giovedì 4 dicembre 2014

ENERGIA. Milano e Rozzano per il recupero energetico al depuratore

Il depuratore di San Rocco nei pressi del Fiordaliso
Il Comune di Milano e quello di Rozzano hanno sottoscritto una convenzione che formalizza l'incarico a MM spa e AMA spa (a costo zero, negli intenti) per verificare la possibilità di utilizzare il calore delle acque depurate ai fini del recupero energetico e produzione di energia per la rete del teleriscaldamento rozzanese.
Si tratta di un progetto che prende le mosse da quanto già realizzato a Nosedo, l'altro grande depuratore milanese a sud est della città.
Il depuratore di Nosedo, il primo e il più grande impianto di trattamento acque reflue della città, sorge in un'area compresa tra la città costruita e la vasta fascia agricola che si estende verso la pianura nei pressi dell'Abbazia di Chiaravalle.
L’impianto di depurazione rigenera circa 150 milioni di metri cubi di acque reflue e di scarico che hanno una temperatura media di 12- 14°C nella stagione invernale e 22-24°C nella stagione estiva, mettendo a disposizione un grande pozzo termico gratuito.

La centrale “pilota” di raffrescamento e riscaldamento è costituita da 2 pompe di calore acqua/acqua con scambio di ciclo abbinata alle acqua depurate, per la “palazzina servizi” e la “palazzina di rappresentanza” del depuratore di Nosedo.
La soluzione realizzata è un’incisiva misura di efficientamento energetico degli impianti installati: l’utilizzo delle pompe di calore offre valori di resa che raggiungono anche i 4,3 kW per 1 kW elettrico consumato, con una sensibile riduzione del consumo energetico per il riscaldamento / raffrescamento degli edifici rispetto alla vecchia soluzione con condensazione ad aria precedentemente installata.
Le caratteristiche sperimentali dell’impianto di Nosedo non coinvolgono quindi solo la depurazione, il recupero e il riutilizzo delle acque ma anche applicazioni di sostenibilità ed efficienza energetica tanto che hanno ricevuto nel 2013 il premio di Legambiente “Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente”.
Schema impiantistico dell'applicazione di Nosedo
L’intervento di riqualificazione effettuato per l’ottimizzazione energetica degli edifici esistenti nel sito di Nosedo rende quindi attraente lo sfruttamento termico delle acque reflue trattate, anche nel più ampio contesto urbano nel quale il depuratore è inserito. I riscontri operativi sembrano aver mostrato che l’efficienza del nuovo impianto supera abbondantemente i risparmi ipotizzati in fase di progettazione tanto da rendere conveniente questo tipo di applicazione su scala ben più rilevante rispetto alla realizzazione effettuata.
La soluzione tecnica adottata può essere replicata in ambiti più contenuti, anche un depuratore medio piccolo offrirebbe il contenuto termico derivante dalle acque reflue depurate, sufficiente ai fabbisogni termici degli edifici ausiliari del depuratore stesso, riproponendo pertanto l’impianto di Nosedo.
Milano San Rocco ha una capacità di trattamento pari a 1.000.000 ab. equivalenti - 4.000 litri/sec, e, secondo lo studio di MM, è sicuramente disponibile per l'installazione di pompe di calore che possano dare un contributo all'immissione di calore nella rete del teleriscaldamento di una città come Rozzano.
Schema impianto potenziale per il depuratore San Rocco
In definitiva, le acque reflue depurate, rese disponibili a fine ciclo dal depuratore, sono potenzialmente sono sfruttabili anche come pozzo termico in  accoppiamento con unità a pompa di calore per la produzione sia di acqua calda (teleriscaldamento) sia di acqua refrigerata (teleraffreddamento), una applicazione che trova già la sua applicazione nelle forniture di Ama al Fiordaliso, nella zona dei Girasoli (Leroy Merlin e Decathlon). Sarebbe quindi un risparmio notevole per l'alimentazione di quelle forniture a poca distanza dal depuratore.
Tecnicamente, la proposta potrebbe prevedere la cosiddetta trigenerazione a gas metano con motori endotermici accoppiati a gruppi frigoriferi a ciclo chimico (assorbitori) funzionanti su input termico per sfruttare il cascame termico anche nel periodo estivo – ( biogas).
I consumi energetici (elettrici per l’alimentazione delle pompe di calore e di gas metano per l’alimentazione dei motori cogenerativi) vengono compensati e tramutati in risparmi energetici, ed ambientali, attraverso la produzione, dall’acqua, di energia termica generata dalla pompa di calore, e in quota parte dai motori cogenerativi, nonché dall’energia elettrica prodotta da questi ultimi per i fabbisogni termici ed elettrici interni degli impianti ma anche, nella quota di surplus, di vendita di calore alle utenze limitrofe. Per l'impianto di San Rocco è previsto un potenziale risparmio energetico di quasi 5000 tel/anno (Tep=tonnellate di petrolio equivalenti).
Una buona idea per i conti della partecipata, che, se sarà gestita con rigore, potrebbe avere così qualche nuova opportunità dopo la perdita dei certificati verdi della centrale di Piazza Alboreto.
Essendo già sviluppata da MM (addirittura a fine 2010), questa soluzione non potrà costare centinaia di migliaia di euro! Uomini avvisati....
RF

2 commenti:

  1. ho paura che se non c'è da "guadagnare illecitamente" allora non se ne farà nulla di buono, specialmene se ci sarà controllo ... uomo avvisato ...

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  2. Speriamo che il controlo e la gestione non sia ANCORA- ANCORAta agli amici degli amici.

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