mercoledì 19 novembre 2014

AZIENDE. Dirigenti Ama e lo stipendio come variabile indipendente

Ama Rozzano, la partecipata in "crisi di liquidità e finanziaria", come dal discorso del sindaco Barbara Agogliati, e dalle evidenze di bilancio, ha oggi "solo" (e per fortuna!) tre dirigenti a libro paga: Gianfranco Sgambato, Marinella Todisco e Fausto Proverbio.
Il resto delle attività direttive sono spesso appaltate all'esterno ai consulenti della famiglia o a quelli indicati di volta in volta dal manovratore.
Ma con quale costo?
100mila euro (assunzione 2009) per G. Sgambato, 89mila euro (assunzione 2002) per M. Todisco e 80mila euro (assunzione 2007) per F. Proverbio.
Insomma, circa 270mila euro, al netto della previdenza e dei contributi (che ne fanno all'incirca raddoppiare il costo complessivo) per avere un "coordinamento" che ha portato i dipendenti del gruppo Ama (a parità di servizi) da 61 persone (1 solo dirigente, 38 impegati e 22 operai) nel 2002 e 707mila euro di utile, a 130 dipendenti (3 dirigenti, 3 quadri, 42 impiegati, 17 operai, 24 educatrici, 23 iterinali e 18 dipendenti altri in Ama Sport e Sfera), con un risultato di gruppo (non da terzi) di 198mila euro, ma una situazione finanziaria catastrofica.
Insomma, una lettura di primo acchito sembra mostrare non una gestione per l'efficienza dei servizi e orientata al risultato, ma di tipo marcatamente clientelare.
E non dimentichiamo i 55 dipendenti ancora "in pancia" ad Api!

Un aumento esponenziale, in un apparato che sembra essere stato costruito per promuovere il consenso sul territorio, direttamente ed indirettamente, con appalti mirati a consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, alle aziende e cooperative dei sostenitori, ma non a realizzare quelle efficienze che avrebbero permesso la riduzione delle tasse e delle accise locali per tutti i cittadini.
Con una nota informale, che contiene informazioni che dovrebbero essere rese disponibili per Legge sul sito, l'azienda comunica che: "I Consigli d’Amministrazione di Ama Rozzano SpA che si sono succeduti negli anni, hanno stabilito di non avere alle dipendenze di ciascuna azienda controllata – Ama Sport Srl S.S.Dilett. e Sfera Srl – un proprio Dirigente. Per efficienza ed efficacia, anche dal punto di vista dei costi, hanno stabilito di accentrare il coordinamento delle Società controllate, nella società controllante - Ama Rozzano SpA. [...]Pertanto, il costo relativo ai 3 Dirigenti alle dipendenze di Ama Rozzano SpA deve essere da riproporzionare tra le tre società".
Puffolandia
Tutti sappiamo che la pubblica amministrazione è tenuta ad applicare norme ben precise in materia di assunzioni e di appalti, senza esagerare nelle procedure d’urgenza o negoziate perché comunque limitano le opportunità a chi ha i requisiti di poter partecipare alle gare. Una Amministrazione pubblica, come quella comunale, ad esempio, deve predisporre un bilancio di previsione e un rendiconto annuale e la loro approvazione spetta al Consiglio così come le variazioni e gli assestamenti di Bilancio. La musica è invece diversa per la maggior parte delle controllate e delle partecipate perché il controllo preventivo e consuntivo sfugge totalmente al Consiglio e non solo.
Diciamo non solo perché ultimamente, complice lo specchietto delle allodole della riduzione dei Consigli di amministrazione per ragioni di economia, è passato il messaggio che è meglio concentrare su una persona sola il potere gestionale.
Che sia meglio però è tutto da dimostrare, mentre è un dato di fatto che il metodo dirigista e apicale semplifica e agevola ulteriormente i rapporti con il governante di turno dalla mano lunga.
Pochissimo il controllo, tantissima la discrezionalità, grandissimo il potere economico finanziario, tanti posti di lavoro distribuiti a 360°.
Rapporti appiccicosi che mescolano appalti, nomine e desiderata, mortificando un intero sistema istituzionale, creando disparità e ingiustizie. E per cosa? Il metodo provoca a nostro avviso due tipi di anomalie.
La prima è l’impossibilità di entrare nel merito della programmazione dell’attività o di controllare la gestione di questi organismi da parte, ad esempio, del Consiglio comunale o delle Commissioni competenti.
La seconda è legata alla distribuzione delle commesse alle piccole o medie imprese e le assunzioni dirette da parte di queste società che sono praticamente lasciate alla discrezionalità degli amministratori, senza che siano resi pubblici criteri e procedura adottate, tantomeno graduatorie.
E i risultati, anche grazie al lavoro di RF sono ormai alla luce....
RF

1 commento:

  1. Nello stabilire lo stipendio dei dirigenti, a parte la tessera di partito, è stata determinante l'enorme competenza. Senza competenza specifica d'altra parte sarebbe difficilmente comprensibile come in così poco tempo certe figure siano state in grado di accumulare così tanti debiti.
    Personalmente credo che le società municiaplizzate e le cooperative siano uno dei peggiori cancri del nostro sistema economico. Ovviamente, su scala locale, diventano anche il cancro di Rozzano.

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