giovedì 2 aprile 2015

AZIENDE. API: gli esuberi crescono, con la riorganizzazione che stringe al ribasso

Mentre nelle sue proprietà si svolgono feste di ogni genere, i dipendenti restano in attesa di una evoluzione della situazione per ciò che concerne la loro sorte.
54 persone, tenute per la "collotta" da una amministrazione che non paga ne gli stipendi (sono in arretrato di due mesi, di nuovo) né i contributi (dubitiamo della loro regolarità stante le risultanze dall'ultima assemblea dei soci), sono in cerca di una soluzione con i sindacati per riuscire a salvare il loro posto di lavoro o cercare di ottenere uno "scivolo" sufficientemente robusto per avere il tempo di affrontare una eventuale ricollocazione.
Nel frattempo, quel bel tomo dell'ex dirigente Gianotti, forte di una ingiunzione di un tribunale, imperversa su ogni euro dei conti correnti che l'azienda apre per i versamenti del Comune chiedendone il sequestro! D'altronde deve completare la grassazione delle casse della partecipata, dopo averla vessata con l'affitto dei suoi capannoni sull'alzaia naviglio pavese e con stipendi e benefit da folies bergere concessi dall'amico D'Avolio più volte denunciati in consiglio comunale e alla Procura.  

Durante le trattative tra le parti (il sindaco Agogliati, il liquidatore Gambato e i sindacati) sono stati annunciati il taglio del valore dei servizi, facendo si che la sostenibilità economica per mantenere in essere tutti i dipendenti venisse a mancare. Da oltre due milioni di euro di lavoro che Ama e Comune passavano alla patrimoniale nei tempi della "bella Rozzano" a 1,4 milioni comunicati alle parti sociali, che consentirebbero di mantenere solo una trentina di operatori, con un esubero di venti e più persone. Di questo abbiamo già relazionato.
Ma, in attesa di ulteriori evoluzioni, l'amministrazione rilancia al ribasso.
Dai documenti frutto del lavoro (!) della KPMG riassunti in slide per la Giunta da AMA relativi alla ristrutturazione delle partecipate, si segnala che gli investimenti nei servizi che furono di Api non ammonterebbero a 1,4 milioni ma solo ad uno!
Dunque, da 30 a meno di 20 dipendenti?
Una triste gara al ribasso, in assoluta mancanza di prospettive.
RF

6 commenti:

  1. Buongiorno Sig.Masini, i ritardi delle retribuzioni stanno creando molta tensione nei lavoratori, questa situazione si protrae da oltre un anno, in più pende sulla testa di 20 o più famiglie il licenziamento, dove tra l'altro, senza ammortizzatori sociali e molto probabilmente senza TFR. E' stato chiesto più volte di inserire e fare la relativa richiesta di inserire i lavoratori nelle liste di mobilità della D.LGS 223/91, la richiesta è stata inascoltata. Questa legge tutela le persone con contratto a tempo indeterminato che perdono il lavoro è una questione di dignità e di rispetto delle persone cercare di usare questa legge. Certo, l'INPS per poter erogare l'integrazione al reddito (223/91) vuole essere pagata in anticipo cosa non molto gradita all'amministrazione, essendo API una azienda partecipata non viene obbligata al pagamento di questi ammortizzatori, non è obbligata ma volendo l’INPS non rifiuterebbe il contributo ……..fate pure le vostre opportune valutazioni del comportamento......Si ribadisce che non si sta contestando il licenziamento ma gli si contesta il modo in cui lo stanno facendo. Certo che anche le persone che rimarranno dovranno affrontare la loro vita lavorativa con uno stipendio da fame e al limite della sopravvivenza. I ritardi nei pagamenti degli stipendi crea problemi alle persone che hanno mutui, affitti, bollette da pagare e magari anche rateizzazioni verso Equitalia, queste situazioni sembrano non essere percepite da tutti coloro che stanno gestendo la situazione. Aberrante! Tutto questo per ribadire che la situazione è tesa, molto esplosiva e preoccupante, non mi meraviglierei che possa accadere qualche tragedia ……. spero vivamente di sbagliarmi.

