sabato 11 aprile 2015

ALER. Class action per il recupero del non dovuto sul teleriscaldamento

In una gremita assemblea nella sala consiliare lo scorso giovedì 9 aprile, le minoranze di opposizione all'amministrazione cittadina, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega Nord, hanno mostrato le ragioni degli aumenti scriteriati nelle bollette Aler relativi al teleriscaldamento e, carte e documenti alla mano accompagnati da simulazioni e dati raccolti dai cittadini stessi, reso evidente la corresponsabilità e la consapevolezza di queste scelte da parte del sindaco e dei dirigenti Ama. Si preparano così a sostenere una class action dei cittadini contro Aler, Ama e Comune di Rozzano.
Dalle evidenze proiettate sul grande schermo a vantaggio di tutti utilizzando quasi esclusivamente carte e documenti del Comune, di Ama e di Aler, si è evinto che l'aumento da 12 euro circa al metro quadro a 22, è frutto di scelte azzardate, mancati investimenti e improbabili operazioni di convenzione.
"Siamo stati utilizzati come carne da macello" ha detto qualcuno in sala. "Ho 81 anni, la casa fredda e devo pagare bollette sempre più care". Ma i commenti si sono sprecati, quando sembra evidente che i cittadini del quartiere Aler, la zona a più basso reddito di Rozzano, sta probabilmente mantenendo i servizi pubblici per tutta la città e pagando una ristrutturazione non dovuta.

La sala consiliare gremita per il teleriscaldamento Aler
(foto di R. Andò)
"I conti mostrano che la querelle sui metri quadri complessivi riscaldati tra Ama e Aler dipende dal fatto che Ama addebita nella stessa fattura il riscaldamento del quartiere e quello di tutti gli spazi pubblici comunali" dice l'ingegner Masini, chiamato come tecnico e autore delle valutazioni sul progetto. "Aler, invece, sembra utilizzare tale fattura per l'addebito ai cittadini, salvo poi emettere sia i bollettini per il recupero di quell'importo, che una fattura dei consumi per gli edifici pubblici al Comune".
Comunque, anche considerando questo aspetto, i conti non tornano. Ama, nel piano industriale e nei risultati di gestione, mostra il limite delle scelte fatte in connivenza con Aler nella convenzione che hanno stipulato.
I 12 euro al metro quadrato che i cittadini pagavano ad Aler quando la fornitura del calore avveniva attraverso la centrale di via Lillà gestita da CSI (oggi liquidata dall'ente), era comunque il frutto di un servizio di Ama, che intervenne - chiamata da Aler - bypassando le caldaie CSI.
Con la convenzione diretta Ama-Aler, il prezzo è balzato subito a 19,19 euro al metro quadrato (tornato poi a 18 euro dopo la protesta del marzo 2014), per poi assestarsi a 22 quest'anno.
"Dai documenti si comprende che Ama ha creduto che il prezzo al metro quadro fosse di 17 euro. Quello è stato il valore preso a base dei calcoli. Ma si è sbagliata" continua Masini. "E comunque, proiettava una fatturazione a 19 euro al metro quadrato per coprire, in accordo con Aler, i costi degli investimenti sulla rete (per complessivi 11,4 milioni di euro) che sarebbe andata a fare. Ma di quegli investimenti, dopo l'analisi dei bilanci e del piano di ristrutturazione delle partecipate di KPMG, risultano mancare all'appello 8,8 milioni, ben il il 77%!".
Il quartiere Aler
Questo ha determinato, tra le altre cose, una pesante riduzione dell'efficienza attesa che si è scaricata sui cittadini, e per fortuna che gli ultimi inverni sono stati relativamente miti.
"La ristrutturazione della rete non doveva esser fatta pagare agli inquilini" ha detto Gianluca Palmeri, M5S, intervenuto all'incontro. "Come mostra il regolamento di Aler stessa, quei costi sono in capo all'Ente!". E questo è il primo punto importante. Ma non solo. "Le responsabilità sono chiare: le firme sui documenti che proiettano una crescita costante delle tariffe e nessun vantaggio per i cittadini hanno nomi e cognomi, a partire dall'attuale sindaco, Barbara Agogliati, che era assessore alle partecipate".
"Vista la situazione" ha continuato Gianni Ferretti, Forza Italia, "i cittadini devono chiedere indietro i soldi chiesti illecitamente a causa della convenzione, strutturata su dati completamente sbagliati!".
Ferretti, sostenendo che il giusto valore fosse quello dell'ultima fatturazione CSI, circa 5,4 milioni, che spalmati sui 420mila metri quadrati complessivi delle utenze portava ai 12 euro circa al metro quadrato che pagavano nel 2012, molto vicini ai costi che i cittadini Aler di Gratosoglio pagano ad A2A.
E poi trasforma la protesta in risposte concrete. "Qui ci sono i presupposti per una class action: un investimento di ristrutturazione della rete chiesto ai cittadini (non proprietari) e i danni per tariffe abnormi rispetto al pregresso" conclude Ferretti. "Ci faremo come opposizioni parte attiva nella verifica legale di tutta la vicenda per chiedere ad Aler, Ama e Comune di Rozzano di restituire il maltolto e di cancellare la convenzione in essere".
La centrale di piazza Alboreto, da cui parte la rete Aler
A seguito degli incontri avuti con la direzione generale di Aler, Ferretti ha anche ricordato che, a causa dei disservizi e ritardi nell'estensione dei lavori, Aler mantiene in essere un contenzioso con Ama, che, oltre ai 2,5 milioni che Ama deve ancora incassare da CSI, determina uno dei gravi problemi di cassa della partecipata.
"Tutto il progetto è stato sbagliato sin dall'inizio: il teleriscaldamento rozzanese prevedeva il termovalorizzatore pensato da Malinverno e Carrara, e forse in quel caso, sebbene problematico per ragioni ambientali ed economiche di lungo termine, poteva stare in piedi" concludono le opposizioni.
L'assalto, bonario, dei cittadini esasperati ai relatori dopo l'assemblea, mostra il livello di preoccupazione derivante dall'esser stati inascoltati per anni, aver ricevuto promesse mai realizzatesi (dagli stessi che oggi ancora chiedono fiducia) e dover subire queste vessazioni dall'ente pubblico che dovrebbe proteggerli e curarne gli interessi.
Un piano industriale sbagliato. Una gestione scriteriata ed una sciatteria amministrativa, stanno determinando un vulnus alla coesione sociale in città.
"E non capisco perché sia stata smantellata la centrale di via Lillà" dice un cittadino. "Le caldaie erano nuove, appena cambiate, ed andavano già a gas: me l'han detto i fuochisti che son rimasti in capo a CSI fino a ieri!" denuncia, mostrando di avere anche qualche consapevolezza in più.
E qui si apre un'altra partita: il piano industriale Ama Aler è frutto di una scelta pianificata a tavolino alle spalle di Aler e dei cittadini di Rozzano? Da valutare...
Concludiamo ricordando che si è alzata alta la voce di coloro i quali dicevano: quando le cose non vanno si cambia, ma a Rozzano si vede che vi vanno bene...
RF


