sabato 15 novembre 2014

POLITICA. "Ho appena finito di mangiare!". Barbera denuncia l'orario del consiglio malo-gastroenterico

Alla presenza dei politici e faccendieri locali, che hanno formato un notevole parterre in aula consiliare, si è aperto il consiglio comunale dello scorso 15 novembre, per celebrare le linee di mandato del neo sindaco Barbara Agogliati.
Con un ritardo di oltre due mesi dal dovuto per legge (ma come abbiamo già accennato, la Legge per molti è un "di cui" della quale si può anche fare a meno), la presentazione del da farsi amministrativo e politico per la città ha dovuto attendere alcune e consuete comunicazioni.
Dopo la dovuta solidarietà per il vile assalto all'assemblea del Sunia nella sede del Pd di piazzale Corvetto, portata in aula dal vice presidente del Consiglio Cristina Perazzolo (insieme alla personale dichiarazione di appoggio alla visita di Matteo - chiamato Marco per un lapsus... oppure no!? - Salvini al campo Rom di Bologna), si è avuta la (riteniamo) giusta, ma gentilmente sopita, emissione dalla bocca, di aria proveniente dallo stomaco ("rutto", e non ci sono sinonimi, ndr) da parte del consigliere Francesco Barbera, che ricordava a tutta l'aula d'aver "appena finito di mangiare. Come è possibile considerare le 15 un orario dove il consiglio può operare con efficienza?". Tra il serio ed il faceto, riprendeva la polemica del capogruppo di FI Gianni Ferretti relativa all'orario del consiglio, ritenuto consono dal vice sindaco Stefania Busnari, perchè foriero d'efficienza per l'orario primo pomeridiano, salvo poi convocare le commissioni ed i capogruppo alla sera.

