martedì 21 aprile 2015

COMMERCIO. Auchan: 1.100 licenziamenti in vista in Italia

La protesta dei lavoratori Auchan a Montecitorio
Auchan il grande distributore francese con sede a Rozzano, come si sa, è in crisi da diverso tempo e taglierà stipendi e lavoratori.
La notizia circolava già da qualche mese, ma adesso pare che si sia arrivati ad un punto di svolta: 1.100 licenziamenti (800 al Sud e 300 al Nord), dice il Corriere della Sera.
La notizia non è stata confermata, ma pare che la volontà del gruppo sia chiara: ridurre tutti i costi, a partire dagli stipendi dei dipendenti che, con la disdetta unilaterale del contratto integrativo firmato nell’ottobre 2007, si sono visti decurtare già una fetta di stipendio, la copertura della malattia e degli infortuni sul lavoro, oltre all’eliminazione della carta di sconto del 5% sull’acquisto dei prodotti. In Italia, Auchan detiene 50 ipermercati e 290 supermercati.
Il retailer francese, 330mila lavoratori, 53miliardi di euro di fatturato e 1750 ipermercati e supermercati nel mondo ha chiuso il 2014 con un deciso calo dell’utile netto. I profitti dell’insegna francese della Gd, nel 2014, ammontano ad un consolidato di 574 milioni di euro, in calo del 25,2% rispetto al 2013. In crescita il fatturato a cambi costanti (+1,5%), che raggiunge i 63 miliardi. L’utile dalle attività operative in esercizio (continuing operation) cala del 5,8% a 787 milioni di euro. L’Ebitda ha toccato quota 2.591 milioni, in rialzo del 2% a cambi costanti.
E' a causa di questa situazione che è andata in scena il 15 aprile a Montecitorio, la protesta di 300 lavoratori Auchan, contro i piani di ristrutturazione aziendale. Secondo il sindacato Flaica-Cub, la catena distributiva francese sarebbe pronta al licenziamento dei 1.100 lavoratori, oltre alla disdetta di tutti i contratti integrativi. 
La manifestazione pare abbia trovato per una volta il consenso bipartisan di quasi tutte le forze politiche, che hanno espresso solidarietà ai lavoratori promettendo che a breve i dirigenti della multinazionale francese saranno ascoltati dalle commissioni Lavoro di Camera e Senato per un chiarimento e per cercare di porre un freno al serio pericolo dei licenziamenti o in alternativa della drastica riduzione dei diritti. 
aucahnPer evitare i tagli, Auchan avrebbe chiesto la rinuncia alla 14ma mensilità, il sottoinquadramento di tutti gli addetti vendita e la fine della riduzione orario. Da diverso tempo, alcuni punti vendite della catena vivono una situazione di difficoltà, con il ricorso agli ammortizzatori sociali e ai contratti di solidarietà. "E' un 'assurdità - dice Fabio Luciano, dipendente della catena di grande distribuzione alimentare - parliamo di persone che guadagnano 700-800 euro l'anno, lavorano sei giorni su 7, comprese le domeniche che raramente vengono concesse come giorno di riposo".
"A 15 giorni dall'approvazione del jobs act - dice Luciano - ci hanno detto che 1.100 dipendenti rischiano di tornare a casa. Parlano di perdite, vogliono recuperare il presunto calo di fatturato sulla pelle dei lavoratori".
Carrefour ha scelto di affrontare la crisi estendendo l’orario di apertura dei propri supermercati: a Milano, Torino e Palermo è infatti possibile fare la spesa a tutte le ore. Ovviamente l’apertura 24 ore su 24 non vale per tutti i supermercati, per ora è un test in alcuni punti vendita per verificare il margine di guadagno.
Purtroppo il ridimensionamento di Auchan potrebbe essere d’esempio per gli altri gruppi della GDO, infatti estendere l’orario può essere utile solo nei grandi centri e i benefici economici sono tutti da verificare; inoltre nel lungo periodo è difficile immaginare una ripresa dei consumi così forte da giustificare così tanti punti vendita. Il mercato dei supermercati sarà probabilmente costretto a mettersi a dieta.
Il problema principale però non è tanto la flessibilità degli orari o i prezzi, il problema è che c’è tanta concorrenza e i consumi non sono così elevati da permettere a tutti di restare sul mercato. Anche gli 80 euro elargiti da Renzi non hanno cambiato verso ai consumi, che stanno vivendo una lunga fase di stagnazione.
Sul territorio di Rozzano, la situazione sembra in evoluzione. 
Da una parte la costruzione di nuovi supermercati, come quello che sarà marcato Esselunga in via Manzoni e la richiesta di localizzazione di altre superfici commerciali nell'area ex Poclain, venduta a settembre 2014 (ma sulla quale sembrano non possibili operazioni immobiliari per una precedente spoliazione delle cubature), dall'altra un Iper Fiordaliso spa che, come molti ipermercati in Italia, vive la crisi del format relativo alla grande superficie.
RF

1 commento:

  1. oltre a perdere posti di lavoro a noi che viviamo nelle case popolari ci aumentano il riscaldamento grazie sindaco barbara aspetta che la prossima volta ti daro il mio voto vabbe che si sa che non governi tu questo paese ma bensi il professore di ginnastica sgambato lo capirai quando sarai nei guai per la manifestazzione davanti a ama per il 29 aprile 2015 non dobbiamo chiedere di abbassare il prezzo del riscaldamento ma bensi luscita della politica dalla rete del teleriscaldamento .con il privato chissa come mai le soluzzioni si trovano sempre

    RispondiElimina

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.