giovedì 6 novembre 2014

COMMERCIO. Liberalizzazioni a Rozzano. Anche i parrucchieri devono cedere

Il parrucchiere del Vulcaniano
A fronte dell'evoluzione normativa per la liberalizzazione del commercio, dovrà esser modificata la regolamentazione comunale sul fronte delle attività dei parrucchieri (acconciatori) ed estetisti, edicole e pubblici esercizi.
La liberalizzazione riguarda le norme spesso poste a difesa di alcune parti delle categorie suddette, che nei comuni hanno sempre trovato spazio per una difesa corporativa, ostativa della libertà di impresa.
Cadranno, finalmente, i limiti per ciò che concerne le distanze, il numero ed il contingentamento degli operatori per parametri spesso inutili praticamente.
"Finalmente anche il comune di Rozzano rientrerà nella legalità", ci dice Gianni Ferretti, capogruppo di FI in consiglio comunale "Le distorsioni al libero mercato, come nel caso delle partecipate, portano soltanto a maggiori costi per la collettività".
Un importante passo in avanti compiuto dal giovane assessore Dario La Guardia, che, anche senza lode aggiuntiva, si prende carico di portare Rozzano nel XXImo secolo. Esercendo in diretta (o quasi) un esercizio commerciale, entrato qualche volta nel mirino di cittadini critici, probabilmente comprende il piacere della qualità e del servizio come elementi di distinzione per vincere sul mercato. Vedremo.  

Ricordiamo poi una delle ultime battaglie protezionistiche, che avevano portato addirittura all'emissione di decreto sindacale: quella condotta da Angelo Carucci, ex consigliere comunale ed oggi seduto impropriamente nell'inutile Cda di Ama Sport. L'elemento di sfida alle leggi ed all'istituzione verteva su due fronti: quello del mantenimento di un orario che garantisse la chiusura domenicale e del lunedì, storica per il settore, e quella del rispetto delle norme igienico sanitarie.
Se su questa seconda ha sempre trovato supporto, la prima aveva una serie di insite pregiudiziali normative.
La delibera della Giunta (n. 157 del 16 ottobre scorso) pone in capo ai responsabili del settore commercio l'adeguamento dei regolamenti per le professioni citate, ma senza un termine...
RF

3 commenti:

  1. ...quindi avremo ancora più cinesi nelle attività commerciali della nostra città??

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  2. Nessuno è obbligato a "farsi i capelli" dai cinesi low-cost.
    I parrucchieri high-cost non devono preoccuparsi degli "straccioni" cinesi.
    Se trovi chiuso il negozio di Armani non ripieghi sulla bancarella del mercato di Giggi 'o scugnizzo ;)
    Quando Armani avrà paura dei bancarellari sarà perchè venderanno la stessa merce di bassa qualità.

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  3. fate pagare ai cinesi e agli stranieri le stesse tasse di noi italiani!

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