    Cordiali saluti

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    1. Oggi è Pasqua, una giornata di festa per chi è credente, anche per chi non lo è. Penso alle famiglie dei lavoratori API, per loro non sarà festa in nessun caso.
      C'è molta amarezza e anche una quota di rassegnazione nel commento di cui sopra.
      Esprimo solo il mio parere, che è questo.
      Ma dove sono i Sindacati ? Sono capaci solo di andare in TV a fare dichiarazioni roboanti davanti alle telecamere schierate con microfoni innestati quando c'è da difendere certe categorie,, già forti di natura (metalmeccanici, statali, ecc.) ma in questi casi non ci sono, perchè? E di situazioni simili l'italia è piena, categorie dimenticate, rapporti di lavoro sotto capestro e loro, i Sindacati, assenti, non pervenuti. Vergognatevi. Inutile strillare contro l'abolizione dell'articolo 18 (che fa audience) e poi ignorare i veri indifesi. Buona Pasqua a tutti, anche ai Sindacati, che rinsaviscano e facciano il loro dovere.

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    2. Egregio, quello che Lei sostiene nei riguardi di una "morte dolce" tramite lo scivolo mobilità è certamente auspicabile, e avrebbe dovuto essere un percorso intrapreso se, dagli amministratori, vi fosse la volontà. Se non altro per riconoscenza nei riguardi del fatto che si beano tutti del "cambiamento" della città di Rozzano nel recente passato, senza riconoscere che è stato possibile per i grandi investimenti (certo, poco avveduti) fatti per tramite di API, dove, poi, tutti c'hanno pucciato il biscottino....
      Adesso, utilizzando il classico metodo del "dividi et impera", cercano di mantenere divisi (anche i sindacati e i sindacalisti) i lavoratori, mettendo alla luce del sole che solo certi servizi saranno reiterati, e cert'altri no.
      Una trattativa di pessimo gusto.
      Prima il piano industriale, poi la selezione per competenze, poi la trattativa con tutele per gli esuberi.
      Sul primo punto l'amministrazione sta mentendo: del 1,4M annunciati, nel piano di riorganizzazione partecipate se ne vedono solo 1M. Delle competenze mai si parla: ma ci sarà stato qualcuno che lavorando nei cimiteri, nel verde o nell'edile, abbia delle competenze che un'azienda normale vuole mantenere in essere... o, invece, come avviene a Rozzano da sempre, chissenefrega delle competenze, tanto ci interessa il voto...
      Lo stipendio a singhiozzo dell'ultimo anno sembra essere lo strumento utilizzato per tenerli tutti sulle spine: lo spingono sino al punto limite e poi danno un contentino, così nessuno si arrabbia abbastanza. Già. Nessuno si arrabbia abbastanza. "Tanto io lavoro ai cimiteri, è un servizio essenziale...". "Tanto io son del verde. La dovranno tagliare quest'erba....". "Tanto io son amico di Gianotti. Non mi lasceranno per strada....". Così ognuno spera, e la lotta resta in tasca.
      In situazioni ben diverse, con sindacati ben diversi, abbiamo visto scontri più efficaci che han portato le amministrazioni di turno a gestire la cosa. Ma come si fa ad accettare per oltre un anno una situazione del genere? Ma come si fa a vivere di promesse puntualmente disattese?
      Non so.
      Probabilmente i lavoratori Api son contenti così....

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  2. Sig. Masini sà perchè nessuno degli amministratori comunali e liquidatore compreso non si preoccupa più di tanto? Perchè i soldi che dovranno spendere tra avvocati e cause in giudizio non sono i loro, sono i soldi dei cittadini, quindi chi se ne frega. Vi dico questo perchè, per sfortuna loro c'è qualcuno (io) incazzato nero, sindacalista di una volta, un FIOM di una volta. Sono pronto, impugnare tutti i licenziamenti, questo è il primo step. Quindi Signora Sindaca faccia fede alle sue promesse lincenzi le persone. Io sono pronto con 20 avvocati....certo 20, 20 cause in tribunale........poi vada pure a raccontare ai cittadini come ha speso i soldi pubblici. #Iononhopaura #Iosonoincazzato.

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  3. Non vi sembro abbastanza incazzato dopo tutto quello che ho scritto? La rassegnazione non fa parte del mio vocabolario.

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    1. Le peggiori tempeste nascono sempre da una leggera brezza.

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