martedì 16 dicembre 2014

POLITICA. Per Agogliati la mensa scolastica non è strategica

Nella commissione risorse di ieri sera, oltre che brillare per assenza, la sindaca Barbara Agogliati ha portato in visione dei commissari la scarna delibera nella quale chiede mandato per liberarsi del 21% di quote sociali in Arco, detenute da AMA, e far diventare la società che produce i pasti per le mense scolastiche privata.
Due paginette di testo che, mancanti di qualsiasi afflato strategico, decretano la chiusura di un'esperienza ritenuta da sempre uno dei servizi principe del controllo qualità da parte degli enti pubblici.
Veramente deprimente ed imbarazzante la prestazione dell'assessore Pietro Moro (apparentemente investito del compito senza preavviso), delegato alla partita, del presidente della commissione Mauro Ambrosi, del dirigente Borzumati (che si mostra assolutamente impreparato, per l'ennesima volta) e del segretario comunale Martina, arrogante e supponente fuori luogo ("Può darsi che succeda ciò che dite...").
Sebbene tutto già scritto nelle carte delle aziende e detto, molto probabilmente, nelle riunioni della maggioranza, si son vergognati di palesare le intenzioni ed il percorso, non provvedendo nemmeno a redarre una delibera formalmente corretta.

La mancanza della documentazione allegata aveva dell'imbarazzante, al confronto di quella del comune di Pieve Emanuele che si è già espresso contro questa decisione, ad esempio ratificando il diniego sulla base della proposta di variazione dello Statuto della società partecipata correttamente allegato.
La sindaca imbrigliata dai debiti cede ai denari CIR
Tale variazione statutaria, apprendiamo, è stata proposta ed inoltrata a Pieve il 28 ottobre scorso: perché la Giunta rozzanese non la rende palese? Essa toglie il comma e i dettagli che fanno di Arco una società a prevalente capitale pubblico, sbugiardando l'assessore Moro che, ieri sera, continuava a dire che la vendita potrebbe essere agli enti soci che hanno il diritto di prelazione: baggianate!
Non solo. A Rozzano si continua a mantenere il più assoluto "riserbo" sulle partecipate tutte, tanto che si devono fare ipotesi sui possibili scenari (a volte in modo alquanto semplice, vista la drammatica situazione debitoria e finanziaria). Il capogruppo e commissario Gianni Ferretti, ad esempio, ha avuto gioco facile nell'ipotizzare (!) che la vendita sarà a CIR semplicemente perché sia il Cda di Arco che quello di Ama l'hanno sostanzialmente scritto... Anzi, c'è di più: la vendita delle quote a CIR sarà stata possibile solo se CIR entrerà in possesso anche del centro cottura di via Buozzi, di proprietà di API. "La cessione delle quote servirà per sanare i debiti con Arco stessa, e Cir le otterrà ad un prezzo molto vantaggioso, perchè altrimenti non si comprerà l'immobile di via Buozzi, i cui 2 milioni serviranno per dare fiato alle esangui casse di Api, in liquidazione!".
Ecco quindi che, con improbabile approccio giuridico, si mette a bando sia le quote (di AMA) che l'immobile (di API), confermando una regia complessiva del comune di Rozzano sulla conduzione delle due aziende che qualcuno in altre occasioni ha voluto negare (un tal Ancora).
Il consiglio comunale di Pieve che ha respinto la modifica
di statuto Arco (foto by M5S Pieve)
Arco nacque nel 2004 per l'erogazione di questi servizi, subito dopo l'elezione, la prima elezione del Decaduto. La regia dell'operazione fu, naturalmente, di Carlo Presidente Carrara, che ha ancora saldamente il controllo contabile per tramite del figlio Mauro Carrara, commercialista di fiducia degli enti del padre.
Ne fu consigliere d'amministrazione anche il dirigentone con procure Gianfranco Sgambato, dal 2010 al 2013, mano operativa dell'operazione attuale di cessione della maggioranza pubblica.
L'operazione, a cui si chiede l'avallo (obbligatorio) del consiglio comunale, prevede infatti che Ama, ovvero il comune di Rozzano, retroceda al 10% di quote, come Pieve Emanuele e Lacchiarella. Il socio privato, CIR Food, la società della lega delle cooperative, salirebbe al 70%.
La vendita delle quote, abbinata a quella del centro cottura, farebbe di CIR il socio controllante a tutti gli effetti. La società perderebbe la prevalente caratteristica pubblica, ed obbligherebbe gli enti a fare quello che già Pieve ha preannunciato: un bando di gara per l'assegnazione del servizio, che, se CIR sarà stata capace ed economica, Arco potrà mantenere.
Su questo, dunque, è appesa anche la sorte dei circa 145 lavoratori di Arco....
Poi, è esilarante la diversa concezione del Pd sulla necessità di mantenere pubblico un servizio come le mense scolastiche: il Pd di sinistra pievese (e il M5S di Pieve) sono contro la privatizzazione, il Pd di destra rozzanese è per la privatizzazione che toppa i buchi delle partecipate!
Il consiglio comunale è domani.
RF

3 commenti:

  1. Le mense scolastiche un altra ex eccellenza del comune di Rozzano , per mio figlio pago 5,16 euro al giorno per poi sentirmi dire che mangia solo un panino o della frutta ( scuola Archimede)
    Assessore Moro la gente e' stanca di pagare tasse dirette ed indirette al comune e vedere un paese allo sfascio , scrollatevi di dosso gli amici degli amici ,e date a chi si guadagna la michetta con sacrificio ,competenza ed onesta'la possibilita' di dare un" vero "servizio a tutti i cittadini.

    RispondiElimina
  2. Diciamo che politicamente è la solita minestra riscaldata.Ci diranno che ciò servirà per aumentare e megliorarae la qualità del servizio. Ma per favore dite apertamente in consiglio che trattasi di una manovra per tappare per l'ennesima volta dei buchi creati senza scrupoli e per soli fini elettorali.Si dica pane al pane ,vino al vino, e forse unendo i pareri le volontà politiche che ci rappresentano in consiglio risolveremo almeno in parte i disastri di una sfrontata e inadeguata gestione. Agogliati, si affianchi di pesrone capaci che nei CDA possano far valere le ragioni del buon senso nel rispetto delle regole,si avvalga di assessori con esperienza e non politicizzati all'inverosimile, abbandonate vecchi rancori , la sua giunta è mal sortita, deleghi anzi proponga una nomina esterna al consiglio comunale(partecipate) , vedrà che maggioranza ed opposizione troverannno la quadra , nell'interesse di tutti.Nomina Consiliare, non sindacale.
    Non si faccia caro Sindaco fuorviare da personaggi a lei vicini che forse pensano solo ad accrescere la propria immagine , forse è giunto il momento che lei decida , ascolti tutti, ma decida lei. Le beghe e rivalse politiche esistenti fra gruppi etc. produrranno solo danni. Più che gruppi direi beghe di cortile o condominiali. Visto, sono diventato Assessore. Ma de che??????

    RispondiElimina
  3. Prezzo esorbitante davvero oltra la beffa di pagare 1.30 in caso di assenza
    Infatti tanti stranieri e gente dell'ALER mangiano a casa

    RispondiElimina

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.