martedì 14 aprile 2015

COMMERCIO. Elezioni ConfCommercio. Amministrazione assente. Montana: "non hanno gradito l'invito!"

Alcuni partecipanti all'ingresso della sede rozzanese
Ieri sera si è tenuta l'assemblea per l'elezione del nuovo direttivo della ConfCommercio locale, il cosiddetto mandamento Binasco-Rozzano, che ha visto la presidenza, al termine, del sig. Franco Tronconi per la componente territoriale di Rozzano, e, per Binasco, la reggenza del presidente cav. Pietro Montana.
Una folta partecipazione, che mostra l'interesse per le vicende della categoria la cui rappresentanza è sotto mattanza dalle nuove regole legate alle liberalizzazioni e fiscali.
Un incontro che ha visto brillare per assenza il sindaco Barbara Agogliati e l'assessore al commercio Dario La Guardia, che, sebbene invitati con ampio anticipo, "evidentemente non hanno gradito l'invito", fa sapere il cavalier Montana nell'avvio del suo discorso.
All'incontro ha partecipato anche Gianni Ferretti, consigliere comunale ed imprenditore, che ha trovato il tempo di salutare i vertici dell'associazione e scambiare alcune opinioni con i delegati.
Dopo una breve introduzione del segretario generale De Palma, e la solita difficoltà nel reperire volontari per il ruolo di scrutatori, è stata letta una breve nota del presidente dell'associazione Carlo Sangalli, alla presidenza di Confcommercio-Imprese per l'Italia dal 2006. Non avendo potuto partecipare, ha portato un paio di contributi alla discusisone: uno legato alla crisi, da affrontare tenacemente con tutti gli strumenti offerti dall'associazione, e l'altro invitando a dare una mano alla costruzione della città metropolitana.
E' intervenuto per un saluto anche il presidente uscente Tronconi, ricordando che la forza dell'organizzazione deriva dalla partecipazione di ogni socio, e che è compito dell'associazione far si che le informazioni di settore circolino per far conoscere le opportunità offerte e a disposizione. Chiude con un ricordo sentito di Angelo Stringaro, socio recentemente scomparso.
Un momento dell'intervento del cav. Montana
Le danze iniziano quando entra nello specifico ricordando alcuni problemi locali, che partono con l'auspicio del tenere aperto il difficile (già, ndr) dialogo con il comune. 
Sulle specificità ricorda la necessità di una maggior sicurezza sul territorio, più controlli per la legalità a seguito delle numerose (e spesso inopportune) aperture di esercizi gestiti da stranieri, e la mai sopita tematica del grande aumento dei costi che non trova pace con l'elevato onere degli studi di settore, concludendo con l'invito alla dirigenza di Milano ad attivarsi in merito.
"La finanza locale merita attenzione: c'è una grave incidenza della Tares (rifiuti) e della Cosap (occupazione suolo e superfici), che andrebbero ridefiniti in virtù del periodo di crisi" continua Tronconi. "La categoria commerciale deve continuare a confrontarsi con l'evoluzione del mercato, ma provo ancora orgoglio nell'appartenere ad una categoria che ha sempre saputo risolvere, purtroppo, il più delle volte da sola i propri problemi".
E' stata poi la volta di un intervento al vetriolo di Pietro Montana, presidente della delegazione territoriale di Binasco, a cui fa capo Rozzano.
"L'assemblea e' una manifestazione della volontà dei soci" incalza Montana. "Abbiamo messo grande impegno per cercare di tenere relazioni accettabili con il comune, ma - oltre a non essere presenti - non han mai manifestato interesse fattivo". 
Ricorda, a tal proposito la fallimentare esperienza del distretto del commercio, che l'associazione ritiene ancora aperto, per verifiche ed ulteriori contributi mai verificati o destinati. Per fortuna che D'Avolio diceva: "“I negozi di prossimità sono una risorsa preziosa per molti cittadini, soprattutto per le persone anziane che non hanno la possibilità di spostarsi per andar a fare la spesa" (comunicato stampa Comune di Rozzano 27/05/2011).
Gli appunti tecnici partono al riguardo della mancata programmazione territoriale per i pubblici esercizi, che hanno visto una eccessiva proliferazione, ed anche nel settore abbigliamento, con le grandi aperture si è ucciso il commercio di prossimità.
"Occorre un piano e una programmazione per la grande distribuzione, che tenga conto della sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità" ricorda Montana, traguardando le prossime aperture in via Manzoni e l'incremento del Fiordaliso.
L'associazione ha protestato anche per le grandissime superfici per la ristorazione da oltre 500mq che hanno trovato spazio senza problemi in ogni dove a Rozzano.
"E doc'è la commissione indicata dalla regione all'art. 19 della L.e/2010? Non è stata nemmeno attivata. Sebbene consultiva sarebbe costituita da tutte le parti in causa (rappresentanti delle associazioni dei consumatori e degli utenti, rappresentanti delle imprese commerciali e dai rappresentanti del comune interessato), dovrebbe occuparsi della programmazione dell'attività della definizione dei criteri generali per il commercio su aree pubbliche, della istituzione, soppressione e spostamento o ristrutturazione dei mercati e delle fiere, della definizione dei criteri per l'assegnazione dei posteggi e dei canoni per l'occupazione del suolo pubblico, dei regolamenti e degli atti comunali aventi ad oggetto l'attività di commercio su aree pubbliche". Si vede che vi sono altri interessi.
L'auspicio finale è che Agogliati e La Guarfia sappiano cogliere gli spunti.
La parte positiva della storia riguarda pochi punti che riguardano le eco stazioni per le sedi dei mercati su area pubblica. 
A tal proposito ricorda che "ci siamo pronunciato per una maggiore specializzazione delle "fiere" mercato domenicali, che non siano un doppione dei mercati settimanali. Un sondaggio ha sancito che è auspicabile una riduzione delle fiere domenicali perché hanno comportato la riduzione del fatturato dei mercatali settimanali".
Una citazione per le recenti iniziative di Francesco Belluscio, Libas, ha trovato il giusto spazio, perché hanno consentito un rilancio delle attività territoriali.
Montana ha anche chiesto di definire una apertura straordinaria per i parrucchieri il 25 aprile, con una deroga all'ordinanza ("ordinanza Carucci" di D'Avolio) della passata amministrazione, "che vogliamo venga abrogata, per eliminare la frattura di questi esercizi a Rozzano: al Fiordaliso son sempre aperti, a Rozzano no!". 
Auspicando una rappresentatività sindacale da fissare su un nuovo modello basato sugli effettivi bisogno delle imprese, il cav. Montana ha auspicato ai nuovi consiglieri di partecipare scevri da interessi personali o collocazione politica di parte. "Solo l'autonomia permette di rendere un servizio nell'interesse generali e non particolare!".
Alcuni interventi prima del voto hanno animato la serata, ricordando come la categoria non abbia ancora una voce autorevole a livello nazionale, anche rispetto ad altre, tale da poter influenzare le scelte di un Paese sempre più ala deriva.
Molto citato il leader leghista Salvini, per l'impegno sull'abolizione degli studi di settore e la lotta alle attività degli immigrati illegali, ma anche sulla recente proposta di una flat tax.
La difesa d'ufficio di Carlo Alberto Panigo, consigliere nazionale di ConfCommercio, presente per l'associazione nazionale, che termina ricordando come Binasco e Rozzano sono il terminale operativo dell'associazione in tutte le sue forme. "I problemi italiani sono oggi generalizzati, e non solo per il commercio".
Insomma, molti spunti da un settore che associa oltre 700.000 imprese del commercio, del turismo e dei servizi e dove operano oltre 2.800.000 addetti complessivamente, dei quali 1.843.395 lavoratori dipendenti.
E l'amministrazione? Latita.
RF

