martedì 17 febbraio 2015

SOCIALE. Ortisti a rischio? Acqua oleosa e sfratti da affrontare

A seguito della denuncia degli ortisti dell'area "Cabassi", sta venendo alla ribalta il problema della salubrità dell'acqua da loro utilizzata per annaffiare le verdure e la frutta che si autocoltivano negli appezzamenti assegnatigli nel 2007, ora sottoposti ad una procedura di "esproprio" coatto per una riassegnazione che non li ha visti nemmeno consultati da parte della proprietà, Infrafin.
"Già avevamo il timore dell'acqua oleosa che peschiamo dai pozzi che ci siamo dovuti autocostruire" ci dice Italo, "ma ora è subentrato anche il problema di uno sfratto di cui non sappiamo nulla".
Hanno chiesto in più occasioni spiegazioni all'amministrazione. "Abbiamo scritto al sindaco ed agli assessori, ma, la risposta è vedetevela con la proprietà" continua l'ortista.
La convenzione del 2007 che portò all'assegnazione degli appezzamenti sembra indicasse che l'amministrazione si sarebbe impegnata nella realizzazione di un pozzo comune, andando a pescare l'acqua di falda profonda. Mai nulla è stato fatto, e, dunque, gli ortisti si son dovuti ingegnare e far di necessità virtù. Ognuno di loro, anche in gruppo, si è costruito il suo pozzo, che però, inevitabilmente, pesca l'acqua di prima falda, a pochi metri di profondità, che ora appare oleosa.
"Chiediamo d'esser tutelati. Gli orti, oltre che un passatempo, sono un modo per prodursi cibo biologico. Ma quello che stiamo usando per innaffiarli è acqua sicura o rischiamo la nostra salute?".
Insomma, come sempre, le operazioni che fanno affidamento sull'intervento pubblico risultano zoppicanti.
Ma ciò che più disturba gli agricoltori marginali è la mancanza di risposte, anche sul tema delle assegnazioni.
Come hanno specificato nella loro ultima comunicazione in Comune, "siamo venuti a conoscenza di un cartello affisso presso gli orti in cui si comunicherebbe l’avvenuto atto di comodato tra la proprietà e il Presidente dell’Associazione ortisti con contestuale richiesta di iscrizione alla stessa quale base della nuova assegnazione degli orti che già sono stati assegnati". La situazione appare intricata, burocraticamente parlando, ma paradossalmente semplice, tant'è che"altrimenti non si capirebbe perché da più di dieci anni li stiamo coltivando, dopo regolare passaggio presso l’ufficio servizi sociali del Comune di Rozzano…. Nessuno è abusivo!"
Vedremo come finirà la questione amministrativa, ma l'acqua è un problema che non può non trovare una soluzione immediata. La richiesta di verifica alla ASL sembra già esser stata fatta.
RF

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