venerdì 20 marzo 2015

CRONACA. Omicidio Tromboni. Tutti i fatti e qualche ipotesi...

I carabinieri al lavoro sulla scena del crimine
Ieri notte, ad un'ora che gli investigatori ritengono essere tra la 20 e le 24 del 19 marzo, Luca Tromboni, 50enne proprietario della Tromboni srl, è stato assassinato con due colpi di arma da fuoco nella sua azienda, in via Trebbia, area industriale di Quinto de Stampi.
Il corpo senza vita è stato scoperto dalla mamma, Angela, l'indomani mattina, e il servizio 118 ha subito provveduto ad allertare i soccorsi e i Carabinieri. Alzatasi di buon ora, avendo visto le luci in azienda già accese (abita proprio di fronte al capannone), stava portando il caffè al figlio, quando si è imbattuta nel cadavere, riverso bocconi sul pavimento in una pozza di sangue.
Sul luogo sono poi accorsi gli agenti della Scientifica, che hanno provveduto a raccogliere tutti i dati e rilevare gli indizi sulla scena del crimine. Era presente il comandante della stazione di Corsico, che ha supportato con i suoi agenti e quelli della tenenza di Rozzano, durante le operazioni.
Verso le 10.30 è arrivato sul luogo del delitto anche il magistrato, il procuratore dott. Ruta.
Da noi intervistato, non ha rilasciato che poche parole: "non ci sono elementi per dare una interpretazione dei fatti" ci ha riportato, "è troppo presto, ma gli agenti stanno lavorando".
Dalle prime ricostruzioni, si è trattato probabilmente di un'azione premeditata. L'uso di un silenziatore spiegherebbe perché nessuno ha sentito nulla.

L'abitazione della mamma di Luca Tromboni di fronte all'azienda
La famiglia Tromboni è presente a Quinto de Stampi da almeno 40 anni. L'azienda, fondata nel 1967, si è sviluppata sino a diventare una media azienda nel settore delle viti e dei bulloni su misura e specifica, ad alto grado di qualità. La proprietà è passata dal padre ai due figli, Luca, amministratore unico, e Sandro (classe '72).
Circa 5 milioni e mezzo di fatturato, nel 2013 ha accumulato perdite per 513mila euro, dopo un 2012 con 360mila euro di perdite. Anche i debiti erano in crescita, da 1,8 milioni nel 2012 a 2,5 milioni nel 2013.
Il 62% della società in mano ai genitori (Tromboni Romano e Rebustini Angiolina), ed il resto, con il 19% a testa, dei figli Luca e Sandro.
La rilevazione dei risultati al 30 settembre 2014 metteva in evidenza sofferenze patrimoniali tali da costringere i soci a deliberare, con l'astensione di Sandro Tromboni, l'aumento di capitale di 200mila euro da ripartire in proporzione alle quote.
Ben 34 impiegati, che, ora, vedono qualche problema all'orizzonte.
"Una famiglia per bene" dicono i cittadini che li conoscevano. Frequentavano gli esercizi locali, e nessuno riporta questioni palesi.
I lavoratori, stamane, son rimasti all'esterno e li si son trattenuti per ore in evidente stato di preoccupazione. Le attività aziendali, bloccate da questo evento funesto, potrebbero restare interrotte per qualche tempo, che, in un periodo non certo facile come questo, aggiunge dramma al dramma.
Anche un camion con materiali destinati all'azienda è stato respinto in attesa di tempi migliori.
L'ipotesi della premeditazione lascia intendere la possibilità di dissidi interni, che, però, mal si sposerebbero con la descrizione mite dei Tromboni.
Analizzando l'ambiente durante le prime ore di indagine, i nostri inviati, presenti sul posto, ci hanno segnalato una serie di questioni che vertono nella conferma di un omicidio che nasce tra conoscenti ed alcuni rilievi che crediamo doveroso riportare rispetto alle indagini e alle loro modalità.
Esaminando l'esterno del fabbricato, non è stato possibile rilevare alcun segno di effrazione. Il che porta a considerare che l'assassino fosse conosciuto o avesse libero accesso al sito. Mancano inoltre segni di "sgommate" sulla strada, come normalmente ci si aspetterebbe in questi casi per un allontanamento precipitoso dalla scena di un delitto da parte di ignoti.
L'arrivo del procuratore dott. Ruta
Volendo entrare dal retro (cosa che ci è stata riportata da persone che han parlato con  i familiari), rileviamo la completa assenza di telecamere che possano confermare il fatto.
Per ciò che concerne i rilievi dell'Arma, al contrario di ciò che normalmente si vede nei popolari telefilm americani (e che tanto stanno insegnando alle polizie di tutto il mondo), i calzari usati sulla scena del crimine, venivano tranquillamente indossati anche al di fuori, con continue peregrinazioni dall'interno all'esterno. Anche i militari a mani nude si appoggiavano sui corrimano e le maniglie del cancello e del portone. Inoltre la cosiddetta scena del crimine non era assolutamente delimitata in alcun modo.
Riteniamo dunque fondate le ipotesi che ormai trapelano relativamente ad un omicidio nato per questioni di interesse all'interno dell'azienda.
Lo scorso novembre 2014, il povero Luca ha ricevuto dall'assemblea dei soci, la cui maggioranza era nelle mani del padre e della madre, la carica di amministratore unico, con un mandato che comprendeva una autonomia sino a 400mila euro per investimenti e 200mila euro per mutui ed immobili. Nel merito di questa decisione il fratello, Sandro, è stato l'unico a votare contro. Era stato amministratore dal maggio 2013 sino ad allora, ma, probabilmente, a seguito della valutazione sulla gestione da parte dei genitori, era stato scalzato dal fratello più giovane.
L'azienda è stata ora sottoposta a sequestro per il completamento della fase istruttoria. Attendiamo gli sviluppi.
RF

2 commenti:

  1. La Famiglia Tromboni è molto conosciuta a Rozzano per aver dato da lavorare a centinaia di persone negli anni. Personalmente presento le mie condoglianze ai genitori al figlio ed alla moglie di Luca Tromboni. Quando accadono questi fatti si viene colti dalla curiosità di sapere cosa è accaduto e raramente pensiamo che la famiglia soffre non solo per la perdita di una persona cara, ma anche per la risonanza non voluta di un evento del tutto personale come la morte di una persona cara. Adriana Andò

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  2. Le nostre ipotesi di son rivelate fondate. Arrestato Sandro Tromboni.

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