martedì 27 gennaio 2015

SOCIETA'. Area Sud perderà anche Cesano Boscone: al Tar per resistere

Dopo i problemi dell'appalto di Cologno Monzese e quelli con il comune di Corsico, la collegata di Ama, Area Sud Milano, sta per perdere un altro cliente: Cesano Boscone, socio al 10%.
Il comune di Cesano è intenzionato, infatti, a cambiare operatore dopo che il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità in questa direzione lo scorso ottobre. Decisione su cui Area Sud Milano spa ha già presentato ricorso, ma, riteniamo, con poche speranze, visto il pregresso corsichese.
La volontà del Comune di Cesano Boscone di concludere il percorso con Area Sud Milano spa sarebbe dovuto al cambiamento della normativa in materia di aziende partecipate (!) e ai numerosi disservizi documentati negli ultimi anni.
Insomma, l'azienda guidata da Carlo Presidente Carrara versa in una situazione di prospettive sempre più ombrose, e con le difficoltà di cassa che gli genera il suo socio più significativo, Ama, che fatica a pagare il servizio.
Se, per coerenza, anche il comune di Pieve Emanuele provvederà a mettere a gara il servizio (come ha intenzione di fare per la mensa di Arco srl), il fatturato sarà ridotto al lumicino, e gli accordi della troika Carrara, Sgambato e D'Avolio, l'indagato, dovranno farsi ancora più "saldi", per decidere come non morire asfissiati.
Cesano Boscone, inoltre, è stata anche fatta recedere dall'intenzione di inserire nel Cda l'ex consigliere comunale Giuseppe Ursino, dopo esposto del consigliere cesanese Fabio Raimondo, perché la legge non consente agli ex amministratori di entrare a far parte degli organi amministrativi delle partecipate e controllate (ma questo non vale a Rozzano, dove la legge è un orpello). Il Cda di Area Sud sembra, in effetti, un parcheggio per gli amici. Ricordiamo, tra gli altri, la vicenda della sorella dell'ex assessore Rizza.
A proposito di parenti: un mezzo Sicas-Agogliati

Al proposito, Aldo Guastafierro, ex assessore cesanese dichiara: "quando ero assessore alle politiche ambientali e più volte ho sollecitato l'uscita da una società dove la logica del profitto è esasperata e in cui le politiche aziendali si sono dimostrate in aperto conflitto con le politiche del Comune di Cesano Boscone in materia di gestione dei rifiuti. Non è consentito incrementare la percentuale di raccolta differenziata con miglioramenti ambientali ed economici a beneficio di tutti!". Ma non solo. A ribadire alcuni concetti espressi anche apertamente dal Presidente, Guastafierro incalza: "Area Sud si è trasformata negli anni nell'ennesimo carrozzone politico dove i "trombati" dei partiti (e qualche parente da sistemare) hanno trovato "impiego", recependo emolumenti senza dare conto del loro operato a chicchessia." E ne sappiamo più di qualcosa a Rozzano...
La normativa porta anche Miogas ad essere espulsa dal comodo terreno delle assegnazioni in privativa e senza gara. Se ne è accorto anche il comune di Rozzano!
Insomma, il castello delle società rozzanesi è maledettamente in bilico e traballante: Ama e Api non hanno più ossigeno, Miogas non incassa, Area Sud va a picco... tutti i servizi principali sono a rischio.
Ecco perché la troika è alla ricerca di soluzioni. Ma per queste non sembrano voler considerare la sindaca Agogliati, che per questo ha scaricato il Decaduto ("Se è innocente lo dimostrerà").
La prospettiva per le tasche e il futuro dei rozzanesi appare funerea, e senza lumini votivi!
RF

2 commenti:

  1. "se è innocente lo dimostrerà". La Sindaca dimentica che anche "vedere" e non denunciare può essere considerata complicità. Non ci si può smarcare da responsabilità condivise per decenni fra madre, figlia, fratello etc.

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  2. Leggo e per associazione d'idee mi vengono alla mente le cosiddette isole ecologiche tanto decantate ed incensate al loro apparire in certi punti della città. Che sono rimasti tali, mentre mi sarei aspettato di vederli proliferare, stante le qualità esibite dai nostri ineffabili amministratori cittadini. Mi paicerebbe sapere perchè non hanno proseguito su questa strada. Una qualità senz'altro la posseggono, sono inaccessibili, non vedremmo cassonetti rovesciati e così abbandonati da quei poveri disperati che rovistano di notte alla ricerca di rifiuti recuperabili. Non vorrei essere frainteso. Queste persone appartengono a due categorie. La prima sono zingari. La seconda sono dei disperati provenienti dalle zone più povere del mondo (generalmente dall'Est Europeo).
    Non accusatemi di razzismo, la faccenda è che il contenuto dei cassonetti viene lasciato sparso sul marciapiede, gli incaricati AMA non hanno modo di raccogliere i resti (e nemmeno è loro compito farlo, oltretutto non hanno neppure gli attrezzi adatti), insomma è l'ennesimo degrado.

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