venerdì 10 ottobre 2014

POLITICA. Pd acchiappatutto: non una presidenza delle commissioni alle opposizioni

Una volta si diceva che la democrazia, per essere tale, è rappresentata da un bilanciamento dei poteri. Nel caso specifico della politica rappresentativa, la maggioranza governa e le opposizioni di minoranza controllano.
Anche a Rozzano si era intrapresa questa pratica. Persino D'Avolio, il primo D'Avolio, aveva "ceduto" a Forza Italia (poi Pdl) la presidenza della commissione Risorse, salvo poi scoprire, a posteriori, che poteva esser servito per coltivare il rapporto con colui (Pietro Moro) il quale oggi siede in Giunta come assessore al bilancio!
Oggi, un Pd con la maggioranza assoluta del consiglio (più gli spiccioli della lista civetta), si ritrova senza elementi di contrappeso a garanzia dell'istituzione: tutte le presidenze di commissione sono diventate di loro appannaggio.
Per far chiarezza, abbiamo interpellato al proposito il segretario cittadino del Pd, Antonio Lo Preiato: "In realtà, per quel che mi riguarda, la segreteria cittadina, non ha ricevuto nessuna richiesta di incontro dalle opposizioni per un ragionamento politico attorno al tema. L'unica pervenuta al gruppo consiliare, la vice presidenza della commissione territorio, è stata valutata positivamente".
Comunque, dopo la commissione risorse, di cui abbiamo già parlato, il Pd ha fatto il pieno con Servizi Sociali (La Gamba, presidente, e Litto), Statuarie (Bernasconi, presidente, e Macaluso), Lavoro (), Sport e Cultura (Besana, presidente, e Conti) e, solo con Ambiente e Territorio (presidente Costa Vincenzo), hanno concesso una vice presidenza a Simone D'Agnelli (M5S).
Forse si trattava di un passo atteso dalle minoranze, ma il Pd non ha ritenuto di dover intraprendere quella direzione, per realizzare una qualche "trattativa". "La campagna elettorale è finita. Ci aspettavamo certamente che, dal giorno dopo, riconoscendo il reciproco ruolo, si potesse iniziare a intavolare assieme qualche passaggio, ma, ad ogni consiglio, riceviamo sempre attacchi, che poco predispongono ad aperture di nostra sponte. Questo può aver impedito una nostra iniziativa".
Il ragionamento però non è accettato dal capogruppo Gianni Ferretti, di Forza Italia: "si tratta di una prassi consolidata che doveva trovare applicazione a prescindere. Inoltre, al di là di quel che ne pensa l'ex consigliere di opposizione Pietro Moro, che l'ha praticata salvo poi dimenticarselo quando entrò in maggioranza, le commissioni di garanzia dovrebbero trovare un rappresentante delle opposizioni sempre e comunque a guidarle"
Antonio Lo Preiato, segretario cittadino Pd
Antonio però ritiene che non vi sia stata "nessuna malafede, certamente. I nostri consiglieri, giovani alla politica, saranno certamente ben disposti a lavorare con le minoranze al tavolo delle commissioni. Si trattava, per quel che ci riguarda, di dare un ruolo a chi ritiene di volersi impegnare per la città".
E ancora: "d'altronde, l'unica richiesta pervenutaci con un certo anticipo e sulla quale abbiamo ritenuto di aprire, è stata la vice presidenza della commissione territorio, al Movimento 5 Stelle".
Le commissioni hanno solo una funzione consultiva, ed in qualche caso, se il presidente ritiene, può diventare propositiva. Ma per lo più possono solo far la loro parte chiedendo, prima del passaggio consiliare, tutti i documenti di supporto alle delibere proposte dalla Giunta e poco più.
Un vice presidente non viene spesso nemmeno consultato o preso in considerazione, a meno di un'assenza del presidente, con funzione di supplenza.
Ecco perché, probabilmente, condividiamo in ogni caso il ragionamento di Lo Preiato per quel che riguarda il fatto che "il consigliere comunale che vuole sviluppare appieno il suo mandato, anche senza un ruolo di presidenza di commissione potrà fare il suo lavoro di controllo e di proposta in forza del mandato ricevuto".
Riteniamo, comunque sia un errore politico non essersi posti il problema che ognuna di queste funzioni possano vivere senza dare alle opposizioni la possibilità di mantenere una adeguata visibilità istituzionale, che, sebbene importante solo di facciata, mostra un volto "buono" della politica.
RF


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