lunedì 16 febbraio 2015

COMMERCIO. Senza bando pubblico, le "fiere" di Amar si trasformano in mercati comunali conto terzi

Ci siamo: una pubblica ammissione (indiretta) di colpa e illecito amministrativo per il passato!
Con la "presa d'atto" del calendario 2015 e il rinnovo, senza gara, ad Amar dell'esclusiva nella realizzazione dei mercati pubblici per conto terzi, si continua a pensare di utilizzare in modo privatistico il territorio.
Il passo avanti, che ci porta a concludere che, come al solito, avevamo ragione, e che nel passato era del tutto illecita la modalità di svolgimento delle "manifestazioni fieristiche", sta nella delibera della Giunta comunale del 22 gennaio scorso, due giorni dopo la visita della GdF in Comune e nelle partecipate.
Finalmente vengono posti in capo all'associaizone Amar, del consigliere comunale Cuvello (per interposto Condrò, suo dipendente in quel della Pavese), il pagamento della TARI e della COSAP, oltre che le attività ed i costi legati all'organizzazione logistica.
Si tratta del riconoscimento del fatto che quei "mercatini" non potevano (secondo la legge regionale alla quale si appellavano) realizzarsi su suolo pubblico: la dizione "fiera"  poteva essere utilizzata solo per l'attrezzaggio di spazi privati per scopi commerciali. Sul suolo pubblico, il pagamento della Cosap è obbligatorio!
La Tari era quanto meno scandaloso non venisse pagata.
Manca ora l'ultimo passo, e, forse, questa amministrazione ci potrà far pensare oltre: una gara pubblica (obbligatoria!) per l'assegnazione di eventi similari. Altrimenti, che formino una Pro Loco!
Apparentemente anche lo scorso anno avrebbe dovuto esser fatto un pagamento. Si trattava di una tantum (10mila euro) che però, Amar, sembra aver avuto pure avuto il coraggio di non pagare, costringendo l'amministrazione (probabilmente per quello e pendenze passate) a imporgli un piano di rientro in 30 rate di cui ne ha pagate solo 11... Però, nonostante questo, gli riconoscono i "requisiti morali"!
Se le "fiere" son state fatte (e lo son state) l'incasso è stato certo: perché la stessa certezza del pagamento all'amministrazione pubblica non c'è stata?
Come sempre, il problema del pesce è.. la testa!
Ed inoltre: chi ha rateizzato l'importo? Il Comune ha dato mandato ad Ama, o il Comune stesso?
E... perché si è deliberato in assenza dell'assessore competente La Guardia? Ah, già. Sarà perché l'assessore non ha il boccino di queste "delicate" questioni!
Si torna quindi a rilevare che, vigente la stessa Legge Regionale, l'amministrazione (politica) passata aveva garantito ad un solo e definito attore l'uso esclusivo del terreno pubblico con esenzione del plateatico (se non per una risibile quota di 2.000euro dal 2010) e da ogni altro costo.
La nuova amministrazione (politica) cancella parzialmente l'illecito.
In tutto questo si sono avuti avvicendamenti e pensionamenti nella dirigenza pubblica responsabile, che han permesso tale continuità e che (ora)  correttamente, la rinnegano.
Soprassediamo sul fatto che l'amministrazione non rispetta nemmeno quel che si impone (del. GC n. 64 del 14/04/2010): le domande di partecipazione (al bando di selezione, mai fatto) con il calendario dovevano esser presentate entro il 10 novembre dell'anno precedente. La domanda ultima è stata presentata a metà dicembre...
RF

9 commenti:

  1. Con le buone maniere si ottiene tutto. E' arrivata la Guardia di Finanza ed ecco una decisione corretta della Sindaca: chi occupa lo spazio pubblico deve pagare COSAP e TARI soprattutto se il mercato provoca rifiuti. Ma quante volte lo abbiamo detto che sarebbe stato corretto fare così? In uno dei bilanci passati avevo appurato che la raccolta rifiuti delle "fiere" costava ai cittadini 40.000 euro l'anno. Chissà che qualcuno non venga condannato per danno erariale e che ci rimborsi i denari spesi!

