lunedì 11 maggio 2015

CASA. Un accordo inutile per il nulla. L'amministrazione gioca con le carte

Il 13 aprile, l'amministrazione ha sottoscritto un inutile accordo con una parte delle rappresentanze sociali del settore casa.
Così come impostato, la carta dell'accordo rozzanese che riporta la firma, per gli inquilini, del solito Sunia, del Sicet e per i proprietari dell'UPPI e del Confappi, non serve a niente, perché niente ha da dare, se non dei riferimenti di prezzo per delle categorie che non appartengono al mercato rozzanese.
Impostato sulla falsariga degli accordi territoriali che le organizzazioni degli inquilini e dei proprietari stanno sottoscrivendo dall'inizio degli anni 2000 nel  tentativo di contenere i canoni per l'affitto degli immobili ad uso abitativo, si rivolge al mercato privato, e spaccia la firma delle sigle dei proprietari come garanzia di risultato.
Le forze politiche di opposizione e gli amministratori locali si sono espressi in merito.
"Si tratta di una presa in giro" commenta Gianni Ferretti. "Se non vengono messi a disposizione dei fondi per incentivare i privati ad adottare i contratti a canone concordato oppure non si costituisce un fondo di garanzia, la carta firmata è del tutto inutile".
La sottoscrizione di questi accordi nasce per agevolare i cittadini che intendono stipulare contratti di locazione a canone agevolato, previsti dalla Legge 431/1998, che trova attuazione tramite un Accordo Territoriale stipulato tra le Organizzazioni Sindacali della Proprietà e le Organizzazioni Sindacali degli Inquilini per il territorio. Moltissimi comuni in Italia hanno realizzato tali convenzioni, e la maggior parte, oltre alle quattro "carabattole" inserite nell'accordo rozzanese, più di facciata che di reale efficacia, si son spinti ben oltre, definendo tipologie contrattuali per gli studenti (ma non abbiamo una università che sta nascendo in Humanitas?), programmi per il contenimento della morosità e la garanzia del pagamento (non solo fondi di sostegno per i morosi), progetti per il dilazionamento esecuzioni e concessione proroghe sfratti e, tramite l'ufficio casa preposto, un sostegno nella ricerca autonoma do soluzioni abitative nel libero mercato.
Dall’analisi dei contratti stipulati dal network Solo Affitti, si è passati da una quota di sottoscrizione dei contratti tipo del 24,7% nel 2013 al 37% della fine dello scorso anno. Con veri e propri boom nelle città in cui gli accordi territoriali tra associazioni dei proprietari e sindacati degli inquilini (in base ai quali viene determinato l’importo del canone concordato) sono stati rinnovati recentemente o comunque dove non è troppo ampio il divario rispetto al mercato libero. Ma non solo.
Anche se la riduzione (in questi casi) della cedolare secca dal 21% al 10%, le tasse locali (IMU e TASI) influiscono parecchio sulla decisione di adire in quella direzione.
La sindaca ride
Anche da sinistra, infatti, piovono critiche. Sel, commenta: "la mancanza di una fondo di garanzia a favore dei meno abbienti ci pare la significativa debolezza dell'accordo. A Cologno Monzese, Cinisello e altri comuni, l'impegno delle amministrazioni in tale direzione è stato molto importante. Il comune di Rozzano non ha nemmeno aderito all'iniziativa regionale volta all'istituzione di un fondo di cofinanziamento delle misure già disponibili". E continua: "sarebbe stato opportuno prevedere nell'accordo un contributo economico anche a favore dei nuclei familiari sfrattati".
Nel frattempo, la Regione Lombardia ha fatto notevoli sforzi nella direzione della lotta e della prevenzione del disagio.
Le misure più significative, che il Comune non ha sempre raccolto, sono state quelle di “Sostegno al Grave Disagio e alla Morosità Incolpevole”, al fine di attuare più efficaci azioni di contrasto preventivo dei fenomeni della morosità e dello sfratto, e la costituzione di un fondo, presso Finlombarda S.p.a. (ai sensi dell’art. 6, L.R. 23 dicembre 2008, n. 33) per il “Sostegno ai cittadini per il mantenimento dell’abitazione”, finalizzato a co-finanziare iniziative sperimentali ed offrire
condomini privati
garanzie per prevenire e contrastare le procedure di rilascio dell’alloggio per morosità nei confronti dei nuclei familiari che si trovano in difficoltà temporanea quale conseguenza della grave crisi economica in atto o di cause impreviste, che non è stato assolutamente considerato.
Ma non solo. La Regione aveva chiesto di concentrare ogni sforzo, nei Comuni caratterizzati da elevata tensione abitativa, per mettere a disposizione fondi per il cofinanziamento di iniziative sperimentali che gli stessi avrebbero attivato, anche in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, in chiave di integrazione delle misure di welfare e per offrire garanzie alle famiglie in affitto che si trovino in difficoltà nel pagamento del canone di locazione, soprattutto a causa della crescente precarietà del lavoro. Non pervenuto!
Alla fine, grazie ai nuovi accordi (sigh!) l'affitto di un bilocale da 55/60 mq a Rozzano dovrebbe esser messo proposto a 350 euro al mese. Un valore che nei dati e per qualunque tipo di ricerca mostra l'impossibile avvicinamento tra domanda ed offerta, e quindi la totale inutilità dell'accordo stesso.
"A Rozzano, un bilocale di 60mq non può esser affittato per meno di 500 o 600 euro al mese" ci dice Adriana Andò, ex amministratrice condominiale ed oggi animatrice del Comitato Occhi Aperti. "Le spese che investono la proprietà immobiliare, soprattutto a Rozzano dove siamo vessati dalle tasse tra le più alte in Italia, non permettono di aderire alla convenzione che l'amministrazione ha sottoscritto".
E continua: "Il patrimonio immobiliare che risale agli anni 70 e 80 richiede notevoli interventi di manutenzione straordinaria, che, con questo approccio, resterebbe comunque a carico dei proprietari, e i nuovi edifici non saranno mai affittai a prezzi così bassi".
Infine, come al solito una nota di metodo. 
Invece di rivolgersi solo alle sigle sindacali, la sindaca avrebbe potuto interpellare gli amministratori locali (non solo, e forse nemmeno, il suo assessore), che hanno il polso della situazione, e che gli avrebbero permesso di realizzare una convenzione centrata sullo stato dell'arte.
In questo senso, saremo lieti d'esser smentiti da Barbara Agogliati, notevole proprietaria immobiliare, con la famiglia, a Rozzano. "Attendiamo, a maggior sostegno delle tesi della sindaca, una dichiarazione del suo amministratore, l'assessore Marco Ercoli (!), relativa alla messa a disposizione di appartamenti alle cifre dell'accordo che ha sottoscritto!" incalza Gianni Ferretti.
In altri comuni d'Italia, per dare maggior peso politico alla questione, oltre che recepire il frutto del dibattito cittadino, questi accordi sono stati sempre preventivamente discussi nei consigli comunali. Ma, si sa, a Rozzano il consiglio comunale è un disturbo, a cui - ogni due o tre mesi - la Giunta deve sottoporsi.
Come direbbe l'amico Guido De Vecchi, è questione di stile!
Indicatori di risultato, risultati attesi e indici di monitoraggio sarebbero poi a serviti a valutare l'efficacia dell'accordo, così come, alla fonte, una misura (dichiarata e manifesta come base di partenza della verifica delle misure sottoscritte) delle variabili coinvolte.
Ma abbiamo veramente una laureata in ingegneria a capo dell'amministrazione?
Sembra più un aurispice che interroga le viscere dei propri cittadini (solo quelli che l'han votata) alla ricerca delle soluzioni...
RF

