giovedì 19 febbraio 2015

POLITICA. 1200 commissioni ad Agrigento. Come si foraggia a Rozzano?

Lo scorso 18 febbraio si è tenuta una focosa (l'ennesima) riunione dei Capigruppo consiliari, dove, successivamente al dissidio permanente sulla questione "capigruppo aperta" (tutti i partiti meno uno) o "capigruppo chiusa" (solo Pd), si è comunicato che, forse, il prossimo consiglio comunale sarà o il 4 o l'11 marzo, ben tre mesi dall'ultimo di dicembre!
Insomma, mentre certa politica si alimenta trasversalmente di gettoni di presenza (non ultimo il caso agrigentino, alla ribalta dei media la scorsa settimana), altra politica si alimenta a senso unico... non certo per assiduità dei lavori!
Il problema è che a Rozzano la cosa PUBBLICA appare, viene pensata e gestita come se fosse cosa PRIVATA, e questo, da parte dei detentori della maggioranza pro-tempore, si traduce in un atteggiamento di sofferenza e spocchia di fronte alle democratiche richieste delle opposizioni di "mettere tutto sul tavolo, discutere, dialogare sulle proposte, poi, se ci sono i numeri, vince la ragione del più... convincente!" dice Gianni Ferretti.

Nel passato, atteggiamenti come quelli richiesti, di trasparenza, apertura e lavoro comune, fu apprezzato da uno degli attuali assessori, Pietro Moro, che, in più occasioni nel passato, lo ricordava alla (adesso) sua maggioranza come un riferimento da perseguire. Una volta invischiato nel Palazzo si adegua.
Ai capigruppo, anche una segretaria comunale sempre più incerta, il cui unico pregio rispetto al passato sembra (ormai) solo quello di non esser stata condannata, manifesta atteggiamenti sempre più distanti da un proclama di principio ch ci aveva fatto ben sperare al momento della nomina. Ma invano. La legge del "se ti assumo ti comando" vige e scorre con vigore nel sangue dei segretari comunali al servizio dei sindaci....
Con Martina Stefanea, sta diventando anche più lungo e complesso l'accesso agli atti. Sempre Ferretti: "Da quando c'è la nuova segretaria comunale, siamo passati dai canonici 30 giorni per ricevere gli atti e i documenti di cui facciamo richiesta a oltre 60, quando va bene!". E non solo.
Francesco Barbera, chiedendo la visione di alcuni atti all'ufficio tecnico con il supporto di alcuni consulenti, grazie alla segretaria Martina, si è visto respingere la richiesta in virtù di una non meglio specificata "tutela della privacy" dell'operatore (il Fiordaliso, ndr), al quale, adesso, si è dovuto rivolgere per ricevere assenso o silenzio assenso!
Insomma, tutto più macchinoso, nascosto e complicato.
RF

2 commenti:

  1. Nessuna meraviglia, se la cantano e se la suonano.Trasparenza? Coinvolgimento? Ma per favore,qui occorre un commissari amento. Quanto alla Segretaria,non tiri troppo la corda consegnatale da questa Giunta potrebbe rendere conto alle autorità' Preposte. Basta ed avanza la delibera di Giunta che riguarda le assegnazioni delle case popolari: rivisitazione del regolamento senza transitare dalla commissione e dal Consiglio Comunale. Occorre impugnar la e ricorrere al Prefetto. Ma ritengono questi Signorotti che l'opposizione in proposito non abbia idee e proposte? Ma si sa le cambiali occorre pagare. Opposizioni, fate valere i vostri sacrosanti diritti.Apprendo che è' stata convocata la commissione ambiente e territorio, spero che riferiranno sul l'incontro dei Sindaci tenutosi a Binasco, riguarda la viabilità' Ma forse è' chiedere troppo. Questa giunta se insiste, questa Dirigenza se esiste batta un colpo.

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  2. In certe zone della Lombardia cacciatori (senza offendere i cacciatori veri) di frodo spalmano i rami degli alberi con una sostanza che ha la caratteristica di bloccare le zampe dei volatili che sciaguratamente dovessero posarsi da cui non riusciranno più a solelvarsi, volando via: restano invischiati. Ecco la politica della maggioranza mi ricorda questo triste fenomeno: invischiano le opposizioni con trucchetti e mezzucci sperando di bloccare le loro giuste domande/azioni ecc. Speriamo che come quei cattivi personaggi che con la caccia non hanno niente a che fare anche per questi pseudo politici (ma li chiamerei con altro appellativo, più consono al modo di fare, ma non si può, censura!) vengano fermati e messi in luogo (lo so io quale) dove non nuocciano e vi restino.

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