martedì 19 maggio 2015

AZIENDE. Agogliati vuole i lavoratori in povertà

Dopo l'incontro con i lavoratori e i sindacati di ieri pomeriggio, abbiamo appreso, con dispiacere, che l'amministrazione di Rozzano non ritiene il lavoro nemmeno degno del livello considerato minimo per la povertà!
La proposta per mantenere in essere i lavoratori di Api, la partecipata che ha consentito a molti amministratori passati e presenti di arricchirsi, è stata di accontentarsi di ben 600 euro, 180 euro in meno del livello considerato della povertà pari a 780 euro!
"La scandalosa proposta è stata fatta alle maestranze tutte - commenta Francesco Barbera, consigliere comunale - indifferentemente dal tipo di lavoro, contratto e mansione, e senza garanzie".
Dopo ben sette incontri, come apprendiamo dal comunicato stampa della sindaca, le idee e le proposte non solo scarseggiano, ma diventano addirittura ridicole ed offensive.
Anche Franco Spiccia, segretario di Sel, ritiene che sia stata "buttata irregolarmente la palla nel campo dei lavoratori... La questione è quella della solidarietà tra lavoratori che può essere messa in pratica in una fase come questa, ma queste proposte rischiano di creare divisione e scatenare lotte tra lavoratori che si sentono garantiti e quelli che pensano d'essere nella lista di proscrizione"

"Trovare pieghe del bilancio denari sufficienti per superare almeno la soglia di sopravvivenza dovrebbe essere un dovere - continua Spiccia. Facciamo lavorare i sindacati, puntando a difendere la dignità delle persone con proposte che partono almeno da mille euro. Le posizioni appaiono molto lontane, ma nei tre mesi di trattative vanno considerate la ricollocazione, i pre pensionamenti, etc".

"Sia io, oggi, che Gianni Ferretti abbiamo proposto di preparare le ingiunzioni alla società per recuperare il dovuto" dice ancora Francesco Barbera. "In ritardo di tre mesi sullo stipendio e con incertezze per il recupero del TFR, questo consentirebbe di far diventare i lavoratori creditori privilegiati dell'azienda".
Una mossa che, se realizzata - come per l'interesse finalmente mostrato da parte dei lavoratori, ma che non sarebbe supportato dai sindacati - metterebbe al sicuro quanto questi signori han diritto di ricevere. La possibile rivalsa sul socio unico sarebbe probabilmente diretta. La conseguenza (auspicabile) sarebbe il fallimento dell'azienda, che non ha i capitali per far fronte a quanto dovuto.
"I servizi di Api sono essenziali per la città - incalza Gianni Ferretti. Al contrario di ciò che fanno senza troppo valore aggiunto in Ama, i lavoratori della partecipata patrimoniale potranno facilmente trovare un ricollocamento in virtù delle necessità del territorio".
Ed ancora: "appare strano che non ci sia stata la volontà di trovare solo 300mila euro in un bilancio le cui entrate ammontano a 42 milioni di euro, poco meno dell'1%! Probabilmente sono precise scelte politiche che conducono ad una terziarizzazione dei servizi per appalti di comodo".
Il M5S, invece, punta decisamente a razionalizzare l'utilizzo delle risorse su base ampia, considerando l'impegno di tutti i lavoratori sul territorio. "Con l'ordine del giorno respinto dal Pd, che individuava nell'eccesso di straordinari di Area Sud uno strumento di ricollocazione, abbiamo aperto un fronte che i dirigenti delle partecipate locali non avevano ancora affrontato" commenta Gianluca Palmeri, consigliere del M5S e autore dell'ordine del giorno. "E' ora che il tema venga affrontato con professionalità e trasparenza".
Insomma, mesi di trattative (con la sindaca sempre in prima linea, prima come assessore alle partecipate, poi come candidata del Pd e ora come assessore e sindaca), che non hanno portato a nulla. O meglio, ad una completa disorganizzazione dei servizi, un costante decadimento della loro qualità, il salvataggio degli amici e parenti dei "signorotti" locali e uno strampalato piano di ri-organizzazione che, se trovasse attuazione non farebbe che allungare l'agonia.
Continueremo a seguire con interesse la vicenda, che vede un nuovo incontro programmato per venerdì prossimo. A che pro non si capisce.
Un Pd di lotta (ai lavoratori) e di (s)governo del territorio.
RF

7 commenti:

  1. Non si capisce con quale logica vengono proposte 600 euro mensili a ciascun lavoratore senza esplicitare ruoli e competenze. I risparmi dei lavoratori ai quali si riferiva la Sindaca in un incontro con questi che chiedevano il pagamento degli stipendi, temo siano finiti già da tempo e offrire una paga misera potrebbe andar bene qualora si dimostrasse che tutto il passato di API è limpido e senza la minima ombra. Chi ha speso e come i quasi 50 milioni che mancano nelle casse di API?

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  2. Altro che soglia di poverta , qui ci stanno prendendo in giro per lennesima volta svegliamoci e facciamo le ingiunzioni tutti insieme cosi faranno il commissariamento del comune perche i soldi per pagare tutti non li hanno , e se commissariano il comune visto che i servizi servono forse ci salviamo , adesso si vogliono inventare laffitto del ramo dazienda a ama cosi passa il tempo e poi licenzieranno o venderanno i servizi del verde e cimiteri svegliamoci!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  3. Sono un edile di api sicuramente se chiediamo tutti insieme di fare le ingiunzioni alla societa qualcosa si muovera anche perche cosi commissariano il comune e il nostro sindaco va a casa visto che non e lei che decide

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  4. Ma in piazza del comune a manifestare ci sono quelli del verde e i dipendenti dei cimiteri? quelli del verde stanno continuando a lavorare??

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  5. Intanto scotti ha iniziato a lavorare... VERGOGNA! Bisogna commissariare questo comune ormai allo sbando!

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  6. Non solo ingiunzioni ad API e al Comune, ma anche ai Dirigenti, e CDA, oltre al Gianotti nominato da Bellini Direttore Generale a 148.000 euro per anno.
    I decreti ingiuntivi che ha promosso Gianotti andrebbero a finire nel Naviglio
    Pavese sull'alzaia, dove ,udite udite, ha i suoi possedimenti, ex ricovero mezzi di Api, i vantaggi per i lavoratori sono evidenti, diventerebbero seguito fallimenti i primi creditori privilegiati, ed il Comune deve intervenire a sanare anni di sprechi e mangerie.
    Farei anche un esposto alla Corte dei Conti con una relazione dettagliata, e alla Procura, in fondo questa Soc. è' stata amministrata come una azienda di famiglia, mentre il capitale ed il patrimonio e' pubblico, ovvero dei cittadini.
    Forse potrebbe essere percorribile una nomina consiliare di un commissario
    che faccia effettivamente il punto sulla situazione, non può' il Socio ovvero Comune, ovvero Consiglio Comunale lasciare le partecipate nelle Springfield dell' Agogliati che ha avuto sempre la delega. Togliamola di mezzo, con una proposta consiliare. Commissario. Altrimenti questo Gambato, il liquidatore, amico di famiglia, non concluderà mai nulla.

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  7. Noi dipendenti api non siamo mai stati uniti e che ognuno ha pensato per se .cosi facendo mi devo fare una autocritica qualcuno ci aveva avvisato che sarebbe andata cosi ma nessuno di noi ci credeva ora se possiamo farglila pagare mettiamo da parte lorgoglio e facciamolo uniamoci e facciamo lingiunzione al comune visto che api e al 100x100 comunale

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