sabato 4 ottobre 2014

POLITICA. Stipendio del sindaco e degli assessori. Nessuna concessione, tutto quello che potevano se lo pigliano!

"Aooooo,  la maronna, che ci devi fa' con tutti 'sto soldi!?"
A Rozzano i costi della politica non sono commisurati all'attualità ne all'etica.
Ecco perché parliamo degli stipendi dei nostri nuovi "commilitoni civici" della nuova amministrazione.
La Giunta rozzanese ha usato per tutti gli importi massimi delle indennità di funzione che sono consentiti dalla legge!
Nonostante le ammissioni di alcuni di loro in passato che avrebbero devoluto parte della prebenda per funzioni e scopi diversi, come diceva Er Monnezza "Pe rubà li sordi de la povera gente nu ve batte nessuno!".
I criteri di calcolo delle indennità degli amministratori sono definiti dal Decreto 4 Aprile 2000 n° 119 in applicazione della legge Bassanini, la n° 265 del 3 agosto 1999, che ha fissato le nuove regole in materia di autonomia e di ordinamento degli enti locali.
In virtù di quelle norme, oltre che dal numero degli abitanti, le buste paga sono influenzate dalla professione esercitata: se l’amministratore è un lavoratore dipendente l’importo deve essere dimezzato, a meno che non richieda l’aspettativa per tutta la durata del mandato. I liberi professionisti, o gli imprenditori, al contrario, percepiscono l’indennità piena.
"La situazione economica avrebbe suggerito ben altro comportamento" dice arrabbiato il consigliere Francesco Barbera, autore di una mozione contro questi comportamenti che non tengono conto affatto della vita reale. "Una campagna elettorale a sostegno del disagio economico che si è tradotta in "voi state male? Fatti vostri. Intanto noi ci teniamno tutto!". Lo ritengo un comportamento indegno, e stiamo cercando di capire se son stati rispettati tutti i profili di legalità".
"Io so io, voi nun siete un c....!"
L’ultimo adeguamento è stato effettuato con la Determina n. 88 del 27 Febbraio 2006. Da allora gli stipendi degli amministratori sono rimasti fissi e invariati, a meno della decurtazione del 3% secondo la finanziaria 2010. L’interpretazione del ribasso del 2006 non è stata unanime (c’è quindi chi l’ha ignorata in quanto l’art. 1 comma 54 delle legge finanziaria 2005 che prevedeva la riduzione del 10% delle indennità degli amministratori locali non fu approvato, ma alcuni sindaci la ritennero comunque valida).
L’indennità di sindaci e assessori è dimezzata del 50% per i lavoratori dipendenti, sempre che non abbiano richiesto l’aspettativa al loro datore di lavoro e quindi svolgano a tempo pieno l’attività di amministratore comunale (il caso dell'assessore La Guardia, dipendente in aspettativa di Ama). Ovviamente è consentita ogni scelta al… ribasso da parte degli stessi amministratori, che a Rozzano non è stata fatta.
La legge consente al massimo quanto segue:
- Vicesindaco: 1712,83 euro/mese
- Assessori:     1401,41 euro/mese
- Sindaco:       3114,23 euro/mese (dal 1/1/2006)
Nomi e cognomi e dettagli. 
Barbara Agogliati, sindaco, disoccupata (dichiarazione dei redditi 2012, unica entrata lo stipendio da assessore), percepirà l'emolumento appieno, nonostante la ricca famiglia ed il marito imprenditore. Nessuna concessione all'impegno dichiarato alla città per la politica come servizio...  
Stefania Busnari, vice sindaco, responsabile del centro sportivo Targetti (contratto sportivo atipico), è di fatto una "libera professionista". Ergo.... stipendio da vice sindaco pieno. Nessuna indulgenza al fatto che, per quel che ne sappiamo, continuerà a percepire l'appannaggio sportivo oltre a quello amministrativo e che si occupa di tematiche delicate come la Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali". Ricordiamo tra l'altro la sua dichiarazione pubblica sul RidiRozzano che non avrebbe più fatto politica attiva...
Pietro Moro, imprenditore, stipendio pieno. La sua azienda ha "tenuto" nel marasma della crisi, probabilmente anche grazie agli appalti "indiretti" per il teleriscaldamento Ama/Aler... 