1 commento:

  1. Francamente mi sembra un po' confuso come articolo. Da una parte si parla dell'errata valorizzazione del canone di affitto convenzionato (obiettivamente eccessivamente basso), dall'altra delle procedure a sostegno della morosità (tra cui il blocco degli sfratti).
    Il problema è che secondo me si abbina la locazione a canone concordato con la fascia di inquilini "disperati" e incapaci di pagare un canone di affitto, qualunque esso sia. Purtroppo a questa fascia di inquilini nessun privato dotato di un minimo di lungimiranza concederà mai in affitto un appartamento (qualunque sia il canone) data la certezza di trovarsi nel tempo ad avere canoni insoluti e appartamento occupato (e in italia la tutela verso l'inquilino in difficoltà è ben maggiore della tutela del proprietario immobiliare).
    Il canone concordato dovrebbe a mio parere essere rivolta a chi il canone lo può pagare (giovani coppie con lavori anche precari, genitori separati con buone buste paga, pensionati con pensioni decorose) ma che, ai canoni di mercato (che sono figli, ricordiamolo, non della speculazione dei proprietari di casa, ma dei prezzi delle abitazioni, delle spese generate dalle manutenzioni, delle imposte sulla casa e della tassazione sul reddito, oltre che dei rischi locativi che devono essere necessariamente monetizzati) rischia di non riuscire ad accedere senza trovarsi nel breve periodo in difficoltà con il pagamento.
    Ovviamente se il canone concordato è eccessivamente basso, per una facile legge di mercato, non si incontreranno domanda e offerta, con il risultato che nessuno godrà dei vantaggi che questo sistema può produrre.
    La mia critica tuttavia non va tanto all'amministrazione, che in questi accordi credo abbia armi spuntate da giocarsi, ma alle associazioni di inquilini e proprietari di casa. In particolar modo mi domando che rappresentanza possano mai avere UPPI e CONFAPPI tra i proprietari di casa rozzanesi (e non mi riferisco tanto a chi magari è proprietario di un singolo appartamento, ma ai medi e grandi proprietari immobiliari che muovono il mercato rozzanese). La procedura attraverso la quale solamente queste confederazioni siedano al tavolo delle trattative mi pare tra l'altro una procedura un po' troppo anni 70....

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