venerdì 27 febbraio 2015

AZIENDE. Il Prefetto-Pilato rimanda al Comune: "Trovate una soluzione!". API sempre in crisi

Cartelli nella sede Api di via Monte Amiata
La vicenda di API non trova uno sbocco nemmeno dopo l'incontro in Prefettura. Da due mesi senza stipendio, e con il terzo alle porte, si prepara lo stato di agitazione per i lavoratori, tra i quali serpeggia malumore e sconforto.
"Il Comune ha un obiettivo di costo per i servizi che è possibile mantenere in essere" ci dice il sindacalista interpellato. "Rispetto al milione e quattrocentomila euro che sarebbe necessario per mantenere in essere i 54 lavoratori, l'amministrazione ritiene di potersi permettere solo un milione!".
Si tratta di una distinzione non da poco. Sulla base delle cifre, allo stato dell'arte delle retribuzioni in esere, parliamo di un esubero di una ventina di lavoratori.
"I servizi legati al verde ed ai servizi cimiteriali resterebbero inalterati, mentre i lavoratori del settore edile sono quelli per i quali è stato dichiarato l'esubero". Il settore edile è quello che Api acquisì da CRC, l'azienda del famigerato Gianotti, che, adesso, ha posto sotto ingiunzione i crediti derivanti dal suo contratto dorato contribuendo a ridurre l'operatività dell'azienda con il blocco (insieme ad altri fornitori) dei conti correnti della partecipata in liquidazione.

La situazione è ingarbugliata. Diverse le proposte sul tavolo per risolvere la vertenza, tra questi una sorta di "solidarietà" tra tutti i lavoratori per l'autoriduzione dello stipendio al fine di rientrare nel limite dell'amministrazione. Le procedure di mobilità interna alle controllate sembra stiano portando solo tre lavoratori ad essere ricollocati. Gli altri... non ci stanno!
Il funzionario della Prefettura che ha ricevuto il sindaco Agogliati ed i sindacalisti ha semplicemente preso atto della situazione, stilando un verbale dell'incontro con le proposte di ambo le parti, ma non decidendo di decidere alcunché.
Il Jobs act è lì che pende come una spada di Damocle. Se il Comune dovesse decidere di imperio, 20 lavoratori resterebbero fuori e partirebbero le cause giudiziarie, mettendo subito alla prova, in loco, il nuovo dispositivo di Legge. Però, Agogliati sembra intenzionata a fare il massimo sforzo per cercare di salvare capra (che è stata estremamente vorace) e cavoli (ai quali hanno ormai mangiato quasi tutta la foglia).
Il sindaco esce dall'edificio dello Stato con un fardello non da poco. I disastri della passata amministrazione pesano come un macigno, tanto che l'avrebbero portata a dire, palesemente, che "non ce la faccio, la situazione economica delle partecipate non ce lo consente di fare oltre economicamente".
La Prefettura era stata sollecitata dai sindacati, che avevano minacciato lo stato di agitazione. La non-soluzione della vertenza lascia sul tappeto la possibilità dell'interruzione dei servizi, anche se, tra i lavoratori, ci sono dei distinguo, che in questa fase non fanno bene alla causa comune.
I disastri della grandeur del Decaduto e la dissolutezza nell'uso delle risorse pubbliche alimentano la storia attuale. E non facilitano la costruzione del futuro della città, anzi. Lo compromettono.
RF

9 commenti:

  1. Se la Sindaca non è riuscita a sistemare la situazione di API (e di AMA) quando il debito era molto più basso ed ESSA era ASSESSORE ALLE PARTECIPATE, non potrà riuscirci adesso perché è INCAPACE di amministrare. Dovrebbe arrendersi e chiedere il commissariamento della Città sperando che venga una persona capace di intendere e di VOLERE (sistemare i conti)

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  2. L. 'Ultima spiaggia,per il bene di tutti, rimane quella che i nostri politici maggioranza e minoranza dispongano per un rimpasto di Giunta , che decidano per un comitato di garanzia e controllo per salvare il salvabile.
    Credo che l'orgoglio superi il buon senso, ceda le partecipate l'agogliati, in aperto conflitto con al carica di Sindaco, gli incarichi siano esterni, nominati dal Consiglio Comunale, con poteri di controllo e che relazionino periodicamente,
    Ma che siano capaci, e soprattutto dicano le cose come stanno,.Rozzano non ha bisogno di Assessori al bilancio e alle Parteciapate che ,sono ad oggi hanno tenuto nel cassetto o meglio nascosto negli armadi la reale e disastrosa situazione. Ognuno ,come. Nella vita deve saper fare il proprio mestiere, all'eletricista non puoi affidare progetti che vadano oltre il collegamento dei fili
    (Positivi e negativi) prima o poi succede un cortocircuito,. Insomma, decidete vi cari politici, ho nominate persone capaci e trasparenti oppure ,come purtroppo sarà' il fallimento e' alle porte, con tutte le conseguenze.E chi paga sono numerose famiglie, il tutto per egoismo politico e.........non solo!

