martedì 30 dicembre 2014

TRASPARENZA. Non basta un assessore per praticarla...nei rifiuti si può.

Spazzatura e cassonetti incendiati
Come ormai sanno bene i nostri lettori, RF denuncia da anni la tangente di Ama sul ruffo, che ci fa costare il servizio (che paghiamo con la TARI) molto di più del suo reale costo. Ma, anche a monte, si sprecano le opacità ed i costi a sproposito.
Ma per evitare di parlare senza esempi concreti, vogliamo riferirci ad un'azienda di altro territorio, comparabile per dimensione, e vedere "l'effetto che fa". Questo ci aiuterà anche a darci prospettiva sui possibili esiti di situazioni particolarmente gravi come quelle che aleggiano sulle partecipate locali.
Ci trasferiamo a Latina, città di 125mila abitanti, capoluogo di provincia, fondata nel 1932 con il nome di Littoria.
La gestione della raccolta e smaltimento rifiuti fa capo alla società Latina Ambiente spa, partecipata al 51% dal Comune di Latina e per il 49% da Unendo, la stessa società partner privata di Area Sud Milano.
Senza la necessità di un assessore alla trasparenza, nel bilancio, tra gli allegati, pubblica gli elenchi completi dei debiti nei confronti dei fornitori per fatture e note di credito da ricevere, fatture ricevute, con nome e importo. E' per questo che vediamo, con piacere, che compare anche un'azienda rozzanese, la Sicas Euroclean del coniuge della sindaca!

Latina Ambiente è un'azienda da 21milioni di fatturato, comparabile ad Area Sud Milano, dove, però, il compenso per il presidente è di 15mila euro (contro i 50mila che ci costa, in Area Sud, Carlo Presidente Carrara) e i membri del Cda sono pagati con un gettone di presenza da 250euro.
Tutto rose e fiori?
No, perchè è grazie ad un incredibile comunicato stampa di Unendo del luglio 2013 che veniamo a conoscere i motivi per i quali si fanno fallire le società pubbliche e a capitale misto. La ragione per cui sono stati resi noti tutti i nomi dei fornitori e molto più è dovuta al fatto che l'amministratore delegato, espressione del socio privato, ha voluto far chiarezza, per poi iniziare una lotta intestina. Dal testo del comunicato:
"Si deve altresì evidenziare come scelte politiche della Pubblica Amministrazione non possano e non debbano ribaltare su un soggetto privato quale è la Latina Ambiente la scelta di favorire l’evasione. E’ altresì evidente il conflitto di interesse del Comune di Latina che da un lato è committente della Società e dall’altro è socio di maggioranza che vorrebbe imporre perdite non derivanti dalla gestione, tutelando il cittadino evasore". E ancora:
"Il socio Comune di Latina nel corso degli anni ha considerato la Latina Ambiente prima un appaltatore da spremere come un limone, affidandole servizi che non ha pagato o ha malpagato, poi come serbatoio occupazionale, poi come esattore affidandole la gestione della TIA e successivamente avocandola a sé, infine, come cosa propria, violando le norme statutarie ed in ultimo, con un colpo di mano, approvando da solo un bilancio volto a far ricadere sull’azienda il valore dell’evasione. "
Denunce pesantissime, che hanno poi portato alla lotta con il Comune che ha portato alcuni atti in Procura.
I problemi sono quelli che compaiono ormai usualmente nei verbali di approvazione del bilancio delle nostre partecipate, come i crediti in crescita (sempre per colpa della crisi), poi inesigibili ed in costante aumento, assunzioni di comodo, incapacità nella gestione del recupero crediti...
Insomma, anche questo è un segnale della malagestione della politica de noartri, praticata a mani basse nella meridionalizzata Rozzano. Finirà così?
Nel caso di Latina il Pd è all'opposizione, ma, si sa, ormai la gestione della politica non ha più colore.
Quindi... non lamentiamoci: se c'è qualcuno che paga di meno è un "colpo di culo". Pagare sempre di più è, probabilmente, piacevole.
RF

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