giovedì 1 gennaio 2015

RIFIUTI. Rimborsi TARSU: ci saranno grazie al milleproroghe che proroga il Sistri a dicembre 2015

Una vicenda che abbiamo impiegato un po' a ricostruire, ma che, speriamo, possa essere utile alle aziende, ai cittadini e ai politici, che oltre che politicare ogni tanto dovrebbero ragionare.
Roboanti proclami da anni si succedono, ma il Sistri, il sistema elettronico di tracciabilità dei rifiuti, sarà ulteriormente prorogato. La soluzione dei mali ambientali italiani legati al traffico illegale dei rifiuti che arricchisce molti e le mafie, non troverà ancora applicazione.
Nel milleproroghe è stato inserito lo spostamento di ulteriori 12 mesi per le sanzioni a chi non si adegua al nuovo Sistema di tracciabilità dei rifiuti. Tutto rimandato al 31 dicembre 2015, mentre l’Italia subirà, a sua volta, provvedimenti per la mancata attuazione. Ecco perchè, nel frattempo, è stato approvato un ulteriore e nuovo modello unico di comunicazione...
Comunque non tutto il male viene per nuocere: grazie ad una condanna dell'Italia del 18 dicembre scorso, abbiamo ora lo strumento per il rimborso della TARSU!
I temi sono molti, ma cominciamo con ordine.
Le sanzioni all'Italia sono state preannunciate dalla Corte di giustizia europea che ha condannato il ritardo dell’Italia nell’attuazione del SISTRI con la sentenza del 18 Dicembre 2014 nella Causa C-551/13 che vedeva opposti il Comune di Quartu Sant’Elena e L’Hotel Setar a seguito del rinvio pregiudiziale da parte della Commissione Tributaria Provinciale di Cagliari.  Il tema era la possibilità data dalla direttiva (non attuata) dell'autosmaltimento (esempio).

L’art. 40, paragrafo 1 della direttiva 2008/98 imponeva agli Stati di implementare il contenuto della direttiva stessa entro il 12 dicembre 2010. La trasposizione della direttiva è avvenuta ad opera del D.LGS n. 205/2010 (il quale ha emendato e integrato il D.LGS 152/2006), ma è stato giudicato insufficiente dai giudici di Lussemburgo, posto che lo stesso rinviava a successivi decreti “tecnici” del ministero dell’Ambiente per la piena attività del SISTRI.
Il SISTRI, di rinvio in rinvio, l'ultimo di questi giorni con il milleproroghe, non è mai diventato pienamente operativo.
Questa implementazione meramente formale della direttiva è stata dunque censurata dalla Corte di giustizia. Nel caso di specie, poi, la mancata operatività del SISTRI è stata la causa del mancato riconoscimento da parte del Comune di Quartu Sant’Elena del diritto di auto smaltimento dei rifiuti invocato dall’Hotel Setar Srl.
A fronte del rifiuto la società decideva di autosmaltire comunque i propri rifiuti, invocando direttamente il diritto UE. La successiva emissione da parte del Comune di una cartella TARSU, integrale e per somme elevatissime, pur in assenza di conferimento alcuno di rifiuti al servizio comunale di smaltimento veniva impugnata dinanzi alla CTP di Cagliari la quale rinviava alla Corte UE per una interpretazione pregiudiziale ai sensi dell’art. 267 TFUE.
I giudici Lussemburghesi – pur negando l’esistenza di un diritto all’auto smaltimento derivabile direttamente dalla direttiva – richiamano tuttavia i giudici interni alla necessità che il riparto del costo di smaltimento tra i consociati produca risultati conformi al principio di proporzionalità.
L’hotel Setar potrà dunque ora, invocare davanti alla Commissione Tributaria la giurisprudenza Francovich e richiedere il riconoscimento del danno derivante dalla mancata attuazione della direttiva: in questo caso il danno é equivalente al tributo applicato dal comune; sproporzionato proprio “a causa” del disconoscimento del diritto di auto smaltire; disconoscimento a sua volta direttamente connesso alla mancata attuazione del SISTRI.
Di fondo, il SISTRI ha il duplice obiettivo di semplificare l’iter di certificazione e tracciabilità dei rifiuti e di rendere trasparente il ciclo di distruzione dei rifiuti abbattendo i costi sostenuti dalle imprese del settore, ma nella realtà - tra rinvii, stop e modifiche alla normativa - il SISTRI non hai mai centrato le aspettative.
E questa è la parte buffa della vicenda: doveva diventare l'arma definitiva per sconfiggere le eco-mafie, ma dietro al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti si nasconde una voragine di sperperi pubblici a vantaggio della holding di Stato Finmeccanica, incaricata - attraverso la controllata Selex - di progettare e mettere a regime il sistema. Tutto sancito da un contratto che fu siglato in gran segreto con il Ministero dell'Ambiente, con un business da quasi 500 milioni di euro ai danni di 400 mila aziende italiane. A causa dei problemi giudiziari, Finmeccanica ha annunciato che non si occuperà più del Sistri, ed il contratto è scaduto il 30 novembre scorso. Ecco il motivo del rinvio del milleproroghe. Ma di tutto ciò non vi sono notizie sul sito dedicato del Ministero dell'Ambiente, nonostante il ministro Galletti abbia ricevuto missive dirette in merito. L'ultima news è del 25 settembre!
Al danno (le sanzioni in arrivo) la beffa: sulla Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27.12.2014 supplemento ordinario n. 97 è stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 dicembre 2014 recante "Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2015.".
Una delle ultime iniziative sul tema rifiuti
Un nuovo modello che dovrà essere utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento all'anno precedente e sino alla piena entrata in operativita' del Sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti (SISTRI).  
L'unica buona notizia di questo nuovo schema è che "ogni precedente nota tecnica è annullata e sostituita dalla presente".
Stante tutti i disastri, gli occhi ora sono puntati sul bando che sembra voler abolire finalmente il Sistri. Ci sta lavorando Consip, la centrale acquisti nella Pubblica amministrazione, che darà il servizio dello smaltimento dei rifiuti in concessione ad uno o più operatori. Ci si aspetta la massima trasparenza, come preannuncia Domenico Casalino, amministratore delegato di Consip. E c’è da sperarci, perché l’adozione del Sistri nel 2009 non avvenne attraverso una gara pubblica. E fu persino oggetto di un’inchiesta della commissione parlamentare Antimafia.
Un tema che rivela tutta l'italianità della vicenda, per la quale molti cittadini italiani temono sempre che ad ogni "innovazione" ammiinstrativa corrisponda una vessazione.
RF

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