venerdì 27 febbraio 2015

POLITICA. Nascosta al consiglio comunale la sentenza della Corte dei Conti

E' proprio vero che, come sempre accadeva in passato, se devono farcela sotto al naso, aspettano le vacanze di agosto. E' proprio ad agosto, il 14, per la precisione, che è stata depositata alla segreteria della Corte dei Conti e trasmessa al sindaco Agogliati ed al presidente del consiglio Marilena Cartia, la sentenza della Corte dei Conti n. 234, a firma del presidente Dr. Nicola Mastropasqua che intima al Comune di Rozzano di ridurre la spesa pubblica, rispettare la legge nei rapporti con le Partecipate evitandone il dissesto e farsi restituire i denari prestati ad Api, ben 3 milioni ormai dal lontano 2010.
Quella sentenza, una vera e propria reprimenda devastante per l'amministrazione passata, in particolare, sebbene obblighi il Comune alla pubblicazione ai sensi dell'art. 31 del D.Lgs 33/2013 sul sito internet dell'amministrazione non è mai comparsa!
"Siamo tutti sconcertati" dichiarano Gianni Ferretti (FI) e Gianluca Palmeri (M5S). "Va bene non voler dare disponibilità democratiche e di partecipazione, ma, letteralmente, imboscare la documentazione degli enti superiori ci pare francamente troppo anche per loro!".
Sono passati ben sei mesi dalla trasmissione del documento della CdC, e solo per un caso fortuito è capitato nelle mani dell'ex consigliere Ermanno Valli: "Quando l'ho trovato cercando altra documentazione con il solito browser, non potevo credere ai miei occhi. Mi son subito precipitato a verificare negli archivi che continuo a manutenere, ma... nulla di nulla. Non era stato pubblicato!".
E non si tratta di un documento da poco. E' sostanzialmente un vero e proprio commissariamento del bilancio, che pone anche la parola fine ad Api.

La richiesta di provvedere alla restituzione del prestito da 3 milioni di euro al Comune porrebbe APi in bancarotta. Non disponendo di tale capitale, ma solo di una montagna di debiti, dovrà essere o immediatamente incorporata in Ama (come dallo scriteriato e ventilato progetto che porterà ad affossare anche lei), o dovrà portare i libri in Tribunale, con il rischio di vedersi pignorate tutte le proprietà comunali che porta in pancia. Il Comune non ha spazio di manovra.
La sede di Api in via Matteotti
Prioritario diventa, dunque, il progetto di riorganizzazione delle partecipate.
"Come dicemmo a suo tempo, la riorganizzazione dovrebbe essere un tema consiliare, non di giunta" dichiara Ferretti. "Occorre considerare, a questo punto, anche pesanti sacrifici per la ristrutturazione di un debito incalcolabile".
Infatti, tra i debiti di Api e quelli di Ama, la cifra complessiva si aggira sui 100 milioni di euro, e non basterebbe la vendita di tutte le proprietà comunali a sanarli. Una situazione annunciata, ma che, quando arriva, fa sempre effetto.
Una lettura della sentenza nella parte dispositiva, completa, va fatta, perché da il senso della scriteriata gestione che il Comune ha allegramente adottato nel "decennio" del Decaduto e Socia.
"La Corte dei Conti sez. reg. Lombardia ACCERTA:
1) Il mancato conseguimento dell'obiettivo di riduzione della spesa [...] per il personale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato o altre forme di contratto flessibile.
2) Le perdite di esercizio e la sensibile riduzione del patrimonio netto di Api srl (poi posta in liquidazione, ndr) [...]
3) La ritardata riscossione del credito nei confronti della società partecipata Api (e nel frattempo hanno iniziato i prestiti impropri ad Ama, ndr)".
La Corte, quindi, conclude:
"1) Programmare la politica di bilancio, sin dall'approvazione del bilancio di previsione, anche in funzione dell'osservanza degli obblighi di contenimento (dei costi) posti dal legislatore statale, a specifici aggregati di spesa.
2) Adottare i necessari provvedimenti atti a mantenere il rapporto con le società partecipate [...] nell'ambito delle regole previste dal codice civile, dall'ordinamento contabile e finanziario degli enti locali, dalle regole di finanza pubblica, nonché dei canoni di sana gestione economico patrimoniale.
3) Monitorare la riscossione del credito vantato verso la società Api srl e far conoscere le misure adottate in caso di mancata riscossione."
E intendiamo pensar che nessuno della cosiddetta maggioranza si azzarderà, almeno per quel po' di vergogna che dovrebbero mostrare, ad alzare lo sguardo verso coloro che hanno puntato e puntano (propriamente) l'indice avverso il Decaduto e tutti gli accoliti.
Bibbia, AT , Ester 8, 12V": Ogni città e più generalmente ogni località che non agirà secondo queste disposizioni, sarà inesorabilmente messa a ferro e fuoco; non soltanto agli uomini sarà resa inaccessibile, ma anche alle fiere e agli uccelli resterà odiosissima per tutti i tempi."
Amen.
RF

4 commenti:

  1. La scriteriata amministrazione di Rozzano mostra sempre più il suo volto negativo. Molti vedono le buche delle strade che ormai sono veri e propri crateri, pochi ancora hanno percepito il disfacimento che velocemente aggredisce la nostra città. Un crollo vertiginoso verso il basso che non si arresta e che chi governa non è in grado di bloccare e si arrocca ancora sulle vecchie posizioni di silenzio e mancanza di trasparenza. Quando capiranno che devono dare conto delle loro azioni?

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  2. Nascondere un atto pubblico al Consiglio ed ai cittadini ti da' la misura di come certi personaggi interpretino la cosa pubblica. Quello che fa più male e' che i responsabili appartengono ad una tradizione politica completamente diversa. Che avessero preso il PD per un tram su cui salire ?

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  3. Sento il dovere di intervenire.Proposi a firma dei consiglieri di minoranza,dopo un accurato esame della situazione, un ODG che proponeva il commissari amento guidato che coinvolgesse tutte le forze politiche, il management di API, i Sindacati, AMA per seguire un percorso che potesse portare con logiche amministrative di buon senso almeno ad arginare la situazione nell'interesse di tutti.Esistevano alcune soluzioni, come ad esempio chiudere alla Banca un dilazionamento del prestito milionario, tecnicamente con almeno 5 anni di grazia, ci avrebbe permesso economie per guardare avanti.Idem avremmo dovuto negoziare con CDDP, con azzeramento di tutte le cariche amministrative CDA Insomma a costo zero .Tutti eravamo disposti a collaborare.
    L 'Dog fu inesorabilmente bocciato. Credo possano esistere altre soluzioni,occorre tentare.

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