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  3. In altri tempi, 2008/2009, essendo evidente la strategia di D'Avolio & C, venne formulata la proposta per la nomina di un Comitato di Liberazione Rozzanese; la costituzione, cioè, di un gruppo dirigente a capo dell'amministrazione comunale, aventi poteri conferiti ad un Commissario Prefetizio, oltre che capacità politiche. Furono stilati elenchi comprendenti soggetti di provata capacita, a prescindere dalla loro collocazione politica. Alcuni personaggi, pur idonei rispetto al progetto, decisero nel prosieguo delle storia, di sostenere le scelte scellerate e suicide di D'Avolio; ma la maggioranza delle persone indicate nell'elenco, è ancora sul campo di battaglia per difendere la dignità della maggioranza dei cittadini di Rozzano. Certo, sarebbero necessari dei provvedimenti coraggiosi da parte del Prefetto, per tentare di ripulire "il bosco" ed il "sotto bosco" da tanto lerciume ed ignoranza. In un contesto non irreale, il Prefetto potrebbe nominare un suo Rappresentante, al quale conferire il poetere di affidare incarichi a soggetti ritenuti idonei a condurre fuori dalle sacche dell'affarismo l'attuale organizzazione politica che sgoverna la città. Il sequestro cautelativo dei beni appartenenti ai politici e dirigenti responsabili del disastro amministrativo, sarebbe uno dei primi provvedimenti da adottare.

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  4. Speriamo che sia di buon auspicio quanto "consigli" ... sbagliare ci sta ma rubare ai cittadini no !!! Basterebbe controllare il patrimonio dei singoli e il "lavoro" che viene fatto per capire che qualcuno ha arraffato e molto anche !!! altro che fare i prepotenti e gli sbruffoni ... finanza e magistratura siamo con voi.

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  5. Concordo, non rimane altro che aggredire i beni personali dei politici di turno,
    anche perché il nostro patrimonio pubblico amministrato Ada Api , ovvero da incapaci, oggi, non potremmo porre sul mercato alcun immobile per fare cassa,
    È' tutto ipotecato, MPS e CCDP che cosa credete, che abbiano concesso 50 milioni di prestiti a babbo morto? Ma, per assurdo, se la nostra società' risultasse inadempiente per i pagamenti Ici-Imu etc. vi immaginate che cosa succederebbe? Ebbene, saremo noi cittadini ancora una volta mettere le mani al portafoglio. Tanto lor signori,signorotti ,dirigenti etc. Hanno già' pensato come salvaguardare i propri interessi con il beneplacito ANCORA una volta di esponenti del PARTITO .

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  6. Tale sensata proposta dovrebbe approdare in Consiglio Comunale, ed essere approvato, ma come fa un partito strutturato come il PD accogliere tale sensata proposta? Che cosa sanno i consiglieri di maggioranza se non essere profondi conoscitori solo del Terzo Settore? Ma! Forse , questo settore, vuoi vedere che è' il serbatoio di voti?

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  7. L'opposizione presente in consiglio comunale dovrebbe presenti una mozione di sfiducia nei confronti dell'intera giunta municipale. Essendo lunghissimo l'elenco delle motivazioni, sarebbero opportuno che prevalesse la necessità di rimettere nelle mani del Prefetto tutta la documentazione che costituisce la storia amministrativa del comune dall'avvento di D'Avolio. Se io fossi nelle vesti dell'attuale sindaco, chiederei di essere sospeso dall'incarico, per favorire il più possibile le operazioni di verifica.
    Non ho traccia di risposta alle domande poste in relazione alla questione dei mercati festivi, rispetto ai soggetti che avrebbero incassato "il plateatico" dai commercianti, dirottando il ricavato, verso lidi diversi dalle casse comunali.
    Stante a chiacchiere da osteria, sembrerebbe che il vile denaro sia stato dirottato verso la bellissima isola della Sardegna. Sempre in riferimento al chiacchierio da "balera" la zona preferita dovrebbe essere quella di Castelsardo !!!! Altre leggende da "muretto" avrebbero fatto circolare che i componenti lo staff dell'immobiliare, che, guarda caso, avrebbe assunto la stessa denominazione della stupenda zono dell'isola, sarebbe composto da un ex politico di rilievo in quelli della città di Rozzano, un attuale politico emigrato in altre organizzazioni amministrative, un imprenditore, un tecnico legato ad alcune amministrazioni locali. E' ovvio che si tratterebbe di mere fantasie, anche se alimentate dal profondo malessere che serpeggia in città. Malessere che è generato dalla degenerazione che avrebbe assunto la questione dei mercati.

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  8. In mezzo a questo guazzabulgio capisco poco o nulla, quello che però è palese è che Rozzano se fosse una società privata sarebbe già fallita e i responsabili sarebbero in galera (forse, visti certi casi, questa Nazione è bella - si fa per dire - proprio anche per questi paradossi), poi i creditori resterebbero comunque con un palmo di naso se i falliti dimostrassero di non avere un soldo o niente di posseduto. A Rozzano i responsabili del disastro economico hanno le saccocce piene, voi di RF avete ricostruito le scatole cinesi, conoscete le dinastie pinardesche e allora dai ! su ! un piccolo sforzo mandiamoli in galera ! O forse stante Renzi al governo, dello stesso partito del decaduto, non si può far troppo casino per non danneggiare il Presidente del Consiglio ?

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  9. Il Magut GIANOTTI chencosamhanfatto? Ho inteso bene?
    Il liquidatore Gambato analizzi le carte.
    Percepiva in qualità' di Direttore Generale 150.000 Euro.
    Ha incassato con la sua decotto CRC 1.500.000 Euro, l'azienda CRC della Consorte ha incassato affitti per il ricovero degli automezzi in questi anni migliorate di Euro. Si riprenda le sue maestranze passate ad Api e per lavorare partecipi a gare presso altri comuni. Insomma, non solo opposizione alle ingiunzioni dovrebbe fare il Liquidatore, ma documentare quanto ha incassato lui è CRC. L'affare della vita visto il bilancio 2006 di questa Società', amministrata dalla Lentati, che poi ha assunto l'incarico di presidente del CDA della stessa API. Ma stiamo scherzando? Il commissari amento ? Maml'Agogliati dove viveva e dove vive?

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