Il giovane Niccolò Ferretti, poi, ricordava all'amministrazione di non aver da loro ancora notizie dello stato dei lavori della metrotramvia a seguito dell'interruzione, causa "abbandono tecnico", del cantiere. Un tema scottante per la città di cui, però, se ci atteniamo alla comunicazione istituzionale, esiste solo uno scarno comunicato sul sito web del Comune, datato e senza alcun dettaglio.
Anche il M5S, con Simone D'Agnelli, neo capogruppo a seguito dell'applicazione del principio di rotazione delle cariche caratteristico del Movimento, interveniva a ricordare come sia in corso la prospettiva della trivellazione del territorio, nell'area del Comune di Zibido San Giacomo, per mano della Apennine, un'azienda che ha avuto la concessione per la verifica della presenza di fonti di greggio da estrarre sotto forma tradizionale o con fraking (che l'azienda smentisce). Un tema certamente da approfondire e per il quale la cittadinanza e le associazioni/comitati del sud Milano si son già attivate.
Insomma, tutti temi sui quali, sicuramente, torneremo in futuro.
Dopo le questioni pratiche e territoriali, la retorica dell'annuncio.
Barbara Agogliati, in un intervento alquanto prolisso, ha lanciato il cuore oltre l'ostacolo, annunciando mirabilie, ma partendo da una situazione talmente fantastica che... necessità di migliorare!
Insomma, delle due l'una: o stiamo bene, e si tratta di proseguire lungo la strada tracciata ("decenni di cultura del rispetto della cosa pubblica") o di recuperare, con fatica, i disastri e i "morti" lasciati sulla strada ("eliminare le perdite (di Api, ndr) difendendo il lavoro", "Ama in crisi di liquidità con problemi finanziari che necessita di una ristrutturazione del debito").
Tra i due estremi ci sta di tutto.
Da "sono l'erede della cultura di sinistra" (sarà per questo che il Pd è sull'orlo di una scissione), a ci sono "dipendenti (comunali) conservatori e poco flessibili".
La retorica, pesante, che ammanta il suo discorso si dipana nel "dobbiamo esser utili: ci cerchino per le risposte".
Crisi sui muri Aler
Un'altro passaggio che lascia la città col fiato sospeso e qualche fondato timore, visti i disastri della gestione di attività sul territorio per tramite delle partecipate, è quello che plaude al Comune di Milano che si riprende la gestione delle proprie case popolari. "Siamo sull'orlo del fallimento quasi definitivo di Aler (come Ama, ndr). Bene ha fatto Pisapia a riprendersi la gestione con MM". Raccomandiamo ai cittadini Aler di incrociare le dita e toccarsi le cose più preziose affinché ciò non si avveri. Quel poco di patrimonio edilizio popolare comunale (la palazzina di via Matteotti) - ancor libero dalle adunche mani di Ama - ha già visto tali e tante problematiche che, seppur abitata, per la maggior parte, da persone vicine, o che lo son state, all'amministrazione, ha visto raccolte di firme e proteste per arrivare a risolvere i problemi della manutenzione.
Sulle partecipate, appunto, proprio per la eccezionale e favolosa gestione del passato, si è ritrovata a dover addossare ogni colpa ad una presunta "questione nazionale". Già, il clientelismo e la malagestione sono un problema molto diffuso... Ecco perché, auspica, che "si aiutino i comuni a dismettere o a consentire apporti di denaro per il raggiungimento di dimensioni ottimali". Ed ancora: "Sono state occasioni di introito per i comuni (e per tutti gli amici, ndr). Forniscono molti servizi alle fasce più bisognose, hanno un grande valore. Danno occupazione (clientelare, ndr), servizi (e appalti agli amici, ndr). E' la crisi che ha prodotto i problemi economici".
Parole chiare, pur senza fornire ai consiglieri ed ala città il bilancio 2013 e la semestrale 2014, su Ama: "è in forte crisi di liquidità, che ha comportato una crisi finanziaria. Occorre ristrutturare il debito. Vi è necessità di liquidità dall'Ente, vendere gli asset non più necessari (società, partecipazioni, immobili, ndr), valutando i servizi necessari, l'equità e le tariffe. Si combatterà la morosità".
Con la promessa di presentare al consiglio il piano di ristrutturazione (prima o poi), conclude con una promessa, purtroppo: "Alle partecipate daremo tutto l'appoggio necessario!", ahimè!
La città si prepara a depauperarsi e a un periodo di lacrime e sangue.
Rozzano ha le tasse più alte per le aziende e per i cittadini, ed ora venderà pezzi di patrimonio pubblico. Per difendere gli insuccessi e coprire le responsabilità sui disastri di alcuni verranno vessati tutti i cittadini.
Ma anche sul Pgt non si odono cambiamenti: "Il Pgt contiene già elementi per un miglioramento. Alcune cose non sono più corrispondenti al mercato di oggi", dice riferendosi al documento nato nel 2007 per soddisfare gli speculatori del Decaduto e che ancora contiene molti aspetti perniciosi, tra cui le aree di trasformazione (dove ricade viale Campania), l'area D3 (Cabassi) ed operazioni di "housing sociale istituzionale".
Insomma, nessun cambiamento in vista, ed i 40 metri quadri di verde per abitante sono sempre branditi come un numero magico per infinocchiare l'abitante di puffolandia.
Il camino della centrale Api/Ama dove
sono evacuati i fumi dello spreco 
L'unica replica di opposizione da parte di Francesco Barbera, che arringa il sindaco con un: "Si è superato il limite dei 90 giorni, e quelle declamate sembrano le promesse di Renzi! La sindaca parla di rispetto, ma lo chiede senza darne. Si chiedono i documenti, ma arrivano dopo 60/70 giorni, inevce di 30, molti non li si consegnano, non sifanno le commissioni. In consiglio arrivano risposte di attività di cui tutti sono all'oscuro".
Anche pillole di saggezza: "Vediamo che il dott. Borzumati siede in aula con la funzione di segretario comunale, oltre ad essere dirigente e capo della polizia locale: bene! Si inizia con i risparmi...".
Solleva anche le note dolenti relative all'impresentabile centro cittadino (una polemica ed uno stimolo sollevatosi anche dalle pagine di Piazza Foglia), alla manutenzione stradale, alla viabilità. E non dimentica le partecipate: "Allora esiste un piano segreto per il rientro! Lei, Barbara Agogliati, aveva la delega alle partecipate nella precedente Giunta ed in questa. Cosa ci dobbiamo aspettare?".
Molto pertinente la critica sulla struttura e l'organizzazione della Polizia Municipale, che, dopo averne descritto la composizione, la definisce una struttura con "troppi generali e poche truppe!".
Guido De Vecchi non gradisce questa descrizione di intenti, perché "contano solo le azioni". Critica la mancata citazione delle associazioni, la mancanza di una rete, e i servizi che devono esser percepiti come diritti e non scambio di favori.
"I cittadini devono - per questo - potersi rivolgere ai dirigenti ed agli impiegati comunali, non agli assessori per fruire di un servizio, sulla base di caratteristiche definite dalla politica. Se c'è un favorito c'è chi dispensa favori!".
Gianluca Palmeri, M5S, non è dolce: "Non si parli di rodaggio. Molte delle persone in aula e nella Giunta sono già viste, sono già vecchie. Per non parlare della trasparenza: quando si vota non si sa anora cosa si vota. Abbiamo chiesto informazioni alcune giugno, ed ancora non abbiamo la risposta". Su Aler ricorda che "gli accordi presi da Ama hanno portato ad un disastro finanziario e ad aumenti, non dimentichiamolo, pesanti per i cittadini. Ed il lavoro? Sempre agli stessi".
Ricorda poi la possibilità di "usare anche questioni estemporanee come la presenza ai seggi elettorali per dispensare denari ai bisognosi senza chiamare sempre (chissà perchè!) le stesse persone".
"La sicurezza cittadina è stata dimenticata nella relazione. La videosorveglianza è inattiva... E l'incremento delle possibilità di comunicazione tramite la fibra ottica già in essere? Ama la usa solo per quattro dati in croce relativi al controllo delle sottostazioni negli edifici municipali. Con pochi soldi si potrebbe dare la banda larga alle scuole".
Voce fuori dal coro Cristina Perazzolo. "Ho molto apprezzato la relazione!", dice dalla sua posizione di vice presidente del consiglio, fisicamente immersa nel gruppo della maggioranza. Che si stia avvicinando all'amministrazione?
Durante il consiglio beccata a parlare più volte con l'ex assessore Salvatore Rizza, amicone del Decaduto e suo compagno nelle passeggiate alle cinque del mattino, ma mai, nonostante richiami elementi del programma del centro destra, con qualcuno del gruppo di Forza Italia. Mah! Accenna, però, ad un tema caro al territorio ed ai cittadini dell'Aler, richiamando un necessario sostegno alle autogestioni, mancante (anche lui) nella relazione dell'Agogliati.
La chiosa del capogruppo del Pd, Marco Macaluso, non poteva essere diversa. Un misto di fede e speranza. "Diamo pieno appoggio al sindaco e condividiamo il programma. Speriamo di lasciare un segno nonostante la crisi economica". E conclude con una minaccia: "Non tratteremo con chi non si pone in una situazione interlocutoria!". Insomma, se non siete d'accordo, ma, magari, avete ragione... niente da fare. La porta è chiusa, per non disturbare il manovratore.
RF

