giovedì 5 febbraio 2015

SCUOLA. Il freddo al Calvino viene da lontano: "tutti a casa"

Nei giorni scorsi, martedì 3 e mercoledì 4 febbraio, i ragazzi che frequentano la scuola superiore dell'Istituto Calvino sono stati "liberati" dal preside, il dott. Marco Parma, per un blocco delle caldaie e delle pompe del circuito di riscaldamento del plesso: "Non potevo tenere gli alunni in classi fredde" ci dice il preside.
Stante il delicato passaggio del controllo dei presidi scolastici dipendenti da un provveditorato provinciale ad una situazione ancora incerta legata alla città metropolitana, siamo andati a cercar di capire di più dell'evento, per comprendere le questioni legate al futuro della nostra scuola.
"La gestione scolastica, con la decadenza della provincia, è stata affidata ad un "consigliere delegato" che lavora da reggente ma senza una reale possibilità di coordinamento" racconta Marco Parma. "E' ancora nebulosa la struttura che sarà configurata dopo la cancellazione delle province".
Ma questa parte, che riguarda l'organizzazione nel suo complesso, avremo modo di riprenderla prossimamente. Quest'oggi ci siamo occupati del tema specifico del riscaldamento. Una "interruzione di pubblico servizio" che pare arrivare da lontano.
Si tratta di due incidenti in due giorni, dipendenti da motivazioni diverse. Il 3 febbraio c'è stata una anomalia nella caldaia a gasolio, tradizionale, mentre il giorno 4 si è bloccata una delle pompe dell'impianto in pompa di calore geotermica che riscalda la nuova ala posta a nord-est.

Ancora Parma: "Martedì abbiamo preferito mandare a casa i ragazzi, mentre mercoledìci siamo arrangiati spostando le classi dell'ala al freddo in altre aule". Insomma, problemi logistici non da poco per un plesso che conta la frequenza di centinaia di studenti.
Il prof. Parma
"Abbiamo ricevuto assistenza dalla ditta incaricata della manutenzione prontamente, ma purtroppo i problemi dipendono dalla mancata manutenzione estiva". La scorsa estate, ci racconta il preside, è stata fatta la gara per individuare il nuovo manutentore per conto della provincia, ma, per i "classici" (e sembra ormai scontati) ricorsi al Tar del perdente, si è perso tempo e non si è dato corso alle classiche operazioni manutentive che preservano dai guasti durante la stagione invernale.
"Sembra quasi una costante del pubblico che dovremmo tutti impegnarci a contrastare" afferma malinconico il prof. Parma. E, stante la recente esperienza di cui stiamo ancora aspettando la conclusione, relativa all'appalto della ASL per la RSA Oleandri, crediamo sia opportuno condividere tale affermazione, evitando di rassegnarci ad impianti burocratici poco capaci di mettere al centro il servizio al cittadino, piuttosto che soverchiarlo con i problemi e le beghe di aberranti procedure burocratiche.
RF

 

1 commento:

  1. Ho lavorato per anni in un' impresa che partecipava a bandi pubblici, per l'esperienza di allora, posso riferire che se ancora oggi i ricorsi al TAR sono frequenti, significa che detti bandi erano e sono ancor oggi concepiti con criteri politici. In altre parole contengono dei paletti che se non sono sfacciatamente dedicati ad un vincitore amico designato offrono il destro, una volta aggiudicati, ad essere impugnati per cavilli. Risultato: appalti rinviati o sospesi, o manutenzioni procrastinate sine die come nel caso del Calvino. La politica o meglio i politici che mettono lo zampino provocano danni e costi alla comunità.

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