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    1. Per anni la Cosap è stata incassata da dettaglianti che gestiscono i mercati festivi, come è noto a tutta la città.
      Ci sarebbero testimonianze fotografiche attestanti il furtivo ritiro di denaro da parte di tre/quattro personaggi non nemici del decaduto. Come è stato possibile che la Cosap sia stata incassta da privati anzichè dall'Ente Pubblico? Chi emanava l'ordinanza settimanale che impediva ai Vigili ed ai preposti, di agire per esercire il dovuto al comune? L'associazione che molto generosamente si sotituiva agli agenti, hanno mai versato oneri al comune, essendo divenuti, grazie all'infame ordinanza, gestori -sia pur periodicamente - del suolo pubblico? Il dirigente pubblico che ha, di volta in volta, sottoscritto l'ordinanza, ritrovi il coraggio di riferire pubblicamente i nomi dei politici che hanno ordinato una così pesante truffa ai danni dell' Ente. Ma che vergogna; che delitto punibile con una severa condanna amministrativa, penale e morale.
      Negli Stati Uniti d'America ed in altri paesi europei, i responsabili di truffe a danno dello stato vengono giustamente emarginati dopo aver indennizzato i danni causati che, nel nostro caso, sono di una gravità estrema, poichè lascerebbero intravedere comportamenti truffaldini di bassissmo livello. Ma che schifo.
      Attendo la confessione del Dirigente che ha firmato l'ordinanza e le eventuali giustificazioni, nel caso ve ne fossero.
      Chi è la proprietà del giornalino che pubblicizza gli avvenimenti fieristici?
      Diego.
      Diego

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  2. Ora rimane da sistemare il perchè l'amministrazione si paga tutte le spese di deviazione ATM è perchè si rinuncia ad applicare le norme sulla trasparenza e sulle modalità di accesso degli operatori commerciali alla fiera, quanto pagano per mettere la bancarella, a chi vanno i soldi e perchè il Comune sta a guardare. Non trattandosi di pizzo o di regalie ci dovrebbe essere una spiegazione lecita.

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  3. Di fronte a queste notizie che rivelano quanto maliziosamente pensato fosse sciaguratamente tutto vero (in altre parole era lampante che ci fosse del marcio) la GDF deve prendere alloggio a Rozzano, spulciare attentamente dall'inizio tutta la documentazione amministrativa, ascoltare i cittadini che sanno e poi denunciare i malandrini che si sono annidati a Rozzano dai primi anni 2000 in ad oggi. Parenti compresi.

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  4. Chi ha incassato denaro, MAGARI DI COLORE NERO, deve restituire il malloppo, oppure presenti i bilanci entrate uscite, corredati da fatture emesse e pagate. Non risulterebbero dettaglianti "morosi", poiché sarebbe stata adottata una vera e propria selezione di affidabilità, intesa come garanzia che il plateatico venisse versato senza troppe storie, altrimenti si correva il rischio di essere depennati dalla lista.
    Fuori i nomi dei promotori e dei mandanti, perché la truffa si aggirerebbe, a danno del comune, in centinaia di migliaia di euro.
    Si dice, che gli incassi settimanali sfiorerebbero anche i 12/13 mila euro. A chi verrebbero versati? a che titolo?
    Il firmatario le varie ordinanze esentasse ha un nome? Si tratterebbe di un Dirigente dell'Ente Comunale?
    Teresio.