6 commenti:

  1. Intanto le spese straordinaria per ristrutturazioni importanti non si devono e non si possono addebitare agli inquilini. Se poi addebitano spese non sostenute e i costi per il riscaldamento dei luoghi pubblici di Rozzano allora siamo proprio messi male. ma le regole loro non sanno cosa siano

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  2. Non molto tempo fa c'era stato qualcuno del condominio ove abito che al momento del cambio di caldaia aveva lanciato l'idea di far in modo di poterci allacciare al costruendo teleriscaldamento cittadino. Per fortuna non fu ascoltato. L'abbiamo scampata bella. Con i costi addebitati che leggo ci saremmo trovati a spendere quasi il doppio di quanto spendiamo oggi.

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  3. Ricordo a tutti che il quartiere Alboreto oltre alle tariffe alte, subisce anche il rumore da 5 anni e non siamo tutti dipendenti comunali o di partecipate .

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  4. Tanto non fate nulla fate entrare un privato e vedrete che le cose cambiano il problema è che il privato vorra decidere e quindi ..........

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  5. buongiorno volevo una delucidazione ma il sig sgambato e lo stesso professore di ginnastica di cui io mi ricordo? perche se fosse lui ora capisco tutti questi disservizi .non era capace di fare il professore di ginnastica volete che sia in grado di portare avanti una azienda ? si magari a modo suo che se ben ricordo lo chiamavamo lurlatore e poi quando parlava non si capiva nulla .comunque rozzano se lo merita alla fine a fatto fuori davolio carrara malinverno agogliati ora lui e il re che come sempre lavora dietro le quinte.

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  6. il motivo che a grattosoglio pagano 12 euro e molto semplice lazienda che gestisce non e publica ma bensi privata e quindi oltre a aver ricavi riesce anche a erogare un buon servizio ,certo non ha personaggi come todisco risorse umane 80mila llanno proverbio 80mila lanno sgsmbato 100mila lanno per far cosa ? nelle aziende private neanche un dirigente che fa indotti per milioni prende questi stipendi spero debbano spiegarlo alla gdf .cittadini che abitiamo nelle case dellaler ivece di lamentarci mandiamoli a casa facciamo entrare un privato che almeno avremo qualcuno con cui parlare e non questi che pensano solo al loro stipenedio

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