1 commento:

  1. Le tematiche affrontate rispecchiano la realtà' territoriale di Rozzano.
    Purtroppo da anni l' amministrazione locale ha sottovalutato l'importanza di una proficua collaborazione con L'Associazione, presente da sempre sul territorio. Evidentemente Agogliati, La Guardia, con la loro indifferenza, brillando per la loro assenza, non hanno assolutamente chiara la situazione del commercio Rozzanese ma sopratutto emerge la mancanza di una volontà' politica che dura da anni per arginare il fenomeno che vede proliferare la chiusura di esercizi di vicinato storici a vantaggio della solita grande distribuzione. Alcune riduzioni o moratorie sulle imposte potrebbero essere utili per coloro che intendono investire sul nostro territorio. In regime di tassazione siamo uno dei comuni che applicano tariffe di gran lunga più' alte del territorio Lombardo.
    Dunque! Quali potrebbero essere le ragioni per chi volesse investire sul nostro territorio? Quali tipologie di interventi potrebbero essere attuati? Parrebbe interessare solo ed unicamente i mercatini gestiti come tutti sanno questa le ragioni sono assai note e denunciate da alcuni consiglieri comunali tempo per tempo.Programmazione criteri generali, fanno il paio con la volontà' politica e soprattutto la capacità' amministrativa che parrebbe orientata solo ed esclusivamente su tematiche che garantiscano consensi elettorali.
    Queste ed altre tematiche erano già state portate all'attenzione della Giunta per il tramite del consiglio comunale, idem compreso l'apertura domenicale degli esercizi di parrucchiere, bocciate le proposte all'unisono, con motivazioni strumentali. Mentre al fiordaliso tutto e' permesso. Come fu respinta la proposta di un Consigliere la costituzione della commissione di cui l'art. 19 -Le/2010.
    Per non parlare della strumentale quanto criticabile esperienza del distretto COMMERCIO , soldi distribuiti a chi? È gestiti da chi? Ma eravamo in periodo elettorale, quindi!
    Da non sottovalutare inoltre gli opifici del Comune, Cascina Grande, ed ex cinema Aurora dati in comodato d'uso, ovvero gratis, seguito rinnovo alla solita cooperativa. Trattasi di esercizi i commerciali che poco o nulla hanno a che vedere con il sociale. Per non parlare dell'ex sede dei vigili di Valleambrosia.
    Bar?,Ristorante? Altro? Vai a sapere! Gestito da chi?
    Agogliati, La Guardia, non hanno partecipato alla riunione, eppure potevano avere l'opportunità' di far sapere alla cittadinanza quale tipologia di programmazione i criteri da porre in atto per lo specifico settore.
    Almeno speriamo che qualcuno dei politici locali, di opposizione e non sappiano
    porre domande concrete nelle sedi e nelle forme Istituzionali previste.
    Che delusione! Tranquilli li vedremo tirati a lucido tutti per il 25 aprile.

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