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  5. A Rozzano: C'ERA UNA VOLTA IL WEST.
    Parrà non vero, ma ritengo che , suo malgrado, il nuovo Sindaco dovrà fermare l'assalto alla diligenza. Ha già iniziato a correggere un grave abuso, di cui si fa cenno nell'articolo di Marco Masini e negli interventi sopra pubblicati. Non potrà, ovviamente,tenere aperte le voragini create da un sistema che ha minato negativamente coscienze. Il massacro etico perpetrato da D'Avolio, ha generato uno stato di grave disagio. L'incalzare della giustizia, finalmente, offrirà al Sindaco la spada per recedere almeno una parte dei cordoni che legano D'Avolio al futuro della città. La sconfitta scaturità dalla problematica di Via Campania, non sarà l'unica in quanto ne seguiranno altre: il Parco delle Rogge ( ma che delitto ambientale );le aree in Milano Fiori, collegate allo sviluppo economico conseguente i risultati dell'Expo, che nel caso di ripensamenti da parte degli imprenditori interessati, potrebbero essere riconvertite in un grande centro di attività sportive , ricreative, ecc, di interesse sovracomunale; un ripensamento circa il futuro di Milano Fiori, sarebbe un atto di grande coraggio, che farebbe svanire gli aneliti di un eventuale ritorno di D'Avolio in qualità di candidato sindaco per le prossime consultazioni eletorali. Non si tratta di fanta politica, ma di probabili accordi stipulati ancor prima dell'elezione della Signora Barbara Agogliati, che è senza dubbio più colta ed intelligente del decaduto, ma che - probabilmente - potrebbe essere la vittima predestinata di interessi che varcherebbero i confini della città di Rozzano. Certamente, la figura di D'Avolio, alla guida "della diligenza" per conquistare i verdi pascoli, meglio garantirebbe gli avventurieri desiderosi di piantare la propria bandiera sulle indifese terre del sud ovest di Milano.
    Sironi.

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    1. A proposito di "diligenze" e treni postali, per verificare lo spessore morale ed etico di D'Avolio, che, fino a prova contraria, è un soggetto -come tanti altri- oggetto di un avviso di garanzia la cui dimostrazione della fondatezza dovrà essere provata, sarebbe necessario che presentasse la documentazione attestante la provenienza dei fondi che gli hanno consentito di attestarsi ad un standard economico di ottimo livello. Deve tale atto ai militanti del PD ed ai cittadini che lo hanno votato. Nel corso del Day Sindaco, che osanno la sua ricanditadura presso il cinema Fellini, avrebbe dovuto esporre sullo schermo del locale, la scaletta riportante la storia della sua condizione economica. A quel tempo, avevo assistito ad una manifestazione negli Stati Uniti di America, che riguardava la candidatura di Barack Obama; nel corso dei preparativi da parte degli organizzatori, vennero distribuiti opuscoli contenenti le disponibilità economiche del candidato.Ero un bambino, quando, per caso, assistii ad un comizio di una tale Salvatore........ , candidato Sindaco del Partito Socialista, in una cittadina del profondo Sud del nostro Paese. Salvatore...... era appartenente ad una famiglia della borghesia illuminata, che si era affermata dopo la caduta dei Borboni; Egli insegnava in una scuola della Repubblica; lo stipendio che percepiva veniva regolarmente distribuito ai poveri del paese. Non venne eletto Sindaco e continuò ad organizzare gli operai che lavoravano nel modo più disumano possibile, nei cantieri aperti per il raddopio della linea ferroviaria. Parlava di giustizia sociale, di diritti, di doveri. Morì alcuni anni dopo, in povertà. Aveva, a suo modo, impedito che "la diligenza" venisse saccheggiata e che si affermasse la legge del rude West. Sono trascorsi lunghi decenni, e l'Italia è ancora alle prese con le questioni del tempo in cui visse Salvatore....... . Mai avrei immaginato, comunque, che la questione morale divenisse uno dei problemi più gravi della nostra società, rischiando di offuscare anche quella del lavoro.
      Diego.

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  6. Il ritorno di D'Avoglio penso concretamente sia impossibile , ci vuole un bel coraggio. Gli eventi in corso si evolveranno , i santi in paradiso, ormai sono stati traghettati dal Caronte di turno presso altri lidi. Confidò nella giustizia terrena,
    perché' questo sistema D'avogliano , o meglio il sistema Rozzanese dovrà finire
    nell'interesse di tutti.

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    1. speriamo che D'avolio e la sua cricca (moglie compresa) vengano messi alla berlina. Una bella condanna gli farebbe smettere la sua boria e spocchia. Ma che rendano anche il maltolto

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