4 commenti:

  1. Caro Masini, credo che tu fossi alquanto distratto, in quanto in primis ho espresso solidarietà a Matteo e sottolineo Matteo Salvini ( non avrei mai potuto sbagliare nome), al sindaco di Bondeno Alan Fabbri, alla consigliera della Lega Lucia Borgonzoni e al giornalista Enrico Barbetti per i fatti dell'8 novembre a Bologna. Poi ho espresso solidarietà anche per l'attacco alla sede PD di Milano mentre era in corso una riunione col Sunia, in quanto condanno fermamente coloro che usano la violenza come strumento di lotta politica indipendentemente dalle forze politiche coinvolte! Quanto al documento delle linee di mandato del sindaco, ho apprezzato che fosse scritto in modo semplice e che fosse valorizzata la componente femminile. Di certo non ne ho apprezzato il contenuto spiegando come su alcuni punti il programma della coalizione di centro destra capitanata da Gianni Ferretti fosse migliore per i cittadini. La prossima volta ti conviene lavarti bene le orecchie prima di stravolgere la realtà delle affermazioni soprattutto le mie! Ti consiglio di leggerti il verbale...

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    1. C'è tutto.
      L'errore sul nome di Salvini (colto da tutti, forse l'impianto audio funziona male ) è una semplice nota di colore per alleggerire la "cronacozza".
      Un documento semplice????
      Mah, qui veramente non siamo d'accordo. Era fumoso, prolisso, infarcito di retorica (per chi conosce il passato, e tu dovresti!).
      I nuovi (ad es. M5S) possono dire che le intenzioni sono condivisibili, i "vecchi", commentandolo in un modo o nell'altro, fanno capire dove stanno, come si posizionano rispetto a quelle cose.
      I punti che, durante il consiglio, hai citato del programma del centro destra sono quelli mancanti nella relazione o quelli a cui hai voluto dare maggior risalto.
      Non hai espresso nessuna critica su alcun passaggio.
      Questo è quanto.

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  2. Consiglierei a Marco Macaluso di essere un po' piùmodesto: lui non è Matteo Renzi che si permette di fare il bullo perché non ha oppositori degni di tale nome.

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  3. Non toccatemi la Perazzolo ! Lei si che sarebbe un Sindaco per risolvere i problemi e risalire dallo schifo cui si è ridotta la città

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