emissione maleodorante avevamo richiesto un incontro pubblico per affrontare con il Comune il tema, e capire come intendesse procedere per verificare la fonte delle emissioni e, a maggior ragione, la salubrità delle stesse" ci dice una signora che abita in via Europa.
Abbiamo seguito la questione sul gruppo FB di Quinto, dedicato ai ricordi del passato (sigh!), e successivamente nel gruppo messaggi che si è formato per il monitoraggio in tempo reale.
"Ad una prima disponibilità di un consigliere di maggioranza, Vincenzo Costa, che sembrava si volesse prodigare per la questione, abbiamo scoperto che, invece, si era inserito in una discussione aperta per cercare di capire il problema allo scopo di sottrarla al pubblico!".
Vincenzo Costa, un consigliere Pd che ricalca lo schema collaudato del "volontario civico avventizio per il quale non si rischia" (la moglie lavora in... Ama, farmacia, guarda il caso), ha fatto di tutto per incaricarsi dell'indizione dell'incontro salvo poi farlo alla chetichella con Arpa, assessorato competente e "cittadini della zona". Apriti cielo!

Per centinaia di messaggi su FB ha fatto di tutto per non dire chi avesse partecipato alla riunione, far sapere se ci fosse un verbale, condividerlo o quant'altro. Nulla. Tutto ben celato dietro ad una fotocopia stropicciata del modulo prodotto da Arpa nel 2005, tramite il quale viene anche il sospetto che l'abbia veramente consegnato Arpa.
I cittadini di Quinto in via Volturno
Becera (anche in quell'occasione) la risposta del sindaco: "Come sempre, quando i cittadini segnalano problematiche, l'Amministrazione cerca di aprire un canale di dialogo [...]. In questo caso è stato individuato un percorso per arrivare a chiarire in modo puntuale e preciso da dove derivino i cattivi odori. Tuttavia c'è bisogno della collaborazione dei cittadini. Per questo abbiamo deciso di mettere online il modulo che ci è stato fornito da Arpa". Si, quello fornito dieci anni prima e che non portò a nulla!
Le emissioni sono caratteristiche dei processi produttivi, e solo la puntuale valutazione degli stessi, la verifica del rispetto delle norme e la richiesta di abbattimento ulteriore possono portare a soluzione.
L'aver impedito l'incontro con Arpa (o, forse, non averlo nemmeno fatto, visto che non si sa chi si è presentato all'incontro segreto), ha fatto saltare la mosca al naso a tutti.
Ma purtroppo la chiosa della vicenda è riassunta nelle sconfortanti parole di Anna: "Gli odori chimici che percepiamo da anni provengono senza ombra di dubbio da Via Volturno, dove sono stanziate poche fabbriche!" dice con forza e certezza Anna. "Alcune volte, questi odori ristagnano li', a volte solo in un piccolo tratto della Via Volturno e non sono avvertibili in altre vie, altre invece si propagano e sono percepibili in varie zone del quartiere. Provocano bruciore alla gola e mal di testa!". Ecco ben spiegato perchè la preoccupazione è notevole.
"Queste mie dichiarazioni e segnalazioni, ma come quelle di molti altri cittadini sono ben note da anni all'Amministrazione Comunale, ai Vigili, ai Carabinieri, ad Arpa ed anche alla Protezione Civile. Per questo non riesco proprio a capire il senso della ulteriore richiesta di compilazione del modulo, mi sembra solo una perdita di tempo. Cosa dovremmo segnalare di diverso? Gli odori sono gli stessi, la zona da cui provengono pure! Quanto dovrebbe durare questo ulteriore monitoraggio da parte di noi cittadini e dopo questa compilazione cosa cambierà considerato che riporteremo esattamente le segnalazioni già fatte da anni?". E dopo di ciò, l'amministrazione, che con l'assessore Apuzzo aveva replicato sostanzialmente dicendo che "la competenza delle verifiche sull'aria e sulle molestie olfattive non è del Comune, ma noi ci stiamo adoperando comunque", non ha più fatto sapere nulla.
La Dottoressa Guzzo, responsabile del settore ambiente del Comune, ha chiarito che le tre aziende principali della zona, Gaser, Becromal ed Eutical hanno una autorizzazione integrata ambientale da parte della Provincia, ora Città Metropolitana. Sono soggette a controlli periodici, ma su preavviso.
Non è questa la modalità con cui affrontare l'urgenza.
Le produzioni riguardano la chimica e la chimica organica. Rilasciano residui in aria e in acqua (clamorose le foto delle acque blu zaffiro del Comitato Occhi Aperti), e, in questi casi, il rilascio di composti aromatici ed alifatici cancerogeni non è insolito.
Ma per Costa la vicenda è risolta. 
Sollecitato sui nomi che hanno partecipato alla famigerata riunione (con la quale hanno tagliato fuori tutti quelli interessati), conclude così: "Che importanza hanno i nomi, le persone che hanno partecipato all'incontro sono comuni cittadini di Quinto, gente normale, che ha a cuore la risoluzione del problema. [...] L'amministrazione comunale di Rozzano insieme ad una rappresentanza dei cittadini ha affrontato il problema dei cattivi odori insieme ai tecnici di Arpa per trovare una pronta e veloce soluzione alla risoluzione del problema".
Certo, la trasparenza (da programma) è un accessorio. 
Ma, comunque, stiamo ancora aspettando un segno di vita.
RF

3 commenti:

  1. Il Comitato OCCHI APERTI ha inviato un Esposto all'Amministrazione comunale di Rozzano, ad ARPA, ASL, AMIACQUE, REGIONE LOMBARDIA, CITTA' METROPOLITANA etc. il 20 aprile scorso e fino ad oggi non ha risposto nessuno. La situazione è nota da decenni e però sembra non voglia essere risolta. Non sappiamo se gli odori sono pericolosi. A volte abbiamo segnalato le acque turchesi che uscivano dalla Becromal e, dopo la segnalazione le acque diventavano normali. La Polizia Provinciale ci informava che non era stato riscontrato nessun problema. Sono ciechi? non si vedono i residui? evidentemente c'è una situazione grave che non vogliono risolvere, ma noi pensiamo di non fermarci e, scaduti i canonici 30 giorni segnaleremo la questione alla magistratura.

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    1. Brava/o "apinsine" non mollare bisogna insistere come fate voi di "Occhi aperti". Certo che gli attuali amministratori di Rozzano sono peggio di una cosca, uno protegge l'altro tra omissioni, omertà, muto soccorso. Che VERGOGNA. Ma come si fa a votarli ? Eppure li votano.

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  2. Noi teniamo gli occhi aperti su tutto e però questa amministrazione li tiene troppo chiusi! Il problema è noto da sempre e prendono in giro dicendo che si deve compilare il formulario. L'amministrazione, se avesse voluto, con la modica spesa di 9.000 euro avrebbe dato incarico ad una società che in un mese avrebbe fatto una relazione dettagliata su tutto. Con tutti i soldi che hanno sperperato, 9.000 euro potevano venire fuori. Noi andremo avanti

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