martedì 25 novembre 2014

TRASPARENZA. I redditi nel nuovo consiglio. Qualche sorpresa e un po' di imbarazzo

Sono stati finalmente pubblicati i documenti e le informazioni relative ai componenti del consiglio ed alla giunta, in relazione alla norma sulla trasparenza (Art. 14, c. 1, d.lgs.33/2013). Un ritardo non indifferente, che dovrebbe porre il problema o relativo al'organizzazione del lavoro interno al Comune o su proposte di revisione della norma stessa: se la prescrizione è "Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati cui al comma 1 entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina", o la si rispetta o si intenta azione per chiedere correzione. Alcune tabelle, infatti, sono state sottoscritte nella seconda metà di ottobre, e solo dopo sottoposte alla "sbianchettatura" burocratica.
Insomma, la visione e l'analisi dei dati resi disponibili mostra uno spaccato del nostro Paese e dell'Italia (o Italietta, in questo caso). Procediamo sui due fronti, quello del consiglio prima e della giunta, poi (con l'analisi reddituale che, poi, ci condurrà a quella patrimoniale, per comprendere meglio la congruenza tra i due).
Visto il ruolo che gli amministratori pubblici ricoprono in rappresentanza della società, sarà stato importante conoscere se, soprattutto nel caso della maggioranza, che ha l'onore e l'onere della conduzione delle faccende in città, vi sono dichiarazioni di... convenienza.
La classifica, ad una pura lettura dei numeri da al primo posto per reddito
Mauro Ambrosi (PD), che con 56mila euro sovrasta Agostino Gagliardi (FI), che con "soli" 40mila euro si piazza al secondo posto. Ad un'incollatura Marco Valenti (PD). A quota 33mila circa la presidente del consiglio, Marilena Cartia e Vincenzo Costa (PD).
Ai limiti della sopravvivenza Francesco Cuvello (PD) con 14mila euro, molto vicino alla media reddituale rozzanese (13mila euro circa, che la pone agli ultimi posti nella provincia di Milano) e un manipolo di giovani a meno di 10mila euro all'anno.
La prestigiosa palazzina in Largo Treves 5
Non ha presentato i dati reddituali e patrimoniali Paola Di Pietro (Io Sto Con Rozzano), risultando inadempiente rispetto alla normativa e passibile di sanzione (sino a 10mila euro).
Gli imprenditori e i liberi professionisti appaiono nella parte bassa della classifica, soffrendo direttamente (probabilmente solo per alcuni) della crisi in atto, mentre, ai primi posti, risultano dipendenti di grandi aziende.
Come sempre, risulta folto il numero dei collaboratori o dipendenti AMA, che, se fossero coerenti con gli impegni assunti, dovranno abbandonare l'aula ogni qualvolta l'aula discuterà di provvedimenti che riguardano la partecipata. Ma, come abbiamo visto per la mozione del M5S sui denari a ViviRozzano, su invito del loro sindaco, elargiti proprio da AMA se ne son ben guardati!
Non tutti hanno presentato il CV, per cui, sull'istruzione, il dato risulta incompleto: il 53% dei consiglieri è diplomato, il 26% laureato (triennale o magistrale) e ancora il 21% ha solo la licenza media.
Sul fronte delle proprietà immobiliari, il "motore del terzo settore", Guido De Vecchi (Sel/6Rozzano) stacca tutti per prestigio e valore degli immobili, mostrando un appartamento niente poco di meno che nel centralissimo Largo Treves a Milano, oltre che la residenza a cascina Gambarone e un appartamento a Rhemes Notre Dame (AO) con annesso terreno. Insomma proprietà di tutto rispetto per un reddito modesto (23mila euro), sicuramente e necessariamente integrato dalla moglie.
Le auto non compaiono mai. Mah!
Diremmo che, poco distante, si piazza la docente e collaboratrice estiva AMA Rozzano, Marilena Cartia. Un appartamento nel quartiere Alboreto con box, e proprietà immobiliare diffusa nella terra d'origine, in quel di Gela, con 10mila mq circa di terreni a vigneti, ultiveti e seminativi. Altrettanto amante della terra è Gianluca Palmeri, che tra Salemi (paese dove è stato sindaco Vittorio Sgarbi) e Castel Vetrano può coltivare uva, arance e prendere il sole nei suoi appezzamenti.
Anche Mauro Ambrosi ha un piede a Milano, in corso San Gottardo, oltre che l'appartamento di proprietà in via Manzoni.
Salta agli occhi come la residenza del consigliere Francesco Cuvello (che non mostra alcuna proprietà personale) sia ...nel suo "baracco" in via Pavese 93! Sicuramente un errore da correggere (immaginiamo... o no?!?). Solo 4200euro di Cosap non costituiscono titolo abitativo.
L'assenza di molti dati, anche solo sulle automobili di cui vediamo dotati i consiglieri,  fa pensare al fatto che le intestazioni siano altrove.
Ma non solo: manca anche la dichiarazione di alcune proprietà immobiliari, che non dovrebbe essere un problema mettere alla luce. Come nel caso di Vincenzo Costa, che ha omesso di dichiarare un bel 4 vani a Martisicuro (Te), o Marco Macaluso, che ha ritenuto di non dover dichiarare un fabbricato rurale di 78mq
a Partinico (Pa). Nulla di sconvolgente, ma trasparenza è questa roba qui.
Certo, le grandi omissioni sono altrove, ad esempio in chi si avvale di fiduciarie per infrattare proprietà ben più consistenti.
Oppure di chi omette la dichiarazione salvo poi, come nel caso di Paola Di Pietro ritrovarla possidente di terreni in varie parti d'Italia e saperla collaboratore di AMA, recente vincitrice del concorso per educatori lo scorso  giugno.
Tipicamente la moglie, la figlia/o o la società sono l'intestatario lecito di ciò che appare ed è evidente alla luce del sole, per le attività e le prassi quotidiane, ma la difficoltà e la poca abitudine alla trasparenza ci insegue da lontano: in Inghilterra, dove siamo spesso per lavoro, un rappresentante dei cittadini non ha timore di mostrare la propria consistenza patrimoniale, almeno per il primo grado, perché, spesso, si rischia la brutta figura!
RF


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