domenica 16 novembre 2014

POLITICA. D'Avolio: finalmente, dopo due anni, i patrimoni e redditi del Decaduto (quelli visibili)

600 giorni per compilare un modulo. Un "unicuum" lombardo!
Eletto nel febbraio 2013 allo scranno della regione Lombardia, se n'è ben guardato sino al 22 ottobre 2014 dall'ottemperare ad un obbligo di legge relativo alla trasparenza per le cariche pubbliche, come del resto fanno tutti i nuovi amministratori del Comune di Rozzano, che non hanno ancora ottemperato all'obbligo di trasparenza sebbene sian passati quasi cinque mesi dalle elezioni.
Massimo D'Avolio, avvalendosi di sordidi cavilli regionali (che fan comodo probabilmente a chi ha qualcosa da nascondere, sistemando le carte) ha potuto ritardare sino ad oggi la presentazione della dichiarazione patrimoniale e quella reddituale. Certo, l'ha fatto. Ma la forma è sostanza.
Come ci fanno sapere dall'ufficio comunicazione parlamentare del M5S, "Con la legge regionale 24 giugno 2013, n. 3 (Riduzione dei costi della politica in attuazione del decreto – legge 10 ottobre 2012, n. 174), convertito con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, sono state abrogate le parole “entro tre mesi dalla propria proclamazione” all’articolo 2, comma 1, della Legge Regionale 41/1982. Ecco quindi che Egli ha potuto procastinare la dichiarazione".
Il più che benestante pellegrino Rocco Massimo, andato a render gloria al Poverello di Assisi all'ultima marcia della Pace (per conto della Regione Lombardia, per cui desumiamo che abbia pure chiesto il rimborso spese per se.... ma anche per la famiglia al seguito?), ha messo alla luce del sole, con soli 46mila euro di reddito nel 2012 (circa 2500euro netti al mese), l'attico su due livelli di via Nilde Iotti (valore probabile di mercato 800mila euro, ma pagati solo 455mila euro, e regolato cash!), e la "casetta" di Brusson in Val d'Aosta (stessa modalità!) comprati, entrambi, nel magico anno 2007. Poi vi sono gli immobili di famiglia nel foggiano e di Sesto san Giovanni.
Non risulta dichiarato il box in via De Grada, cosa che altri consiglieri regionali, invece, hanno puntualmente segnalato.
Auto? Una Smart e un Land Rover Defender. Il Chrysler con i grandi adesivi sul vetro posteriore sarà di qualcuna delle società, probabilmente Antaros (risulta un leasing per un'auto nel 2005).
La moglie, Laura Tesse, comproprietaria degli immobili in essere a Rozzano e in Valle d'Aosta, ha reddito per le attività da amministratore unico di Antaros srl (46mila euro nel 2012), l'azienda già denunciata sin dal Davide Currò per la fornitura ad Ama di attività di grafica.
Ma Antaros, il salto di qualità l'ha avuto nel 2007 (un anno speciale per la coppia), con l'apertura del negozio in piazza Alboreto che ha festeggiato i sette anni di attività proprio in questi giorni. Da meno di 100mila euro di fatturato a quasi 600mila euro.Da 2.900 euro di utile nel 2006, Antaros ebbe una fiammata proprio nel 2007 con 66mila euro di utile, in corrispondenza dell'apertura dell'esercizio per il commercio al dettaglio. Poi, dopo altri anni con un qualche utile (2008 - 22mila euro, 2009 - 1760euro), nel 2010 sente la crisi e perde 11mila euro. Nel 2011 torna in positivo (28mila euro), ma ancora perdite per 58mila euro nel 2012.
Una delle denunce di Davide Currò
In pochi anni da un dipendente a otto, con un picco di nove nel 2011, che però costano relativamente poco: 155mila euro, tanto quanto le consulenze...!
Segretario verbalizzante dell'ultima assemblea nota di Antaros del giugno 2013, tal Gambato Marco (lo stesso che era consulente, prima, e liquidatore, poi, di Api) e delegato al deposito del bilancio tal Eugenio Valla (il socio di Cristiano Agogliati, consulente di Ama, Api etc.).
Antaros era anche proprietaria della società Gala srl, ora in liquidazione, la profumeria del MaxLand, che ha accumulato quattro anni di perdite su cinque.
L'altra società dichiarata di pertinenza dal D'Avolio, Emme e Elle Sas, risulta inattiva alla Camera di Commercio. Nata come Antaros snc, si tratta della società storica del Decaduto, nata quando ancora risiedeva in quel di Sesto San Giovanni nel 1992, con un socio (poi rimasto nel settore della grafica) si occupava in quegli anni di grafica e pubblicità. Atterrata a Rozzano con i coniugi nel 1996 (primo incarico assessorile del nostro con Malinverno), grazie ai pensieri che probabilmente hanno pervaso la mente del neo futuro sindaco, ha cambiato l'oggetto sociale prima in servizi alle imprese e poi in immobiliare nel 2004!
Peccato che dal 2011 non produce alcunché, ma è proprietaria dell'immobile in via Ugo Foscolo 9, precedentemente sede della cooperativa ViviRozzano.
Insomma, con redditi che non giustificano tali possedimenti e tali spese (D'Avolio s'era vantato del fatto che tutte le altre proprietà in piazza Alboreto - quali? - fossero intestate ad una immobiliare sua e della moglie - chiaramente non Emme e Elle, per quanto suddetto - fossero in acquisto in leasing),  assume sempre più vigore l'ipotesi che il loro esser "imprenditori" non sia stato frutto del caso o della competenza.
La comunicazione sul territorio, l'assegnazione (informale) delle case delle cooperative, la gestione di qualche fornitura del teleriscaldamento, consulenze meno alla luce del sole sembrano aver caratterizzato la crescita delle attività dell'"imprenditore" D'Avolio...
Inoltre, a seguito delle verifiche incrociate delle suddette dichiarazioni del Decaduto e le vere proprietà degli immobili in cui hanno sede le sue attività (il negozio MaxLand, lo Juventus Club lo spazio per il voto delle primarie, etc. ), risulta che, forse, la società dei coniugi proprietaria del patrimonio meno in vista sia la RR Progetti srl, in mano a fiduciarie, una svizzera una romana, il cui amministratore e consulenti di riferimento (Pandolfi Luca, Valla Eugenio, Daccò Silvia), guarda caso, sono tutti dello studio LTA Advisory di Cristiano Agogliati. Intrecci speculativi.
Ma, e questo è il punto, può un amministratore pubblico detenere questo tipo di partecipazioni tramite fiduciarie senza dichiararle e senza renderle pubbliche?
Di nuovo, tra il dire ed il fare c'è di mezzo la Svizzera!
RF

2 commenti:

  1. Commedia in 2 atti Dario Fo del 1971 : Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa, quello non è il padrone?
    Cordialità
    bertoldo amleto

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  2. Mi sembrava di averlo visto con la smart oltre che coi due fuoristrada
    E intanto festeggia e fa trasferte da bravo tifoso coi coi soldi da consigliere

    Poi se si legge il diario su FB , sembra che viva nel suo mondo dorato.....e meno male che volantinava ai tempi di Berlinguer

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