domenica 19 ottobre 2014

TERRITORIO. Bonifica dell'area ex Omar a Lacchiarella: un progetto e un appalto troppo distanti

L'area ex Omar (foto Corriere.it)
Dopo la rimozione dei rifiuti tossici, iniziata nel 2012, partiva l'intesa con la Regione a febbraio 2013 per la definitiva bonifica dell'area ex Omar a Lacchiarella. Ma alle intenzioni nulla seguiva, al punto che il sindaco di allora, Acerbi Luigi, ad agosto 2013, si lamentava, per il mancato rilascio dei fondi: "Il tutto, per il momento, è bloccato da un ricorso al Tar presentato da una ditta che aveva partecipato alla gara di appalto – spiegava –. Ma ci sono anche tante, troppe lentezze burocratiche che ci impediscono di portare a termine l’opera di recupero dell’area".
In questi giorni, però, hanno riaperto il cantiere, e vi si intravedono molte squadre al lavoro.
L'ex Omar non nasconde più rifiuti pericolosi, ma l'area è ancora degradata, e nella vecchia raffineria c'è di tutto: capannoni mezzi diroccati, laboratori distrutti, decine (ma forse sono centinaia) fra bottiglie e provette piene di liquidi sconosciuti, maschere anti gas, grandi vasche piene di chissà cosa e, strano ma vero, giocattoli per bambini e addobbi carnevaleschi, secondo quanto riportato dal Corriere quest'agosto.

Acerbi, lo scorso aprile 2014, assicurava che nel giro di un paio d'anni la bonifica sarà stata completata. Sono stati già spesi 40 milioni di denari pubblici e altri nove sono in arrivo per l'intervento finale, di cui 5 sbloccati per i lavori in corso, appaltati alla Riccoboni spa di Parma.
E' divertente vedere come si muove il mondo degli appalti pubblici per opere "sporche" (e non solo queste) come le bonifiche. I costi calcolati con il progetto di bonifica ammontano a 4 milioni. La base d'asta scese a 3,9 milioni. Ma l'assegnazione è stata per 2,1 milioni, un ribasso del 45%!!!
"Si tratta ormai di un valore quasi standard", ci dice un imprenditore del settore. "Da ribassi nell'ordine del 15 o 20%  nel periodo pre crisi, si è oggi scesi al 45 o 50% e oltre!".
Insomma, non si capisce come facciano a stare in piedi aziende che si aggiudicano appalti di questa entità con questi ribassi. E la domanda sorge spontanea: non è che prima qualcuno ci mangiava sopra un po' troppo? Certo è che spesso le aziende vincitrici in queste condizioni di mercato sono quelle con le spalle più grosse e le amicizie più importanti: il rilascio di fidejussioni milionarie, ormai, è spesso appannaggio di pochi, che non parlano con i bancari, ma con i banchieri, e meglio ancora, sono soci delle banche stesse.
Ma non solo. Il progettista a cui fu affidato, nel 2009, il progetto quadrimilionario di bonifica dell'area, approvato dal comune di Lacchiarella nel 2011 (determina n. 82 del 26/07/2011), lo ritroviamo direttore dei lavori che valgono la metà....
Delle due l'una: o il progetto era giusto, e dunque il progettista non può e non deve trovare congruo l'importo d'appalto pari alla metà e doveva rifiutarsi (eticamente) di fare il direttore di lavori che non valgono ciò che lui ha stimato, o ha sbagliato i calcoli, ed allora non deve fare il direttore dei lavori! Oppure... le altre strade indicate sopra.
L'ex sindaco Acerbi con l'ex sindaco D'Avolio
L'appalto è stato aggiudicato a marzo 2014 (determina n. 44 del 13/03/2014), notificato a luglio. La fine dei lavori è indicata essere a novembre del 2015.
Per ciò che concerne il territorio, contrariamente alle prime dichiarazioni di utilizzo dell'area, che il sindaco indicava come area da urbanizzare tramite insediamento di attività artigianali e industriali., i cui proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione sarebbero confluiti in un "virtuoso" fondo regionale di rotazione per finanziere ulteriori bonifiche ambientali (spiegavano, infatti dalla Regione che:" in un momento di scarsità di fondi pubblici, questo significa fare marketing territoriale, e a beneficiarne saranno anche le casse pubbliche"), l'ex sindaco (perché a maggio è stato eletto il suo successore, Violi Antonella) cambiava opinione, e si scopriva che le nuove intenzioni erano diverse: ""Mi piacerebbe che sull'ex Omar sorgesse un bosco – commenta -, ma vista la sua posizione è più probabile che venga utilizzata per dare vita a un polo artigianale".
Con Antonella Violi, che si è contrapposta alle liste di Acerbi alle ultime elezioni vincendole, le scelte potrebbero essere ancora messe in discussione.
RF

1 commento:

  1. costi che lievitano e denari pubblici che non bastano a soddisfare appetiti di personaggi senza scrupoli che giocano sulle disgrazie della gente.
    Bisogna vedere se con il ribasso d'asta del 45% poi i materiali tolti da qui non vadano là.. senza nessun controllo ... occhi aperti!

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