Marco Ercoli, imprenditore amministratore, stipendio pieno. A crescere, se realizzerà i desiderata dei suoi molti inquilini che lo assillavano quand'era semplice consigliere...
La Guardia Dario, dipendente Ama, si è messo in aspettativa per percepire l'intero emolumento. Il comune, oltre all’onere di pagare lo stipendio pieno, ha il costo supplementare di pagare i contributi previdenziali alla cassa di previdenza del lavoratore in aspettativa, tramite l'azienda comunale. Insomma, lo stipendio continuano a pagarglielo i cittadini rozzanesi, di riffa o di raffa.
Stefano Apuzzo, giornalista occasionale, libero professionista, percepisce l'intero emolumento.
Fiorella Imprenti, dipendente, percepisce il 50% dell'appannaggio amministrativo senza oneri aggiuntivi per il Comune!
Comunque, per non sbagliare, non sono stati ancora pubblicati i redditi ed i patrimoni degli eletti e degli amministratori, e sembra che molti facciano i furbi: la L.33/2013 e la L. 441/1982 sulla trasparenza sono nette al proposito. Entro tre mesi dalla proclamazione devono depositare i documenti e il Comune pubblicarli sul sito. Ecco l'esempio del Comune di Corsico.
Ma si sa, come sempre vi sono due concezioni del ruolo di Sindaco nei Comuni.
La prima è quella “vecchia”, adesso sembra quasi estinta: era quella per cui essere eletti sindaci del proprio paese era un onore. Fa ridere, eh? Beh, non dovrebbe. I nostri vecchi avevano una concezione civica molto alta, diventare sindaci del paese era percepito come una gratificazione. Bastava quella, tutto il parentado ne andava orgoglioso, era un riconoscimento del rispetto e della considerazione di cui godeva l’eletto e la sua famiglia. Poi, certo, c’erano anche allora quelli che si facevano gli affari loro, favorivano se stessi e gli amici. In genere li mandavano a casa, non li votavano più. Alcuni resistevano con l’elargizione di favori ecc.
Anche da questi pericoli (reali) nacque il limite dei due mandati consecutivi. C’erano “sindaci a vita” che facevano la fortuna o la sfortuna di intere famiglie, bloccavano o sviluppavano un Comune. Il tutto per magari trenta-quarant’anni. Una volta era un lasso di tempo nemmeno epocale, con l’accelerazione dei fenomeni economici, adesso sarebbero un’eternità. Comunque i sindaci che hanno retto i nostri Comuni fino al 2000 erano sindaci “volontari”. Prendevano quattro lire di rimborso e tenevano (provate il contrario) i conti in ordine, costruendo scuole e strade secondo i bisogni. Perché la concezione era appunto quella del volontariato, un’aggiunta al proprio lavoro, sindaci a tempo pieno non ce n’erano, tutti avevano un loro “mestiere” e fare il Sindaco era qualcosa in più, come adesso avviene con chi fa il volontario per la Croce Rossa o il Soccorso alpino o la Protezione civile ecc.
La seconda concezione è esplosa proprio con l’esplodere dell’indennità. Lo spartiacque è appunto quello del 2000 quando furono fissate dallo Stato le nuove indennità. Per Comuni anche piccolissimi erano cifre forti, il doppio di quelle medie di un dipendente, molto di più di quelle di un insegnante o di un impiegato di una ditta qualsiasi. Era passata, con questa disposizione, la concezione che a capo dei Comuni dovessero essere messi dei “professionisti”. Perché, si diceva, i professionisti mica si mettevano a fare volontariato in Comune, non avevano tempo da perdere… Sottinteso: così le menti migliori se ne stanno a casa e i Comuni, con i loro bilanci miliardari (in lire), vengono gestiti da “dilettanti”. Solo che contemporaneamente si sono creati i “responsabili di servizio”, veri e propri “gestori” della cosa pubblica. Esempio: il Consiglio comunale decide di edificare una scuola? Basta la delibera e l’impegno di spesa. Poi concorsi o gare di appalto, affidamento lavori, controllo e fine lavori, compresi i pagamenti, sono in mano a questi “responsabili di servizio”….
«La politica deve essere al servizio del cittadino e non il contrario….» dice qualche sindaco. Non quello di Rozzano.
RF

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